Assalto notturno al cantiere di Chiomonte

Tav, Val di Susa: rischio black bloc per la visita di Renzi a Chiomonte. Le mosse dei no tunnel di Firenze

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

Incendio a un cantiere in Val Susa

Incendio a un cantiere in Val Susa

TORINO – In previsione della visita del premier Renzi in val di Susa, al cantiere di Chiomonte della linea Torino – Lione , che dovrebbe avvenire il 17 settembre, i partecipanti al campeggio No Tav hanno inscenato un raid, avvenuto attorno alle 23 di ieri, 4 settembre, del quale si sono rese protagoniste una quarantina di persone incappucciate.

Un attacco in stile paramilitare, condotto da black bloc, alcuni attualmente ospiti del «camping di lotta» di Venaus, provenienti da tutta Italia ma in particolare dal Nord Est (Trento e Rovereto), da Bologna, Milano e Roma. Nessun danno alle strutture, solo un paio di metri di filo spinato tipo «concertina», tagliato con le cesoie per consentire a due soli attivisti di scalare la recinzione con una scala e raggiungere, all’interno del cantiere, la volta del tunnel geo-gnostico. Confermato il tentativo di far saltare una centrale elettrica da cui dipende l’illuminazione esterna. Sono state lanciate pietre, bulloni con le fionde, chiodi a 4 punte e bombe-carta contro gli agenti di polizia, i carabinieri del presidio inter-forze e gli operai. Poi, a colpo sicuro, i manifestanti si sono avvicinati alla centrale elettrica per danneggiarla, impediti dall’intervento delle Forze dell’ordine.

SIAP – Immediato anche il commento di rappresentanti delle Forze di polizia, impegnate nella difesa della struttura. «Il cantiere durerà molti anni ancora e noi invecchiamo senza prospettive, non è detto che saremo sempre in grado di difenderlo». A lanciare l’allarme è Pietro Di Lorenzo, segretario provinciale del sindacato di polizia Siap, che protesta contro il governo Renzi per questioni inerenti gli stipendi degli agenti. «La singolare coincidenza – dichiara – delle sconcertanti dichiarazioni del presidente del Consiglio che etichetta come `ricatto´ la nostra richiesta di restituzione del maltolto e dell’ennesimo attacco violento al cantiere afferma una sola indiscutibile realtà: in questo Paese ormai allo sbando su tutti i fronti siamo rimasti l’unico argine alla barbarie. Ciò che chiediamo – conclude – è la restituzione di voci stipendiali previste dal contratto, per altro scaduto da cinque anni, che dal 2011 sono trattenute illegalmente dallo Stato».

La collega Paola Basilone, prefetto di Torino, avrà dunque il suo daffare in occasione della prossima visita del premier, annunciata dallo staff di Renzi al Governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, ma ancora non confermata ufficialmente.

FIRENZE – Intanto sul fronte dei No Tunnel tav fiorentini, il comitato ha emesso un comunicato nel quale denuncia che nel decreto sblocca Italia un articolo sarebbe destinato a deregolamentare l’uso delle terre di scavo come quelle che uscirebbero dal sottosuolo fiorentino, oggetto di contestazione da tempo da parte dello stesso comitato. Quest’ultimo ha anche denunciato alla magistratura il fatto che, nonostante le inchieste in corso, si sono registrati comportamenti piuttosto strani: camion di terra venivano portati all’interno del cantiere, cosa piuttosto strana per lavori che producono terra invece di richiederne. Il Comitato, visto che i lavori ancora non riprendono, “chiede alle istituzioni che sia fatta po’ di chiarezza: Regione, Comune, Governo dovrebbero rendere pubblico lo stato dell’arte, ricordando che una premessa indispensabile per ogni democrazia è la possibilità di informazione corretta da parte dei cittadini. In effetti l’apposito sito creato l’anno scorso da Comune di Firenze e RFI è ancora fermo alle notizie del dicembre 2013.

CANTONE – Intanto si ha notizia che l’Autorità Nazionale Anticorruzione, guidata dal magistrato Raffaele Cantone, ha avviato un’istruttoria sul passante di Firenze. L’indagine ha preso avvio il 28 agosto scorso, dopo aver ricevuto, il 7 agosto, un documentato esposto di Idra.

Come si vede c’è fermento su tutti i fronti, e a peggiorare le cose ci si mette anche l’agitazione, giusta, delle Forze di polizia che protestano contro il nuovo blocco dei contratti della pubblica amministrazione, annunciato dal ministro Madia per il 2015.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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