Tra gli indagati potrebbero esserci tecnici del Comune

Firenze, l’albero killer delle Cascine controllato 3 volte in 5 anni. E intanto arrivano i primi avvisi di garanzia

di Sandro Addario - - Cronaca, Primo piano, Top News

L'innesto dell'albero dove si è staccato il ramo che ha ucciso Alice e la zia Donatella

L’innesto dell’albero dove si è staccato il ramo che ha ucciso Alice e la zia Donatella

FIRENZE – L’albero killer che ha ucciso il 27 giugno alle Cascine la piccola Alice e la zia Donatella era stato controllato ben 3 volte in 5 anni, dal 2006 al 2010. Lo ha detto oggi davanti al Consiglio Comunale di Firenze l’assessore all’Ambiente, Alessia Bettini, intervenendo sulla tragedia di venerdì scorso e sullo stato delle alberature a Firenze. Il problema, dopo l’intervento dell’assessore, resta anzi si aggrava perché delle due l’una: o i controlli fatti non erano sufficienti, oppure – a differenza anche di quanto ripetuto dal sindaco Nardella – il parco delle Cascine non potrà mai essere completamente sicuro.

Intanto è di oggi la notizia che sono in corso di notifica gli avvisi di garanzia per la morte di Donatella e Alice Mugnaini, dopo che la procura della Repubblica aveva aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti, che ora invece diventerebbero «noti». Gli avvisi sono peraltro un atto dovuto in vista delle perizia sull’albero disposta dal pm.

Sembra che gli indagati siano circa una decina di persone e che, tra i destinatari, potrebbero esserci anche tecnici del Comune. Sull’inchiesta giudiziaria sta procedendo la Polizia Municipale di Firenze, incaricata anche di indagare sul ruolo di diversi soggetti che, nel tempo, hanno avuto responsabilità o svolto attività nel luogo dell’incidente: dall’ufficio Verde Pubblico del Comune di Firenze agli organizzatori della manifestazione in corso nella zona, il Moving Florence festival, promossa dalla Uisp. Dagli esperti che si sono succeduti nelle verifiche dello stato degli alberi, alle ditte esterne chiamate a svolgere opere di manutenzione.

Non a caso l’assessore Bettini, nell’intervento di oggi in Consiglio comunale, è sembrata prendere proprio le distanze dagli organizzatori del festival, quando ha testualmente detto «che tutte le alberature della zona del Parco oggetto dell’incidente erano in un’area concessa ad un soggetto terzo per una manifestazione ed erano da attuarsi a cura dell’organizzazione della manifestazione stessa, una serie di prescrizioni indicate nell’atto di concessione». Come pure, quando ha parlato della situazione degli alberi in città, non è passata inosservata l’affermazione, apparsa anche quella una presa di distanza tra ruolo politico e tecnico: «Questa è una comunicazione redatta sulla base delle informazioni che mi sono state date dai tecnici della mia Direzione e contiene une serie di dati e numeri che hanno raccolto in questi due giorni e che ovviamente non è esaustiva e completa sulle attività effettuate».

Sull’albero killer l’assessore aveva appena precisato che «è un bagolaro (celtis australis) ed ha una vita media di circa 200 anni; il soggetto in questione ha circa 80 anni ed è stato censito e schedato nel 2006, ricontrollato nel 2009 e nel settembre 2010 da professionisti esterni, dopo il fortunale del giugno 2010.
Le condizioni di stabilità generali sono state sempre considerate buone non rilevando nessun elemento di criticità; la densità della chioma era stata classificata normale, non erano state rilevate cavità alle branche e nemmeno alle inserzioni dei rami non erano state rilevate ferite aperte al fusto, tanto che il soggetto esterno affidatario del servizio di censimento/verifica non aveva ritenuta necessaria una valutazione di stabilità (VTA). Nel controllo dell’anno 2009 era stata segnalata la necessità di potare la pianta e di ricontrollarla nell’anno 2011; tale nuova verifica è stata anticipata all’anno 2010 con l’esito che veniva segnalata la necessità di potare la pianta e di ricontrollarla nell’anno 2011». Poi venerdì 27 giugno 2014 il crollo a terra di un ramo di 7 quintali su due donne, che hanno avuto la sola colpa di scegliere quella sera d’estate per una passeggiata alle Cascine.

Leggi qui il testo integrale dell’intervento dell’assessore all’Ambiente Bettini in Consiglio Comunale a Firenze

 
(ha collaborato Domenico Coviello)
 

AGGIORNAMENTO 1 lug 2014 ore 14

Sono 4 gli indagati nell’inchiesta sulle morti di Donatella Mugnaini, 51 anni e della sua nipotina Alice, 2 anni, travolte dalla caduta di un ramo di 700 chili sabato scorso alle Cascine a Firenze. Gli indagati fanno parte dell’ufficio Verde pubblico del Comune di Firenze: un dirigente e tecnici o dipendenti. Per tutti l’accusa è omicidio colposo.

 

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Sandro Addario

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Giornalista
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