Aeroporti toscani: Firenze e Pisa «matrimonio» il primo agosto a Roma. Nascerà la holding

Aeroporto di Firenze al centro del dibattito politico
L'aeroporto Galilei di Pisa
L’aeroporto Galilei di Pisa

FIRENZE – La data è fissata: venerdì primo agosto la società Adf, che gestisce l’aeroporto di Firenze, e la società Sat, che gestisce quello di Pisa, si presenteranno davanti al presidente dell’Enac (Ente nazionale per la protezione civile), Vito Riggio, per manifestare l’intenzione di procedere all’unificazione. Una volontà favorita dal fatto che la maggioranza delle azioni delle due società è stata acquisita dal gruppo Corporacion America del magnate armeno argentino Eduardo Eurnekian. In sostanza, il primo agosto 2014 sarà un giorno storico: perchè nascerà la holding ossia la società unica, capace di dar vita  al sistema aeroportuale toscano, che ha la possibilità di diventare il quarto polo italiano. In  sintonia con il piano nazionale degli aeroporti che che non prevede un aeroporto di “serie A” a Firenze o uno a Pisa, ma un sistema di due aeroporti  con un potenziale di 11-12 milioni di passeggeri l’anno (4-5 milioni Firenze, 7 milioni Pisa).

“Senza questo passo determinante verso l’unificazione, l’unico aeroporto dell’Italia centrale sarebbe quello di Bologna”, ha avvertito Riccardo Nencini, viceministro delle infrastrutture, durante il convegno sul futuro della mobilità in Toscana (aerea, viaria e ferroviaria) che si è svolto a Palazzo Medici Riccardi, a Firenze. Convegno al quale  hanno partecipato il presidente della Regione, Enrico Rossi, e i rappresentanti di Ferrovie , Autostrade, Anas, dei porti toscani e, appunto, degli aeroporti di Firenze e Pisa.

Riguardo alla pista di Peretola, Nencini non ha fatto giri di parole: dovrà pronunciarsi Enac. Che verosimilmente la porterà a 2.400 metri secondo gli standard di sicurezza europei. E’ vero che, ieri 21 luglio, il cda di Enac non ha discusso dell’impugnazione del Pit (piano integrato territoriale della Piana fiorentina) approvato la settimana scorsa dal Consiglio regionale. Si dice che il presidente Riggio tenda a smorzare la polemica con la Regione, divampata dopo l’anticipazione di FirenzePost sulla decisione dell’Ente di rivolgersi al Tar del Lazio. Ma negli ambienti aeroportuali si sostiene che l’impugnazione del Pit,da parte dell’Enac, sia un atto obbligato: nel senso che l’Ente non può permettere che ci sia un atto ufficiale, approvato da un’assemblea legislativa, che va a ledere le sue competenze istituzionali. E anche perché gli eventuali 2.400 metri decisi da Enac nella ristrutturazione dell’aeroporto di Firenze potrebbero entrare in conflitto con i 2.000 metri iscritti nel Pit.  Nel senso, detto in parole povere, che non c’è bisogno di ulteriore confusione.

 

 

 

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Sandro Bennucci

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