L'iniziativa annunciata per il pomeriggio di giovedì 24 luglio

Concordia, la Corsica (con Ségolène Royal) protesta: corteo di barche al passaggio del relitto

di Domenico Coviello - - Cronaca, Economia

Da Twitter: il sindaco di Bastia, Gilles Simeoni, e la sua vice Emmanuelle De Gentili davanti al maxischermo con la rotta della Concordia

Da Twitter: il sindaco di Bastia, Gilles Simeoni, e la sua vice Emmanuelle De Gentili davanti al maxischermo con la rotta della Concordia

BASTIA – Mobilitazione generale in mare e su terra per domani 24 luglio in Corsica contro il passaggio della Concordia a sole 20 miglia dall’isola francese, durante il viaggio verso Genova. Alle 15 una flottiglia di imbarcazioni volontarie partirà dal porto vecchio di Bastia per portarsi nelle vicinanze del relitto in transito, dopo essersi riunita ad altre che partiranno da Macinaggio e da Capo Corso, per manifestare in segno di protesta. Nelle stesse ore i corsi sono chiamati a esporre bandiere, suonare clacson e manifestare da terra. I corsi temono possibili sversamenti in mare di idrocarburi e sostanze tossiche ancora a bordo della Concordia.

WAR ROOM – A lanciare la «chiama» finale per la protesta è stata oggi 23 luglio il vicesindaco di Bastia, Emmanuelle De Gentili: «Nous appelons à une très forte mobilisation sur terre et sur mer demain contre le passage du #Concordia . Un slogan: SALVEMU U NOSTRU MARE», ha twittato la collaboratrice del sindaco Gilles Simeoni. Un grido di guerra, quello che sale dall’isola che dette i natali a Napoleone Bonaparte. Del resto in Comune a Bastia è stata allestita una vera e propria «war room»: il viaggio della Costa Concordia verso Genova, dopo la partenza di oggi 23 luglio, dall’isola del Giglio, è seguito minuto per minuto su uno schermo gigante.

SORVEGLIANZA – Al momento del transito di nave Concordia davanti alla Corsica, il ministro dell’Ecologia francese, Ségolène Royal, ha già fatto sapere che sarà personalmente davanti a Capo Corso, a bordo della nave militare Jason, specializzata in missioni di decontaminazione e già sul posto, per controllare che tutto proceda senza ripercussioni per il mare e il territorio francese. Con lei anche il ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian. Royal si era incontrata la settimana scorsa a Milano con il suo omologo italiano, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, per ottenere rassicurazioni circa il pericolo di eventuali sversamenti inquinanti in mare nel Santuario dei Cetacei e in particolare davanti alla Corsica. Ma le rassicurazioni italiane, con tanto di foto su Twitter dei due ministri sorridenti, non sono bastate ai francesi.

INQUINAMENTOIn un comunicato del ministero dell’Ecologia del 21 luglio Ségolène Royal aveva affermato che a bordo di Costa Concordia, secondo la Commissione del «Ramoge» – ossia la zona pilota di prevenzione dell’inquinamento marino stabilita da un accordo del 1976 fra Costa Azzurra, Principato di Monaco e Liguria -, «esistono sulla Concordia quantità residuali di idrocarburi e prodotti oleosi per 163 tonnellate, oltre a prodotti tossici per 12 tonnellate». Tutti materiali inquinanti «che non possono essere pompati via dal relitto e per i quali conviene organizzare un dispositivo di prevenzione e recupero in caso di sversamento».

SANTUARIO – La Francia, dunque, alza la guardia. E continua a lamentare il fatto di non essere stata preventivamente consultata sul viaggio della Concordia. Il che, anche in punta di diritto, non può essere facilmente liquidato come una pretesa infondata. Il Santuario dei Cetacei, attraverso cui sta transitando la Concordia, fra la Toscana, la Corsica e la Liguria, è compartecipato da Italia, Francia e Principato di Monaco: una consultazione sulla rotta da parte italiana sarebbe stata ben accolta.

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Domenico Coviello

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Giornalista
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