Il sospetto è che vi siano stati sepolti gli scarti delle concerie

Firenze, arriva la ruspa nella ex cava di Paterno: si teme un’altra terra dei fuochi

di Massimiliano Mantiloni - - Cronaca

La ex cava di Paterno nel Mugello

La ex cava di Paterno nel Mugello

FIRENZE – Dopo l’inchiesta aperta nel febbraio scorso, oggi su ordine del sostituto procuratore Bocciolini sono partiti gli scavi nella ex cava di Paterno, nel comune di Vaglia, in Mugello. Obiettivo degli uomini del Corpo forestale delle Stato, coadiuvati dai tecnici dell’Arpat, una verifica sulla natura dei rifiuti stoccati nell’ex capannone della cava, un’area di quasi 3 ettari.

L’inchiesta portò all’iscrizione di 11 persone nel registro degli indagati con le accuse di traffico illecito di rifiuti e gestione di discariche abusive. Tra questi anche il titolare della cava e gli affittuari.

Dopo che la ruspa ha mosso la prima terra nella zona si è sparso un odore terribile che ha costretto tutte le persone presenti a indossare le mascherine di protezione.

Nella ex cava, usata come stoccaggio di rifiuti da almeno 10 anni, secondo quanto appurato già a febbraio, vi sarebbero oltre 1.200 big bags di un rifiuto denominato «polverino 500 mesh» (sabbie finissime, con concentrazioni elevatissime di metalli pesanti come piombo, rame, nichel e cromo), rivenduto illecitamente dopo essere stato trattato da un impianto a Massa Carrara.

Il sospetto, più volte ci sono state segnalazioni e denunce dei residenti della zona, è che possano essere stati stoccati abusivamente anche altri rifiuti speciali, in particolare dicono gli abitanti quelli provenienti dalle concerie.

L’arrivo degli inquirenti stamani è stato accolto con le lacrime agli occhi da parte dei residenti, che hanno abbracciato gli uomini della forestale: «Ce l’abbiamo fatta. Finalmente siete arrivati -hanno detto- Qui c’è un’altra terra dei fuochi». I residenti temono di aver respirato per anni materiali inquinati. «Nell’area c’è un’alta mortalità per tumori -denuncia l’assessore all’ambiente del Comune di Vaglia, Riccardo Impallomeni- Negli ultimi dieci anni sono morte almeno dieci persone per tumore. Abitavano tutte nella zona».

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Massimiliano Mantiloni

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Giornalista
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