Brasile 2014: gli azzurri sbarcano a Mangaratiba. Ma a San Paolo è guerriglia

MANGARATIBA – Arrivata nel sontuoso e verdeggiante ritiro di Mangaratiba, a 100 chilometri da Rio de Janeiro,la squadra azzurra è stata raggiunta dalle notizie che stanno scuotendo il Brasile a sei giorni dall’avvio del Mondiale: San Paolo, che ospiterà la partita inaugurale tra la nazionale verdeoro e la Croazia nella non ancora completata Arena Corinthians, ha vissuto una giornata di caos totale a causa del secondo giorno di sciopero dei lavoratori della metropolitana. Uno sciopero degenerato in violenti scontri con la polizia e diverse manifestazioni di protesta che hanno causato un ingorgo record di auto: 250 chilometri di coda.
TIFOSI – Disagi si sono registrati anche all’aeroporto internazionale di Guarulhos per lo sbarco dei primi tifosi: caos per il controllo passaporti degli stranieri e per il ritiro dei bagagli nel vecchio Terminal 1. Il nuovo Terminal 3, inaugurato in pompa magna dalla presidente Dilma Rousseff tre settimane fa, funziona a ritmi ridotti e non riesce a smaltire tutti gli arrivi. La maggioranza dei tifosi sbarcati a San Paolo indossava magliette del Cile, ma si contavano numerose maglie della Spagna, dell’Olanda e dell’Inghilterra e anche dell’Italia. Per non parlare dei tifosi giunti a San Paolo da ogni angolo del Brasile per assistere all’amichevole contro la Serbia nel vecchio stadio Morumbi, visto che nell’Arena Corinthians sono ancora al lavoro giorno e notte gli operai per evitare che giovedì prossimo, fatidico 12 giugno, il campo sia a sempre un cantiere aperto.
TENSIONE – Momenti di tensione si sono vissuti attorno alle stazioni della metro di Ana Rosa, vicino all’Avenida Paulista, il salotto buono di San Paolo, e di Itaquera, nei pressi dell’Arena Corinthians. Gli agenti hanno chiuso entrambe le stazioni per motivi di sicurezza ed hanno sparato candelotti lacrimogeni contro la folla che tentava di forzare il cordone di polizia ad Ana Rosa. I lavoratori della metro che aderiscono allo sciopero, indetto per reclamare aumenti salariali, picchettano le stazioni per impedire, come successo ieri nel primo giorno di sciopero, che dei loro colleghi si rechino al lavoro. Tra le ormai quotidiane manifestazioni contro i Mondiali, spiccava quella inscenata da alcuni attivisti sotto casa di Josè Maria Marin, potente presidente della Federcalcio brasiliana, la Cbf, nell’elegante quartiere di Jardines. Nove manifestanti si sono stesi a terra sotto uno striscione con scritto ‘I mondiali della morte’ per ricordare i nove operai morti nei cantieri per la costruzione degli stadi del Mondiale.

ITALIA – Gli azzurri di Prandelli, in vista del debutto del 14 giugno a Manaus contro l’Inghilterra, sono apparsi in buone condizioni dopo il lungo volo. La delusione per il pareggio con il Lussemburgo è passata. La squadra respira ottimismo. Il ct scherza con i giornalisti:”Se non avete capito come giochiamo è buon segno… Siamo sulla strada giusta, non vogliamo
far capire nulla a nessuno. Stiamo provando un giocatore in più a centrocampo, ma non abbiamo ancora deciso”. L’Italia potrebbe schierarsi con 5 centrocampisti, in particolare con Pirlo e Verratti insieme a comandare le operazioni.
“Tutti devono essere una risorsa, ma Verratti in questo momentosta facendo quello che abbiamo chiesto: è un giocatore che non dà riferimenti agli avversari e dà qualità”, dice Prandelli riferendosi al giocatore del Paris Saint Germain. E su Balotelli aggiunge: “Da lui miaspetto la continuità che sta avendo in questi giorni. Ha concentrazione massima e grande attenzione per i particolari, se tutti i giocatori avessero questa concentrazione potremmo essere ancora più forti. Come gli altri, non deve pensare di poter risolvere tutti i problemi della squadra. Deve fare la sua parte, se lo farà con convinzione… sarà tanta roba”.
