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La droga e il denaro sequstrati dai carabinieri

Spaccio di droga «libero»? E’ la conseguenza del decreto svuotacarceri

La droga e il denaro sequstrati dai carabinieri
droga sequestrata

»ROMA – Le nuove norme svuotacarceri introdotte dal governo per liberare le nostre galere dall’eccessivo sovraffollamento, condannato anche dall’Ue, ricevono critiche non soltanto dagli appartenenti alle forze dell’ordine, ma anche dai magistrati. Un pubblico ministero che ho ben conosciuto e apprezzato a Torino, il dottor Andrea Padalino, ha spiegato – in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano – quali sono gli effetti delle nuove norme nei confronti di una categoria particolare: quella degli spacciatori e ha fornito un chiaro esempio.

SPACCIO – A Torino, la città dove il magistrato esercita le sue funzioni, uno spacciatore di cocaina è stato arrestato il 6 agosto. Il pm di turno ne ha chiesto l`arresto e il gip, in base alla legge “svuotacarceri”, non ha accolto la domanda. Il pusher è tornato in circolazione:  l’11 agosto è stato ripreso. E scarcerato di nuovo. Situazione analoga anche a Firenze dove dal carcere di Sollicciano sono uscite diverse centinaia di persone, attenuando il sovraffollamento esistente.

LICENZA – “Ormai abbiamo un reato senza pena. È una licenza per spacciare”, dichiara Andrea Padalino. Ma quali sono, ad avviso del magistrato, gli errori della norma voluta dal governo per rimediare al sovraffollamento dei penitenziari. Innanzitutto qualche dato: la scorsa settimana le detenzioni per spaccio a Torino sono dimezzate. Se di solito in quel territorio c’erano dai venti ai trenta arresti al giorno, ora sono calati a una decina. Ma non è una situazione soltanto torinese, è comune a tutt’Italia. Perché lo “svuota carceri” riduce la pena prevista per lo spaccio di quantità modiche dai sei mesi ai quattro anni e mezzo, non importa quale sia il tipo di droga. Il codice di procedura penale prevede che se la pena prevista è fino ai cinque anni si può disporre la custodia cautelare in carcere, al di sotto si possono dare gli arresti domiciliari. Ma poiché la maggior parte di queste persone non hanno una dimora e non possono essere messi ai domiciliari, tornano libere dopo 48 ore in camera di sicurezza anche nel caso in cui siano arrestate più volte. Adesso i delinquenti hanno una licenza per spacciare.

RIMEDI – Per rimediare basterebbe qualche piccola modifica, ad esempio cambiare i limiti della pena per lo spaccio di modiche quantità, portare il massimo da quattro anni e mezzo a cinque anni per ripristinare la custodia in carcere. Un altro rimedio è stato inserito nella legge di conversione del decreto svuotacarceri, non ancora approvata. Una norma prevede il carcere per chi non ha una dimora, evitando che proprio quest’ultima categoria di persone sia rimessa subito in libertà solo per questo motivo.

Come si vede le soluzioni sarebbero semplici, ma tutta l’attenzione del governo è al momento concentrata sul problema di recuperare risorse sempre e soltanto colpendo i pensionati. Mi sembra che Renzi sia in panne e sopravviva soprattutto perché non esistono, al momento, alternative al suo governo. Ma l’Europa e la troika quanto potranno aspettare la realizzazione delle promesse del boy scout fiorentino?

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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