Il messaggio del premier alla Festa dell'Unità di Firenze

Renzi al bivio: week end decisivo fra Sblocca Italia e nomine in Europa

di Paolo Padoin - - Economia, Politica

Unione Europea

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ROMA – Nel messaggio inviato alla Festa dell’Unità in corso a Firenze, il premier Matteo Renzi ha sintetizzato in una frase le sfide che lo attendono prossimamente, alcune nel fine settimana. Afferma Renzi: “Le priorità riguardano complessivamente l’assetto dell’Italia, la sua capacità di fare fronte agli impegni presi”, soprattutto “nel pieno del nostro semestre di presidenza dell’Unione”. E questo, spiega il premier, “è il senso dei mille giorni, che i soliti noti hanno voluto leggere come un rallentamento della nostra azione di cambiamento e invece ne costituisce l’orizzonte, la profondità e l’intensità di un mandato di legislatura”.

SBLOCCA ITALIA – Ma vediamo a cosa va incontro fra venerdì 29 e sabato 30 il nostro Paese. Venerdì 29 è in programma un importante Consiglio dei ministri, quello che dovrebbe varare riforma della scuola e sblocca Italia. Per i cantieri saranno a disposizione 43 miliardi, con particolare riferimento ad alcune infrastrutture ferroviarie, come la Torino – Lione, la Messina – Palermo e la Napoli – Bari. In caso di rallentamento dei lavori è già pronto un commissariamento per i cantieri che non avanzano secondo le previsioni. Le decisioni adottate saranno fondamentali per la ripresa dell’economia, in quanto i lavori sbloccati costituiranno un volano anche per il lavoro e l’occupazione. Ma nel provvedimento sblocca Italia ci sono altre energie e attività da liberare. Attraverso lo “sblocca-reti”, il governo punta a facilitare semplificare la posa in opera di reti e misure di agevolazione fiscale per interventi infrastrutturali da parte dei privati nelle aree cosiddette “bianche” (fuori mercato). Il capitolo porti verrà affrontato nel quarto punto, mentre il quinto si occuperà del dissesto idrogeologico: 570 cantieri per un valore di 650 milioni di euro. Il sesto capitolo si occuperà invece dello “sblocca-burocrazia”: 6 miliardi di euro è il valore degli interventi su finanza di progetto, defiscalizzazione, bancabilità dei progetti, contratti di partenariato pubblico-privato.

CONSIGLIO UE – Fin qui l’agenda italiana. Ma sabato 30 Matteo Renzi sarà alla riunione del Consiglio dei capi di Stato o di Governo della Ue. In quest’occasione dovrebbero essere definite le designazioni sia dei commissari europei sia del presidente del Consiglio sia dell’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza. E in questo lotto Renzi vorrebbe incassare la nomina ad Alto rappresentante Pesc di Federica Mogherini, che ha ottenuto l’appoggio della Germania, ma ancora non convince molti paesi dell’Est europa.
Ma anche ammesso che Madame Pesc sia italiana, questa posizione non ci consentirà di avere rilevante influenza nel settore più importante, quello economico, per sostenere maggiormente la tesi dellla crescita, pur rispettando il rigore, in contrasto con la politica finora propugnata dalla Merkel.

DRAGHI – L’azione dell’Europa sarà infatti cruciale per il rilancio della crescita perché la crisi occupazionale della Ue da socio-economica potrebbe diventare istituzionale. Queste preoccupazioni sono state espresse nei giorni scorsi sia da Mario Draghi che ha richiesto ai paesi Ue di attuare le riforme necessarie, fare investimenti infrastrutturali e spingere la domanda. Ma il Governatore della Bce ha parlato anche di disoccupazione, dell’urgenza di combatterla accettando il rischio di fare troppo piuttosto che troppo poco. Su questo obiettivo la Bce ha fatto e farà tutto il possibile.
I Paesi (come Italia e Francia) che non possono fare politiche espansive dati i vincoli di bilancio, debbono realizzare riforme strutturali, abbassare il livello di tassazione e ristrutturare la spesa pubblica. In questo senso l’italia ha finora realizzato solo la riforma del Senato e una parte della riforma della pubblica amministrazione, mentre è ancora di là da venire la riforma del mercato del lavoro, il famoso Jobs Act a cui Renzi ha fatto per molto tempo riferimento, ma che ora sembra caduto nel dimenticatoio. Farà in tempo il Governo ad approvarlo entro i fatidici mille giorni, il termine massimo per la realizzazione delle riforme che Renzi, moltiplicando il primo termine di 100 giorni, ha fissato per l’azione del suo esecutivo?

BILANCIO – Per questo dovremo anche chiedere aiuto all’Europa che, come ha auspicato anche Draghi, dovrebbe interpretare le regole di bilancio vigenti in modo flessibile, così da ridurre i costi delle riforme e aumentare la crescita nei Paesi più deboli (con uno scambio flessibilità-riforme), e dar corso a un programma di investimenti pubblici. Anche l’Europa sembra però indietro nelle politiche per gli investimenti e le infrastrutture, vi è solo un accenno a investimenti pubblici produttivi ricompresi nel quadro di bilancio poliennale della Ue e nel rispetto dei vincoli di bilancio per i singoli Stati.

In questo quadro complessivo e complesso sono perciò molto importanti i due appuntamenti di fine settimana. Se l’Italia riuscisse a varare un programma concreto di opere pubbliche a livello nazionale e a concordare un progetto di sviluppo e di crescita, e non di solo rigore, a livello europeo potrebbe cominciare davvero a seguire la strada della ripresa.

Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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