Per far quadrare i conti dello Stato c'è il rischio di una manovra aggiuntiva

Economia, allarme dei consumatori: nuovi sacrifici e niente bonus a pensionati e partite Iva

di Paolo Padoin - - Economia, Politica, Primo piano

Renzi e Padoan

Renzi e Padoan

ROMA – Le Associazioni dei consumatori hanno lanciato l’allarme: quando saranno pronte le linee della prossima legge di stabilità  del governo, saranno necessari nuovi sacrifici da parte dei contribuenti. Per coprire le spese.

DEF – Il primo ottobre  il Tesoro dovrà  presentare le stime aggiornate del Documento di economia e finanza. Lì dovranno esserci le linee fondamentali che verranno poi riportate nella legge di Stabilità.  Il governo però, per rispettare i limiti imposti dalla Ue, ha margini molto ridotti. Deve inventare almeno dodici miliardi di nuovi tagli alla spesa,oltre ai tre già previsti per finanziare il decreto sugli ottanta euro.

ESTENSIONE 80 EURO – In caso contrario, Renzi non riuscirà a tener fede a un’altra delle sue promesse: quella di garantire l’estensione del bonus Irpef ai pensionati e alle partite Iva. La manovra dovrebbe aggirarsi complessivamente attorno ai 20 miliardi e la copertura dovrebbe essere fornita, per far quadrare i conti, anche con voci per niente certe, come le maggiori entrate da lotta all`evasione, difficili da valutare correttamente in anticipo. E allora sarà impossibile allargare ancora la spesa e fare ulteriori estensioni di bonus, come Renzi avrebbe voluto. Del resto lo stesso premier, in un impeto di sincerità, aveva affermato di non «poter garantire» l’estensione degli 80 euro, ma che ci avrebbe lavorato. La questione sembra passata nel dimenticatoio, come molte altre, superate dagli spot tipo doccia (forse) gelata a Forte dei Marmi per promuovere, a buon mercato, la lotta contro la Sla.

TAGLIO SPESE – Renzi sostiene che non ci saranno manovre aggiuntive e che la copertura avverrà con il solo taglio delle spese. I grandi numeri sono quelli che il commissario alla spesa Cottarelli ha portato sul tavolo di Renzi in luglio: nel 2015 ci vorranno almeno 5 miliardi di risparmi con la centralizzazione degli acquisti della pubblica amministrazione. Altri cinque proverranno da tagli di varia natura: da un taglio forte delle società  partecipate dagli enti locali, dalla razionalizzazione dei costi di funzionamento delle sedi degli enti pubblici, dal taglio degli affitti inutili e dall`introduzione dei costi standard in sanità. Arriviamo così a 10 miliardi di tagli. Nel 2015 il Governo ha deciso però di tagliare la spesa pubblica di 17 miliardi di euro.
Nel caso il Governo non sia in grado di centrare questo obbiettivo – fa rilevare la Cgia di Mestre -, scatterà la cosiddetta “clausola di salvaguardia”. In altre parole, come ha confermato nei giorni scorsi il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, a fronte del mancato taglio della spesa nei termini previsti, i contribuenti saranno chiamati a sopportare un aggravio fiscale di 3 miliardi di euro, conseguito con la riduzione delle agevolazioni/detrazioni fiscali e con l’aumento delle aliquote, mentre i ministeri dovranno tagliare la spesa per un importo di almeno 1,44 miliardi di euro. Nonostante le smentite e in barba alle promesse vane di estendere gli 80 euro anche a pensionati e partite Iva. Che probabilmente saranno penalizzati due volte.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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