Concordia: mistero su un giubbotto e una boa trovati sulla spiaggia del Giglio. E’ caccia al cimelio. La Regione pensa a un museo

Giubbotto salvagente Costa Concordia, foto da Twitter di Chiara Organtini e del quotidiano Pagina 99
Il giubbotto salvagente della Concordia rinvenuto il 19 luglio sulla spiaggia dell'Arenella, al Giglio (foto da Twitter, di Chiara Organtini)
Il giubbotto salvagente della Concordia rinvenuto il 19 luglio all’Arenella, al Giglio (foto da Twitter, di Chiara Organtini e del quotidiano Pagina 99)

ISOLA DEL GIGLIO – Nel mare del Giglio come nei sentieri della grande guerra: c’è il rischio che si scateni la caccia al cimelio. Motivo? Affiorano i reperti della Concordia, usciti in qualche modo dal relitto e ritrovati sulle spiagge dell’isola. Ieri, sabato 19 luglio, una boa, un sacco con un paio di pantaloni e un giubbotto salvagente con il logo di Costa sono stati ritrovati sulla spiaggia dell’Arenella, nascosta da un promontorio dietro la scogliera dove la nave si è adagiata due anni e mezzo fa. Ovvio che siano usciti dalla Concordia. Oggetti inattesi, portati dalle onde, di cui ha dato notizia l’Osservatorio guidato da Maria Sargentini attraverso una nota della Regione Toscana. Risultato? Curiosità e qualche timore. La gente in vacanza ha twittato subito le immagini recuperati dagli uomini di Titan Micouperi

La Sargentini ha chiesto controlli e verifiche: qualsiasi rifiuto che fosse fuoriuscito dalla nave dovrà essere rimosso. Perché sono usciti la boa, i pantaloni e il giubbotto? La carcassa della nave si sta rialzando e l’acqua dei ponti fino a ieri sommersi drena all’esterno. C’era anche il mare mosso in questi giorni. Con i venti che si preparavano a girare, da maestrale a   scirocco, le panne di protezione tutt’attorno al relitto sono ieri anche in parte state spostate, per evitare che subissero danni, per questo nelle barriere attorno al relitto si potrebbe esser creato un varco, magari solo momentaneo.

”Poteva succedere – scrive la Regione Toscana in una nota – è accaduto e non è un dramma”. Quindi l’idea: in un isola nel nord dell’Olanda, a Terschelling, con gli oggetti portati dal mare e raccolti sulla loro spiaggia si sono inventati un museo. Un sacerdote, come FirenzePost ha scritto ieri, ha allestito una vetrina con gli oggetti sacri appartenuti alla Concordia. Ora l’importante, anche per l’Osservatorio presieduto dalla Sargentini, è verificare e rimuovere, dalla riva e dai fondali, quanto uscito dalla nave.

 

Concordia, isola del giglio, regione toscana


Ernesto Giusti


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