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Ecco il Sistema Italia che corre sulle rotaie nei paesi del Golfo

di Sandro Addario - - Cronaca, il Blog di Sandro Addario, Lente d'Ingrandimento

L'Oman ha affidato all'Italia la progettazione della prima ferrovia del sultanato

L’Oman ha affidato all’Italia la progettazione della prima ferrovia del sultanato

FIRENZE – Per gli omaniti e i sauditi che contano è solo Luca. Ma non solo perché il suo cognome Beccastrini, tutto toscano, si pronuncia male sia in arabo che in inglese. È la conferma della fiducia e della stima conquistate sul campo, in un ambiente dove i rapporti personali vengono prima di tutto.

Ferrovie Oman

L’incontro tra Ahmed al Futaisi e Michele Mario Elia

OMAN – L’ingegnere, 47 anni, fiorentino doc, ha appena terminato di accompagnare il ministro dei trasporti e delle comunicazioni dell’Oman Ahmed Mohammed al Futaisi – in questi giorni in Italia – e Abdulrahman al Hamti, direttore del progetto ferroviario nel sultanato. Per loro Luca Beccastrini è una sicurezza: è stata Italferr, la società di ingegneria del gruppo Ferrovie dello Stato di cui è Luca è Area Manager per il Medio Oriente, a vincere la gara per il progetto della realizzazione della prima linea ferroviaria di oltre 2200 chilometri (quasi due volte l’Italia) che attraverserà tutto il sultanato dal confine nord con gli Emirati Arabi Uniti a quello sud con lo Yemen. Un lavoro di progettazione coordinato sul posto, oltre che da Beccastrini, da Roberto Liuzza, direttore del progetto e Maurizio Di Veroli, branch manager di Italferr. Si tratta di un contratto da circa 28 milioni di euro, solo per studi, progetti, ingegneria allo stato puro: non un badile né una gru, che sono invece di competenza di chi realizzerà l’opera. Una cifra difficile da raggiungere in Europa, dove un progetto ferroviario di medie dimensioni non supera i 2 milioni di euro.

Luca Beccastrini e Ahmed al Futaisi

Luca Beccastrini e Ahmed al Futaisi

ALTA VELOCITÀ – La delegazione omanita, appena ripartita dall’Italia, ha incontrato Michele Mario Elia, neo amministratore delegato del Gruppo FS Italiane, Matteo Triglia, ad di Italferr e Carlo Carganico ad di Italcertifer. Subito dopo visita la stazione di Roma Tiburtina AV, viaggiando poi sul treno diagnostico di RFI per le linee Alta Velocità, DiaManTe. Altre tappe, l’Impianto di Manutenzione Corrente della flotta AV di Trenitalia, a Napoli; i laboratori di certificazione di Italcertifer a Firenze Osmannoro; la Sala di controllo ACC di Bologna Centrale. Un viaggio nella cabina di un Frecciarossa a 300 km all’ora che lascia «gli omaniti a bocca aperta» commenta Beccastrini in tempo reale su Facebook.

TRANSARABICA – Ma non è solo l’Oman il terreno di «conquista» della tecnologia ferroviaria italiana. Beccastrini dal suo ufficio di Abu Dhabi coordina le attività di Italferr in Arabia Saudita e Qatar. Nel primo paese parla italiano il progetto per la nuova ferrovia Riyadh-Jeddah di quasi 1000 chilometri attraverso il deserto, coordinato da Giovanni Cresci, project director e Alessandro Fortuna branch manager. È la Saudi Landbridge, una sorta di «transarabica» che collegherà la costa del Mar Rosso con quella del Golfo Arabico (attenzione a chiamarlo Persico da quelle parti…). In Qatar invece Italferr è presente nel progetto di un tratto della linea rossa della metropolitana di Doha, in corso di realizzazione da parte dell’italiana Impregilo. I tecnici di Italferr sono Stefania Albanesi, branch manager e responsabile progetto impianti ed Egidio Bianchini responsabile progetto opere civili.

SEGRETO – Il segreto del successo di Beccastrini e del suo staff? «Chiamiamolo prima di tutto del Sistema Italia – precisa l’ingegnere – avere una squadra di tecnici giovane e motivata, valorizzare per tempo i giovani emergenti, operare nella massima trasparenza ma soprattutto riuscire a creare un rapporto personale con le controparti offrendo e ricevendo fiducia».

FIRENZE – Beccastrini, laureato a Firenze nel 1995 entra quattro anni dopo in Italferr. Si occupa di gestioni quando nell’inverno del 2009 viene mandato in Romania quale «team leader» di un progetto di implementazione delle Ferrovie romene. Dagli originari previsti 8 mesi riesce a realizzarlo nel giro di appena 15 giorni: un successo per tutti. Il suo capo, l’ingegner Claudio Collinvitti direttore delle attività internazionali di Italferr, lo tiene d’occhio. Lo manda in Algeria per un nuovo lavoro, quindi al suo ritorno – nel 2011 – una telefonata: «Dovrebbe andare nei paesi del Golfo. Se la sente?» Beccastrini non si fa problemi.

Luca Beccastrini

Luca Beccastrini

CONCORRENZA – Dalla neve di Bucarest al caldo tropicale e umido degli Emirati. Arriva ad Abu Dhabi e dal nulla crea un combattivo avamposto del Sistema Italia, in luoghi da oltre 30 anni terreno di caccia indisturbato di inglesi, americani, francesi e tedeschi. Beccastrini arriva alle gare presso i governi dei paesi del golfo e Italferr piano piano batte tutta la concorrenza internazionale: prima con l’offerta tecnica, poi con quella economica, entrambe convincenti e soprattutto trasparenti. «È stato come se il Sassuolo, appena arrivato in serie A, avesse vinto lo scudetto» dice sorridendo, appena arrivato a Firenze dove riesce a «staccare» qualche ora di pausa per riabbracciare la moglie Barbara e il figlio Francesco, nel giorno della sua Prima Comunione.

CORRUZIONE – La corruzione? «Un problema superato da tempo non solo per noi – risponde – ma anche perché specie il governo omanita è molto attento alla correttezza delle gare. Al proprio interno è già stato ‘rottamato’ un vecchio sistema di potere sostituito da giovani generazioni capaci e scrupolose».

SQUADRA – Essere fiorentino l’aiuta? «Facilita l’approccio e, grazie alla battuta facile, consolida i rapporti umani. E quando si è per ore al tavolo di trattative per un contratto, anche questo aiuta. Il nome di Firenze è poi spendibile in ogni parte del mondo: come un passaporto che apre molte porte». Ma aggiunge subito «il successo è naturalmente di una squadra non del singolo. E quella di Italferr nei paesi del Golfo e dell’intera struttura in Italia che la supporta è veramente all’altezza del successo che merita».

Si studia un progetto per la realizzazione di una linea ferroviaria

Si studia un progetto per la realizzazione di una linea ferroviaria

 

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Sandro Addario

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Giornalista
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