Clamorosa decisione dopo Italia-Uruguay

Mondiali 2014, Prandelli si dimette assumendosi ogni responsabilità. Lascia anche il presidente federale Abete

di Redazione - - Sport

Il commissario tecnico della Nazionale, Cesare Prandelli

Il commissario tecnico della Nazionale, Cesare Prandelli

NATAL – «Al termine della partita ho rassegnato le dimissioni. Giusto prendersi le proprie responsabilità». Cesare Prandelli ha la faccia distrutta e il morale sotto le scarpe. Continua: «Prima della firma del contratto c’era la volontà di andare avanti e di proseguire questo progetto. Avevamo camuffato bene in quattro anni i problemi del calcio italiano. Poi siamo stati aggrediti, sia io che il presidente Abete, come se fossimo un partito politico e ci hanno accusato di prendere, anzi di rubare, i soldi ai contribuenti. Io ho sempre pagato le tasse e non ho mai rubato i soldi a nessuno. Se sbaglio tecnicamente, invece, è un discorso diverso e mi prendo tutte le responsabilità».

Il peggiore degli incubi si è materializzato nel peggiore dei modi. L’Italia esce dai Mondiali del Brasile già al primo turno, come ai Mondiali del Sudafrica nel 2010 e il commissario tecnico, Cesare Prandelli, si è dimesso assumendosi tutte le responsabilità. Spiegando: «Ho parlato con Abete dopo la partita : ho deciso di rassegnare le dimissioni, sono irrevocabili».

Il presidente della Federazione, Giancarlo Abete, spera ancora in un passo indietro dell’allenatore, ma anche lui andrà via: «Tra venerdì e lunedì convocherò il Consiglio federale:  parteciperò rassegnando le mie dimissioni. Irrevocabili. Spero che Prandelli ci ripensi: è stato fatto il massimo rispetto a quello che oggi è il nostro calcio. Non vanno sottovalutati il secondo posto all’Europeo e il terzo alla Confederations». In questo momento Prandelli è sotto contratto per altri due anni, fino all’Europeo 2016 in Francia.

Nel dopogara Prandelli ha però puntato il dito contro un arbitraggio che ha falsato la partita a danno dell’Italia. «È assurdo restare in dieci in una partita come questa – spiega il c.t. commentando a caldo nel dopo gara l’espulsione di Marchisio -. Quando lotti su ogni pallone, ci può stare qualche fallo, ma non ho visto nessun fallo da rosso». Gara condizionata dall’espulsione di Marchisio e quella mancata di Suarez che ha dato un morso a Chiellini come fossimo allo zoo? «Assolutamente sì».

«L’Italia ha fatto una gran prima partita, male la seconda, la terza ce la siamo giocata fino in fondo. L’Uruguay non ha mai tirato in porta, dispiace uscire così – ha aggiunto Cesare Prandelli -. Mi assumo tutte le responsabilità del progetto tecnico in ogni caso: la preparazione ce l’avevamo ancora nelle gambe, ma se ti fanno giocare sempre in certe condizioni è dura. Siamo stati l’unica squadra a giocare a Manaus e due volte all’una. Ma non è il caso di aggrapparci a queste cose».

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