Concordia, riemerso il ponte 5, quasi libero il 4. In chiesa al Giglio i cimeli sacri del relitto

La Costa Concordia al Giglio, vista dal porto
La Costa Concordia al Giglio
Turisti al Giglio, davanti alla Concordia

ISOLA DEL GIGLIO – La Concordia continua a riemergere dal mare, giorno dopo giorno, ora dopo ora. Il ponte 5, il ponte Italia, è completamente riemerso dalle acque e stamani 19 luglio mancavano solo due metri per liberare anche il ponte 4, il ponte Grecia. Poi sarà la volta dell’ultimo, il ponte 3 (ponte Belgio), a riemergere dalle acque. Al momento la nave pesca per 25 metri a poppa e 26 a prua. Si dovrà abbassare di altri cinque per raggiungere l’assetto per la navigazione.

SACCHE DI ACIDO – Si lavora ancora ad una catena del cassone di poppa che in questi giorni ha dato i maggiori problemi, ma è solo una delle quattro con cui è legato allo scavo e non desta preoccupazioni. Intanto i mezzi utilizzati per mettere in tensione i cavi, il Ciclope e il Cosentino, già si sono spostati a prua per sistemare gli ultimi due cassoni da calare in acqua. Lunedì scorso 14 luglio, primo giorno dei lavori per il rigalleggiamento, la nave era risultata 4 mila tonnellate più pesante del previsto rispetto alle 70 mila calcolate. Se alla fine ci fosse stata troppa differenza tra il tonnellaggio ipotizzato e quello reale, forse si sarebbe dovuto mettere di nuovo mano al progetto. Così al momento non sembra, e l’errore rientrerebbe nei limiti di tolleranza. Nella riemersione del ponte 5 gli operatori si sono imbattuti in sacche di acido solfidrico, l’H2S, il gas che si origina dalla decomposizione di materiale organico. La presenza era comunque ampiamente attesa, il personale era preparato e non desta preoccupazioni e rischio per gli abitanti. Al contatto con l’aria infatti evapora in atmosfera.

PARTENZA FORSE MARTEDI’ – Nel primo pomeriggio al quartier generale delle operazioni ci sarà una nuova riunione, per fare tra l’altro il punto sulle previsioni meteo per i prossimi tre giorni. Dopodiché, probabilmente, sarà deciso se far salpare la Concordia lunedì oppure martedì, quando la perturbazione prevista nei giorni scorsi e in transito verso sud si dovrebbe essere attenuata. Sull’isola intanto continuano ad arrivare turisti curiosi: molti per visite dalla mattina alla sera. Tra loro nei giorni scorsi c’era anche un naufrago che la notte del 13 gennaio si trovava sulla Concordia con la famiglia.

IN CHIESA I CIMELI SACRI – E intanto la chesa di Giglio Porto rimane aperta: per ricordare che in quello sciagurato naufragio 32 persone sono morte. Così don Lorenzo, milanese trapiantato in Maremma, ha allestito nella chiesa una vetrina. Ci sono un quadro donato da un sopravvissuto, il Gesù Bambino della Cappella della Costa Concordia e tanti altri oggetti. Don Lorenzo ha tenuto della nave anche la coppa dove si conservavano le ostie consacrate.

Concordia, rigalleggiamento


Domenico Coviello

Giornalista

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