La singolare storia di un campione sempre lodato e sempre escluso

Nazionale, per Rossi il terzo no alla vigilia di un grande appuntamento: è maledizione azzurra?

di Ernesto Giusti - - Sport

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Pepito Rossi lavora a Coverciano

Pepito Rossi: avventura finita, non andrà al Mondiale in Brasile

FIRENZE – Il suo procuratore, Andrea Pastorello, garantisce che Pepito Rossi non fa polemiche: accetta con serenità la decisione di Prandelli. Ma su Pepito, che ha fatto sacrifici immensi in questi mesi pur di recuperare e partire per il Brasile con la comitiva azzurra, sembra ci sia una spc ia di maledizione da Nazionale. Infortuni o scelta tecnica poco importa. E’ la terza volta che deve saltare un grande appuntamento. Nel 2009 segnò due gol agli Stati Uniti nella  Confederations Cup in Sudafrica, ma poi Marcello Lippi non lo convocò per i Mondiali del 2010. E proprio qualche giorno fa, a Coverciano, l’ex ct si è detto pentito di quella decisione: agli azzurri, in Sudafrica mancò una punta effuicace e di fantasia. Nel 2012 Rossi si è visto sfumare l’Europeo e ora, sia pure dopo due gravi infortuni, è saltato per lui il Mondiale in Brasile. E’ il terzo no, il terzo schiaffo. Comprensibile che, nonostante il suo comportamento sempre corretto, sempre da bravo ragazzo, Pepito si sia dovuto asciugare le lacrime.

A differenza dello sfortunatissimo Riccardo Montolivo, che si è dovuto fermare per un gravissimo infortunio, Pepito si è visto chiudere la porta in faccia dopo essere stato coccolato e quasi illuso. Con Prandelli sembrava ci fosse un feeling. Nel novembre 2010, il ct, da poco chiamato alla guida del club Italia,  consegnò a Pepito la fascia di capitano nel test con la Romania. Sembrava il preludio di un riscatto in azzurro dopo l’esclusione sudafricana. Ma nel 2012 fu costretto a saltare gli Europei in Polonia e Ucraina (dove l’Italia arrivera’ seconda) per l’infortunio patito il 13 aprile in allenamento al legamentocrociato anteriore del ginocchio destro gia’ operato dopo l’incidente del 26 ottobre 2011 contro il Real Madrid. Ma lui non si arrende. Subisce l’ennesimo stop e altri due interventi Rossi e torna protagonista  con la Fiorentina nella stagione appena conclusa: 16 reti saltando quasi tutto il girone di ritorno per via dell’infortunio de 5 gennaio scorso, lesione al collaterale del solito ginocchio dopo uno scontro col difensore del Livorno Rinaudo. Poi, per 5 mesi, cure, lavoro e sudore per inseguire il sogno Mondiale.

Il ritorno in campo, ufficiale, nell’allucinante notte dell’Olimpico, per la finale di Coppa Italia Fioentina-Napoli. Quindi due gol e l’assist vincente per Cuadrado (a Livorno) nelle ultime tre partite di campionato. Quindi la convocazione a Coverciano e la speranza di aver sconfitto la maledizione che lo vuole fuori dai grandi appuntamenti della Nazionale. Speranza delusa. E conoscendolo, siamo certi che in questo momento, asciugandosi gli occhi, lo stesso Pepito si auguri che Prandelli non debba fare come Lippi, dichiarandosi pentito di non averlo convocato.

 

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