Donna crocifissa, dalle compagne di strada la traccia per inchiodare il mostro

Andrea Cristina Zamfir, la ragazza  crocifissa, sarà sepolta in Campania
Andrea Cristina Zamfir, la ragazza crocifissa, sarà sepolta in Campania

FIRENZE – Forse si svolgerà a Firenze la cerimonia funebre per Andreea Cristina Zamfir, la ragazza rumena crocifissa sotto un cavalcavia a Ugnano. Potrebbe trattarsi di una cerimonia a carico della  Curia fiorentina. I funerali, però, saranno celebrati in Campania e la salma verrà tumulata a Montesarchio, in provincia di Benevento.

Sembrano  queste, al momento, le ultime tappe del viaggio umano della ventiseienne, prostituta occasionale, morta la sera di domenica 4 maggio, attorno alla mezzanotte, dopo essere stata barbaramente torturata e «crocifissa», con nastri adesivi ai polsi, al confine fra Firenze e Scandicci. Gli investigatori lottano contro il tempo per dare un volto a quello che appare come un mostro delle prostitute: un maniaco che avrebbe già seviziato e violentato altre ragazze che si prostituiscono, in diversi casi, forse una decina, tra le campagne di Firenze e Prato. Mai, però, le vittime erano morte. Fino alla tragedia della povera Andreea Cristina.

FAMILIARI  – Stanno intanto arrivando a Firenze, in queste ore, provenienti da Montesarchio, la madre di Andreea Cristina, Dorina, e il cognato Josè Alves: prenderanno contatto con le autorità per la restituzione della salma e per poter procedere ai funerali. Nella vicenda, la famiglia della vittima del maniaco è assistita dall’ambasciata rumena in Italia. «Mia suocera e mia moglie non avevano contatti con Cristina dal 2008 quando dopo la morte del padre decise di lasciare Montesarchio, dove ha vissuto anche lei: voleva cambiare aria dopo il lutto – ha detto il cognato Josè Alves -. Nel 2009 c’è stato l’ultimo contatto, per telefono, e lei disse alla mamma che stava bene. Poi non l’hanno sentita più. Mia moglie nel 2011 andò a Firenze per cercarla, ma non la rintracciò e pensammo che fosse tornata in Romania». Il cognato, sempre parlando a nome della famiglia, ha detto di voler «ringraziare la popolazione» di Montesarchio «per la vicinanza e anche per la piccola colletta fatta per aiutare» a pagare le spese del funerale. Nel corso di questi ultimi giorni gli investigatori hanno ascoltato il compagno di Andreea Cristina Zamfir, ma l’uomo non avrebbe fornito elementi utili alle indagini. Inoltre, in queste ore in questura sono state ascoltate una decina di prostitute che esercitano nelle province di Firenze e Prato, alcune delle quali avrebbero raccontato di aver subito episodi di violenza simili a quello degenerato nella morte della ventiseienne.

IDENTIKIT – Sebbene non esista ancora un identikit ufficiale del maniaco seriale, gli inquirenti possono contare su alcuni elementi certi. In base alle testimonianze di diverse prostitute, che hanno denunciato dal 2006 a oggi un cliente aggressivo che le sottoponeva a violenti giochi erotici, emerge che il maniaco sarebbe un italiano di circa 55 anni, alto tra il metro e 70 e il metro e 75, tarchiato, volto ovale; in alcuni casi avrebbe indossato gli occhiali, inoltre avrebbe avvicinato in strada le sue vittime muovendosi su una piccola vettura furgonata di colore chiaro. Su questi punti le descrizioni delle prostitute coincidono. Alle ragazze sarebbero state mostrate foto di alcuni personaggi.

INDAGINI – Gli inquirenti stanno anche cercando eventuali tracce di dna lasciate dall’aggressore sul luogo dell’omicidio, sulla borsetta e sugli indumenti della vittima, ma anche sul nastro adesivo usato dal maniaco per immobilizzarla ad una sbarra di ferro dove la donna è stata trovata come crocifissa. Uno degli obiettivi è vedere se l’aggressore è lo stesso di tre episodi analoghi su cui sono in corso le indagini da dove è emerso lo stesso codice genetico: sono le aggressioni del luglio 2011 a Calenzano, alle porte di Firenze, del marzo 2013 ad Ugnano e del 21 febbraio scorso ancora a Calenzano. Una psicologa dei carabinieri sta inoltre ascoltando cinque donne che hanno denunciato dal 2006 a oggi altrettanti episodi di aggressione con sevizie sessuali subite da un cliente in modo analogo alle circostanze in cui è morta Andreea Cristina Zamfir. È intanto la procura di Firenze a coordinare le indagini. Anche sui casi finora trattati dalla procura di Prato. Nell’ufficio del pm Paolo Canessa sono riuniti i fascicoli relativi a tutti gli episodi, anche le aggressioni avvenute a Calenzano, territorio della provincia di Firenze la cui giurisdizione ricade sotto il tribunale di Prato. Tra più giudici ugualmente competenti, infatti, la competenza per territorio viene attribuita al giudice nella cui giurisdizione si è verificato il reato più grave. Da parte sua il pm Canessa ha dato una delega congiunta a polizia e carabinieri, distribuendo i compiti di indagine in base agli episodi conosciuti. Su questi fatti indagano la polizia di Firenze per l’omicidio, la squadra mobile di Prato per un episodio del 2011 alle Bartoline di Calenzano, i carabinieri della compagnia di Signa per questo episodio e altri due episodi, sempre a Calenzano, i carabinieri della compagnia Oltrarno sulle aggressioni a Ugnano. Le attività dei carabinieri sono coordinate dal nucleo investigativo presso il comando provinciale di Firenze.

QUESTORE – Sulla terribile fine di Andrea Cristina Zamfir è intervenuto giovedì 8 maggio il questore di Firenze, Raffaele Micillo. «Mi dispiace offendere gli animali con questo paragone, ma questa persona è una bestia», ha detto riferendosi al maniaco. «Stiamo lavorando tutti – ha aggiunto -. Pagherei qualsiasi cifra per prendere questa persona. Abbiamo intensificato la sorveglianza in tutti i luoghi dove viene esercitata la prostituzione a Firenze. Non vorremmo che capitasse di nuovo un episodio del genere». Il questore Micillo ha inoltre dichiarato che per Andreea Cristina «ci sarà una cerimonia funebre in città, di cui la Diocesi si farà carico». L’affermazione è arrivata al termine di un incontro con un rappresentante del console generale della Romania. «Durante l’incontro – ha spiegato Micillo – abbiamo parlato del problema della pietas umana verso questa ragazza. Su input del cardinale Giuseppe Betori ho ricevuto dal direttore della Caritas di Firenze la disponibilità a farsi carico di una cerimonia funebre non appena la salma sarà messa nuovamente a disposizione dei familiari». «Umanamente – ha proseguito Micillo – la comunità fiorentina intende mostrare solidarietà a questa ragazza, alla sua famiglia e a tutta la comunità rumena».

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Domenico Coviello

Giornalista

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