Partito il 1 maggio, collaborano anche le Regioni, ma molte sono in ritardo

Lavoro: al via il Piano nazionale Garanzia Giovani

di Paolo Padoin - - Cronaca

A Prato e Rimini più occasioni di lavoro per i giovani 30enni

La disoccupazione giovanile è sempre più elevata

È partito il 1 maggio, nella giornata dedicata al lavoro, il Piano nazionale Garanzia giovani. Oltre 1,5 miliardi di euro, nel biennio 2014-2015, per garantire ai giovani tra i 15 ed i 29 anni, disoccupati o «neet» (coloro che non studiano, non lavorano e non si formano), una offerta «qualitativamente valida» di lavoro, di istruzione, di apprendistato o tirocinio, di autoimprenditorialità o servizio civile.  

PLATEA – La platea potenziale è di 1 milione di giovani, come ha detto il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti. In Italia, secondo gli ultimi dati disponibili e relativi al 2012, i Neet tra i 15 e i 29 anni sono 2,25 milioni.

CHE FARE? – I giovani dovranno innanzitutto aderire all’iniziativa: già da oggi e sino al 31 dicembre 2015 potranno farlo attraverso il sito nazionale www.garanziagiovani.gov.it o i siti attivati da alcune Regioni (fra le quali la Toscana), comunque collegati in rete fra loro. Molte Regioni però sono in ritardo (13) e non hanno firmato l’acccordo con il Ministero, tanto che 900 milioni sono ancora bloccati. I ragazzi potranno scegliere la Regione in cui vogliono lavorare, che «prenderà in carico» la persona attraverso i Servizi per l’impiego o le Agenzie private accreditate. In base a profilo e disponibilità territoriali, stipuleranno con gli operatori competenti un «Patto di servizio» ed, entro i quattro mesi successivi, riceveranno un’opportunità.

DOTAZIONE – La dotazione finanziaria complessiva è di 1,513 miliardi di euro sul 2014 e 2015. Il Piano riguarda tutto il territorio nazionale, ad eccezione della Provincia di Bolzano, l’unica che presenta un tasso di disoccupazione giovanile inferiore al 25%. A livello nazionale questo tasso ha superato il 42%.

OBIETTIVO – Oltre alle risorse ed accanto alle azioni di comunicazione e di orientamento, per il ministro Poletti è essenziale coinvolgere il mondo delle imprese, «sollecitandone la responsabilità verso una delle maggiori emergenze del momento» e attraendo anche il loro interesse per le misure che le Regioni dispongono a favore di chi offre occupazione, apprendistato, tirocini. Il ministero sta promuovendo Protocolli di collaborazione con le associazioni imprenditoriali e con alcune grandi imprese (il primo è stato siglato insieme al ministero dell’Istruzione con Confindustria e Finmeccanica; il secondo con le confederazioni degli agricoltori Cia e Agia). 

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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