Lo dice la perizia della Forestale chiesta dalla Procura

Firenze, l’albero killer delle Cascine è sano ma il ramo di 7 quintali era incrinato

di Sandro Addario - - Cronaca

Rose davanti al punto dove il ramo killer da 7 quintali ha ucciso le due donne

Rose davanti al punto dove il ramo killer da 7 quintali ha ucciso le due donne

FIRENZE – La pianta è sana ma risulta leggermente incrinato alla base il ramo killer di 7 quintali che ha ucciso la piccola Alice Mugnaini di 2 anni e la zia Donatella nel parco delle Cascine a Firenze venerdì sera 27 giugno. Questa la sintesi della relazione che il comandante provinciale di Firenze del Corpo Forestale dello Stato, Luigi Bartolozzi, ha appena inviato alla procura della Repubblica.

PERIZIA – È una dettagliata relazione tecnica sullo stato del «bagolare», l’albero delle Cascine sotto il quale hanno trovato la morte le due donne.Nel parco ce ne sono a migliaia di quella specie. La sorveglianza e la gestione dei parchi urbani spetta al Comune mentre la Forestale si occupa principalmente del territorio boschivo nazionale fuori dei centri urbani. Non di meno in questo caso sono stati proprio il Comune e la Procura a chiedere alla Forestale un controllo tecnico su quanto avvenuto.

MALATTIA – «L’albero non ha sintomi evidenti di fitopatie – dice il comandante Bartolozzi – e il ramo che è caduto non è vuoto al suo interno». Risulta che fosse incrinato? «Il ramo che si è scosciato – aggiunge Bartolozzi – aveva un piccolo scollamento all’innesto del fusto. Non era possibile vederlo da terra, a 14 metri di altezza, e noi stessi siamo stati in grado di verificarlo solo salendo con la scala aerea». D’accordo ma era pur sempre incrinato. Da quanto tempo? «È possibile che lo fosse da diverso tempo, tanto è vero che abbiamo rilevato anche un principio di cicatrizzazione intorno allo scollamento».

ALBERO – Vediamo meglio questo gigante killer. Il ramo assassino – è stato accertato – ha una lunghezza di ben 14 metri, trenta centimetri di diametro e pesa circa 7 quintali. Non è enorme per un albero alto 25 metri e con un diametro di poco inferiore a 1 metro. «Era proteso verso lo spazio libero, in cerca di luce, com’è naturale nelle piante» dice il comandante della Forestale. Il problema è che lo spazio libero era una strada aperta al pubblico, dove avrebbe dovuto essere garantita la sicurezza assoluta di chi vi transita.

CADUTA – Pianta non malata, ramo appena scollato, sembrerebbe tutto a posto quindi. Sta di fatto che un «bastone» di sette quintali è venuto giù uccidendo una creatura di 2 anni e la zia che era orgogliosa di portarla per mano durante una innocente passeggiata. Perché il ramo è caduto? La risposta dovrà essere valutata dal pm Giuseppe Ledda che sta indagando sull’ipotesi di omicidio colposo a carico di ignoti e che esaminerà non solo la relazione della Forestale, della Polizia Municipale e dei Vigili del Fuoco, ma tutte le testimonianze raccolte.

Quello che è rimasto del passeggino di Alice sotto il ramo killer

Quello che è rimasto del passeggino di Alice sotto il ramo killer

CEDIMENTO – Potrebbe farsi strada l’ipotesi di quello che i tecnici chiamano «collasso strutturale», dovuto a fattori esterni come pioggia, vento, agenti fisici che possono aver messo in crisi proprio quel ramo. Una spiegazione però che, seppur legittima, non basterebbe a comprendere la perdita così assurda di due vite umane. E, al tempo stesso, non metterebbe certo tranquille le migliaia di persone che frequentano il parco delle Cascine, per una passeggiata o per sport, e che non possono certo muoversi con l’ansia di guardare in aria per capire se c’è qualche ramo minaccioso da evitare.

ESPIANTO – Ieri domenica 29 intanto presso l’ospedale Meyer sono stati espiantati gli organi della piccola Alice, come autorizzato dai genitori, dopo che era stata dichiarata in stato di morte cerebrale nel pomeriggio di sabato 28 al termine di una notte e un giorno di agonia.

SILENZIO – Intanto nel parco delle Cascine, sono state molte le persone a piedi e in bicicletta che si sono avvicinate alle transenne davanti all’area posta sotto sequestro dove sono morte le due donne. Pensionati, mamme, qualche bimbo. In silenzio, attoniti. C’è chi ha deposto alcune rose, altri hanno lasciato mazzi interi. A pochi passi i tendoni chiusi degli stand del Florence Moving Festival, la manifestazione di eventi sportivi immediatamente sospesa dopo la tragedia. E, cinquanta metri più in là, la villa dove ha sede la piscina Le Pavoniere. Chiusa in segno di rispetto dopo il dramma, ma riaperta la domenica. Fuori, alcune persone in coda in attesa di entrare. Ma in un silenzio surreale.

 
(ha collaborato Domenico Coviello)

 

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Sandro Addario

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Giornalista

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