Il Premier in un tweet: le società devono pagare

Decreto calcio: Coni e Figc contro Renzi. Che vuole 20 milioni dai club per la sicurezza negli stadi

di Paolo Padoin - - Economia, Politica, Primo piano, Sport

Renzi e Malagò, presidente del Coni, in tribuna allo Stadio Olimpico

Renzi e Malagò, presidente del Coni, in tribuna allo Stadio Olimpico

ROMA – Sulla questione del contributo delle società di calcio alle spese per l’intervento delle forze dell’ordine per la sicurezza negli stadi è intervenuto in modo netto il premier Matteo Renzi che, alla sua maniera, con un tweet: Ha affermato: «Gli straordinari delle forze dell’ordine impegnate negli stadi devono essere pagati dalle società di calcio, non dai cittadini».

DECRETO STADI – Il premier fa riferimento ai contenuti del decreto stadi in votazione alla Camera, per il quale il Governo ha posto la mozione di fiducia e che si svolgerà domani dalle 17 nell’Aula della Camera. Riassumiamo i termini della questione. La Commissione Bilancio ha già dato il via all’emendamento al decreto legge che prevede che una quota tra l’1 e il 3% degli introiti complessivi derivanti dalla vendita dei biglietti sia destinata a finanziare gli straordinari delle forze dell’ordine. Ha posto una condizione: i decreti della presidenza del Consiglio che dovranno essere emanati su questo tema dovranno essere esaminati dalle commissioni parlamentari, compresa la commissione Bilancio che dovrà valutare la compatibilità finanziaria. Nella stessa commissione c’è stato invece uno stop, per mancanza della relazione tecnica, della norma che prevede di utilizzare una quota (circa il 2%) dei ricavi complessivi, compresi quindi i diritti tv, dei club di serie A e B per la sicurezza. Nella proposta si legge anche che il gettito che dovrebbe arrivare tramite questo meccanismo non dovrebbe essere inferiore a 25 milioni di euro.

REAZIONI – Ma erano già partite le reazioni negative delle società e delle federazioni sportive. La Federcalcio e il presidente della Lega di Serie A Maurizio Beretta si sono detti estremamente preoccupati riguardo il citato emendamento al decreto stadi approvato dalle commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera. Il Presidente della FIGC Tavecchio afferma: «Occorre fare chiarezza su competenze e risorse disponibili quindi analizzare con attenzione il contributo gia’ fornito all’Erario direttamente dalle Società ed indirettamente anche attraverso i giochi e le scommesse sportive, al fine di verificare l’intera filiera dei ricavi collegati al gioco del calcio, rispetto alle risorse di cui beneficia. Sono convinto che attraverso una discussione preventiva e approfondita, di concerto con il CONI, si potranno trovare soluzioni condivise». In loro soccorso è sceso in campo anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò.

MURO – Siamo arrivati dunque al redde rationem, al muro contro muro, visto che le Società e le federazioni non vogliono scucire altri soldi e che il premier, appassionato tifoso di calcio e della Fiorentina, non sembra voler sentir ragioni, rivendicando, a mio avviso giustamente, che il calcio deve contribuire alle ingenti spese per la sicurezza.

RENZI – Vedremo il seguito nelle prossime ore, ma credo che in questa occasione Renzi terrà duro, sicuro questa volta (con fondamento) di avere dalla sua la stragrande maggioranza del Paese. Che i ricchi presidenti e i viziati calciatori facciano sacrifici, una buona volta anche loro, uscendo dal guscio dorato. Sono i veri nababbi dei nostri giorni e il  livello d’ingaggi e premi non è sinceramente più accettabile (nè sopportabile) dalla gente.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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