Ora serve uno Stato serio, capace di far rispettare la legge

Le scarcerazioni facili? Sono figlie di una politica da salotto

di Il Centurione - - Lente d'Ingrandimento, Politica

SCARCERAZIONI – Due recenti notizie di cronaca fra le tante. FirenzePost riportava qualche giorno addietro il caso di due tunisini, arrestati in flagranza a Pisa per uno scippo a due ragazze, subito rimessi in libertà dopo il giudizio immediato. Molti organi di informazione hanno riferito di uno scafista arrestato negli ultimi tempi  ben sette volte dalla Polizia di Ragusa.  Da quanto si legge non sono casi eccezionali, ma situazioni ricorrenti.

PROBLEMI – Due considerazioni in premessa. Non serve simpatizzare per uno Stato carceriere e per una legislazione draconiana. Ma occorre essere altresì convinti che anche nell’impianto normativo di una democrazia il rispetto per le garanzie deve trovare un accettabile equilibrio con un ineludibile rigore e forse, al punto in cui siamo giunti, anche con la serietà. Non siamo nemmeno pregiudizialmente contrari agli immigrati, per lo più persone che fuggono dalla miseria e dai soprusi e che nulla hanno a che fare con il crimine. Anzi, riteniamo  che l’ ondata di arrivi dall’ Africa (o dall’Asia e da dove c’è guerra) dovrebbe obbligare il mondo del benessere ad affrontare in modo cosciente ed efficace i drammatici squilibri economici che  generano questi flussi inarrestabili; che di questo c’ è bisogno, non di agire solo quando le minacce o i problemi esplodono.

 STATO – Il ripetersi di episodi come quelli descritti demolisce la fiducia dei cittadini; scoraggia l’ azione di contrasto delle forze dell’ ordine; diffonde un’ immagine dell’ Italia come terra di nessuno dove a delinquere si rischia ben poco; pone in discussione  le condizioni di coesione della compagine sociale e la sopravvivenza stessa dello Stato. Difendere la sicurezza ed imporre il rispetto delle leggi sono doveri irrinunciabili  verso la cittadinanza. Eluderli significa lasciare  il campo ad una giungla dove pagano soprattutto i meno garantiti (una volta si sarebbe detto i meno abbienti): i potenti ed i facoltosi troveranno sempre  i modi ed i mezzi per tutelarsi.

GOVERNO  – Vi sarebbe la necessità di un’ iniziativa  legislativa forte e di conseguenti prassi esecutive adeguate. Il guaio è che la classe politica al governo, tutta impegnata ad escogitare nuove tasse e balzelli per tenere in piedi  una baracca dal futuro molto incerto, non mostra in proposito alcuna consapevolezza. Complice la deriva culturale di cui è per buona parte espressione, si profonde in proclami ed affolla telegiornali e talk shows, ma si tiene alla larga dall’assumersi le pesanti responsabilità di misure poco alla moda nei salotti dai quali dipende.

 

 

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