Ancora una volta si concede il permesso a chi ha già tentato la fuga

Ergastolo con libera uscita, il sistema che piace ai killer

di Paolo Padoin - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Politica

Il carcere di Porto Azzurro

Il carcere di Porto Azzurro

È successo di nuovo. Dopo la fuga dal carcere di Marassi, durante un permesso premio, di Bartolomeo Gagliano, serial killer con alle spalle tre omicidi, un altro ergastolano omicida, al quale era stato pure concesso un permesso premio, non è rientrato nel carcere. È vero che le carceri italiane scoppiano e che bisognerà trovare rimedi seri. Ma è altrettanto vero che serve la certezza della pena. Altrimenti l’ergastolo con libera uscita annessa diventa una barzelletta.
KILLER – Filippo De Cristofaro, detto anche «il Rambo dei mari» o «il killer del catamarano», condannato all’ergastolo per l’omicidio della skipper pesarese Annarita Curina, avvenuto nel 1988, è evaso dal penitenziario di Porto Azzurro. Aveva ottenuto un permesso di tre giorni in occasione della Pasqua. Lo stanno cercando le forze dell’ordine, sulle quali viene scaricato tutto il peso delle evasioni facili a seguito di permessi premio. Già nel dicembre scorso la polizia italiana, in collaborazione con quella francese, si impegnò per quasi una settimana per rintracciare e recuperare Bartolomeo Gagliano, pluriomicida fuggiasco, cui era stato concesso il permesso premio con il consenso di una magistrata che in passato non era stata altrettanto liberale quando si trattava di attribuire benefici a qualche poliziotto condannato per i fatti del G8 di Genova.
Speriamo che anche stavolta le Forze dell’ordine riescano a rintracciare l’uccel di bosco, già evaso in passato dal carcere di Opera.
RECUPERO – Resta il problema del giusto equilibrio tra la funzione di recupero alla vita sociale che il carcere, come sancito dalla nostra costituzione, deve svolgere, e l’esigenza di tutelare la sicurezza dei cittadini. Che senso ha ancora una condanna all’ergastolo, o addirittura a più ergastoli, come avviene talvolta, quando questa condanna viene mitigata nel tempo da benefici premiali tanto da non essere praticamente mai applicata fino in fondo? Addirittura sono concessi benefici a ergastolani che hanno già tentato o effettuato un’evasione. Almeno in questi casi la possibilità di applicare i cosiddetti premi dovrebbe essere tassativamente esclusa. Altrimenti aboliamo definitivamente dal codice questa pena.
ERGASTOLO – Magari questa tesi verrà smentita se a Totò Riina, pluriergastolano, non verrà concesso alcuno sconto, ma in questo momento il problema è attuale. Spesso infatti i diritti delle persone oneste sembrano negletti dalla nostra legislazione e dall’interpretazione che ne danno certi giudici, diciamo così, di manica larga. Il nostro Paese, per diversi motivi, è ormai ritenuto il paradiso di chi intende vivere al limite della legalità. Indagini recenti hanno appurato infatti che molti scafisti che trasportano i clandestini in Italia lo fanno non solo per convenienza economica, ma soprattutto perché ritengono che in Italia rischiano poco o nulla. Così come bande di ladri e scassinatori vengono in Italia da alcuni paesi dell’est europa perchè qui la giustizia e le pene sono molto più clementi rispetto al loro Paese.

RENZI – È un tema importante che sottoponiamo alla riflessione del premier Renzi, visto che gli ultimi ministri della Giustizia lo hanno completamente ignorato. Qualcuno invero è intervenuto meritoriamente, per motivi umanitari, in casi nei quali era in pericolo la salute dei detenuti: uno di questi riguardava peraltro un’amica di famiglia. Ma oltre a curare il versante umanitario e perdonista, forse occorrerebbe rendere più efficace la capacità deterrente della pena e modificare la graduazione delle sanzioni. La riforma della giustizia, anche sotto questo profilo, dovrebbe essere uno degli obiettivi del Governo, ma per ora non sembra una priorità.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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