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Nardo di Cione (1346 - 1365), Madonna del parto, 1355-1360, Fiesole, Museo Bandini

Firenze: Tesori d’arte celebrano la storia del collezionismo

Cosmè Tura(1433 ca. - 1495), Cristo in pietà sorretto dalla Vergine, 1460 ca., Venezia, Museo Correr.
Cosmè Tura(1433 ca. – 1495), Cristo in pietà sorretto dalla Vergine, 1460 ca., Venezia, Museo Correr.

FIRENZE – Alla Galleria dell’Accademia dal 24 giugno all’8 dicembre 2014 una mostra celebra la storia del collezionismo in Europa a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento. Un’esposizione incredibile in cui è possibile ammirare alcuni capolavori dell’arte medievale e rinascimentale conservati in alcune delle più importanti gallerie nazionali e internazionali. Quasi cinquant’anni fa fu pubblicato uno testi fondamentali per la Storia dell’arte, La Fortuna dei primitivi, di Giovanni Previtali. L’opera poneva, per la prima volta, l’accento sull’importanza di alcuni artisti che avevano preceduto cronologicamente il classicismo cinquecentesco, quello dove Vasari identificava i più grandi maestri di tutti i tempi come Michelangelo e Raffaello

Ambrogio Lorenzetti (1319 - 1348), Compianto sul Cristo morto (part.), Siena, Pinacoteca Nazionale.
Ambrogio Lorenzetti (1319 – 1348), Compianto sul Cristo morto (part.), Siena, Pinacoteca Nazionale.

La mostra della Galleria dell’Accademia è dedicata alla nascita del collezionismo, un fenomeno che si sviluppò nel Settecento e che continua ancora oggi, insieme all’attenzione e al gusto per quegli artisti che Giovanni Previtali aveva chiamato “Primitivi”. Definizione che non aveva nessuna relazione con la capacità espressiva degli artisti stessi, ma stava ad indicarne la collocazione storica, cronologica antecedente agli autori di cui Vasari si occupò nella suo opera storiografica. Sono maestri dal valore indiscusso e fondamentale per comprendere la storia dell’arte occidentale, come Arnolfo di Cambio, Bernardo Daddi, Lippo Memmi, Ambrogio Lorenzetti, Beato Angelico, Andrea Mantegna, Cosmé Tura, Giovanni Bellini, e sono solo alcuni dei nomi degli artisti le cui opere è oggi possibile vedere in questa esposizione alla Galleria dell’Accademia.

Miniatore fiorentino (attivo a Venezia all’inizio del XVI secolo), Quinto Orazio Flacco, Opere Venezia, Aldo Manuzio, 1501, Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana
Miniatore fiorentino (attivo a Venezia all’inizio del XVI secolo), Quinto Orazio Flacco, Opere
Venezia, Aldo Manuzio, 1501, Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana

La mostra mette in evidenza non solo la nascita di un gusto particolare rivolto ad artisti collocati tra la fine del 1200 alla prima metà del Quattrocento, ma pone l’attenzione anche sul fenomeno della circolazione delle opere d’arte dagli Stati preunitari italiani a resto d’Europa. Straordinaria la quantità delle opere in mostra provenienti da alcuni dei più importanti musei al mondo, come il Museé du Louvre di Parigi, il Victoria and Albert Museum e la National Gallery di Londra, il Paul Getty Museum di Los Angeles, la National Gallery di Washington, senza dimenticare il fondamentale contributo dei musei fiorentini e della Biblioteca Medicea Laurenziana.

La fortuna dei primitivi
Tesori d’arte dalle collezioni italiane fra Sette e Ottocento
Galleria dell’Accademia
24 giugno – 8 dicembre 2014
Via Ricasoli, 58

A cura di Angelo Tratuferi, Gianluca Tormen con Ada Labriola

Orario: Martedì – domenica ore 8.15 – 18.50. La biglietteria chiude alle ore 18.05. Chiuso il lunedì.

Info: www.unannoadarte.it; tel. 055 294883

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