Energia e ferrovie, colossi all’attacco: AnsaldoBreda nel tritacarne

Uno degli stabilimenti AnsaldoBreda
Uno degli stabilimenti AnsaldoBreda
Uno degli stabilimenti AnsaldoBreda

Si muovono i giganti dell’industria energetica e ferroviaria mondiale, con protagonisti ben conosciuti in Toscana (vedi General Electric) e con conseguenze non certo irrilevanti per grandi aziende del nostro territorio regionale (vedi AnsaldoBreda).

GE ha formalizzato l’offerta per acquisire il settore energia del colosso francese Alstom, attivo anche nel settore ferroviario: gli americani hanno messo sul piatto ben 12,35 miliardi di euro. Il “patriottismo industriale” francese affanna, poiché l’offerta americana è solida sul piano industriale e finanziario, e trova il Consiglio di amministrazione di Alstom favorevolmente disposto. Ma affanna anche l’altro colosso europeo dell’industria energetica e ferroviaria, i tedeschi della Siemens, che annunciano una contro-offerta per Alstom.

Gli americani della GE puntano quindi ad investire pesantemente in Francia per l’energia. Un’operazione che comporta due conseguenze precise per il settore ferroviario. La prima riguarda la collaborazione tra GE e Alstom. Nella lettera datata 29 aprile 2014 e scritta dal Presidente e Amministratore delegato di General Electric Jeffrey Immelt al Presidente della Repubblica francese François Hollande, GE conferma tra l’altro che “abbiamo deciso di studiare con Alstom la possibilità di creare una joint-venture con le attività mondiali nel segnalamento ferroviario di GE, accompagnata da un partenariato tecnologico”. Quindi, se Alstom approverà l’offerta americana e il Governo francese non porrà ostacoli, potrebbero aprirsi nuove prospettive franco-americane (Alstom-GE) nel segnalamento ferroviario.

La seconda conseguenza riguarda Alstom. Il colosso francese, se l’operazione sull’energia si chiuderà positivamente per GE, rimarrebbe concentrato nel settore del trasporto ferroviario, incassando una somma rilevante che consentirebbe nuovi investimenti e nuove acquisizioni. Nel comunicato del Consiglio di amministrazione di Alstom del 30 aprile 2014 si legge che questa operazione “darebbe ad Alstom Transport la solidità finanziaria per accelerare il suo sviluppo in un mercato in crescita”, e che sarebbe “perfettamente posizionata per cogliere le opportunità di crescita”.

I tedeschi della Siemens intendono rispondere all’offensiva americana su Alstom. Si parla di uno scambio tra le due sponde del Reno: tutta l’energia alla Siemens e tutti i trasporti (treni e metropolitane) ad Alstom. Ma è tutto da vedere e da confermare.

Mentre i giganti industriali si muovono, puntando a concentrarsi sempre più, l’Italia sembra un po’ zoppicare. Ansaldo Energia non è più controllata da un gruppo industriale (Finmeccanica) ma da un gruppo finanziario (Cassa Depositi e Prestiti), mentre AnsaldoBreda e Ansaldo STS sono in vendita insieme da anni.

Ci sono ancora gruppi industriali europei interessati ad acquisire AnsaldoBreda e Ansaldo STS, per inserirsi o per contrastare le mosse dei giganti. Ma forse è il caso che in Italia ci si chiarisca le idee, definendo e realizzando una politica industriale nei settori strategici, verificando la sostenibilità dell’autonomia o l’opportunità delle alleanze. Perché nel mondo intorno a noi stanno facendo sul serio.

 

 

ansaldobreda, finmeccanica


Francesco Butini

Istituto di studi politici "Renato Branzi"

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