Operazione dei carabinieri all'alba

Pisa, rapinavano banche pestando i dipendenti. Tre arresti

di Redazione - - Cronaca

L'uomo è stato arrestato dai Carabinieri di Campo dell'Elba

PISA – Veri e propri pestaggi verso gli impiegati delle banche che stavano rapinando, bottigliate infrante sui volti, e in un caso anche morsi al braccio di una dipendente per costringerla ad aprire la cassaforte a tempo. Si comportavano così tre fratelli di origine napoletana, residenti da tempo nel livornese, che in vari colpi avrebbero ricavato un bottino di oltre 50 mila euro.

Stamani i Carabinieri del comando provinciale di Pisa, anche con il supporto di un elicottero, sono dall’alba di oggi per dare esecuzione a tre provvedimenti di cattura emessi dal Tribunale di Pisa. È l’epilogo di un’articolata indagine che aveva portato il 29 agosto scorso all’arresto di due componenti della banda, sorpresi durante una rapina in un istituto «fidelizzato», già colpito a giugno.

Dettagli saranno resi noti in una conferenza stampa prevista oggi a Pisa al Comando provinciale dell’Arma.

 

AGGIORNAMENTO ORE 16:45

I tre rapinatori napoletani sono finiti in carcere a Pisa perché scoperti grazie all’unico pregiudicato della famiglia: ha lasciato un’impronta nel sistema di rilevamento digitale delle porte di accesso e questa traccia ha aperto la via alle indagini. Sono accusati di rapine particolarmente violente ed efferate nella Toscana occidentale. Sono in carcere tre fratelli, rispettivamente di 31, 36 e 38 anni, da circa 15 anni sono residenti a Rosignano Marittimo (Li).

Finora i Carabinieri di Pisa attribuiscono al gruppo sette colpi, tra rapine consumate e tentate, che hanno fruttato bottino per decine di migliaia di euro, soldi quasi tutti già spesi in viaggi di lusso. Ma non escludono che i tre napoletani si siano resi responsabili anche di altre rapine in giro per la Toscana. Il più giovane dei tre, bloccato stamani nella sua casa, è incensurato, mentre i suoi fratelli erano già in carcere perché arrestati poco prima di compiere una rapina a Cascina (Pisa) il 29 agosto scorso.

Operavano sempre allo stesso modo – dicono gli inquirenti – con una condotta estremamente violenta nei confronti dei dipendenti degli istituti di credito rapinati. In un caso il direttore di una banca era stato ripetutamente colpito alla testa con una bottiglia di vetro e in un altro un’impiegata era stata morsa per costringerla ad aprire la cassaforte a tempo.

Nelle abitazioni dei tre i carabinieri hanno sequestrato cappellini, indumenti e parrucche utilizzati per camuffarsi. I colpi accertati sono stati compiuti tra aprile e agosto sul litorale di Pisa (in due banche), Crespina, Cascina e Navacchio, dove per tre volte qui è stato presa di mira la stessa banca. La banda agiva sempre nello stesso modo: uno dei tre, solitamente ben vestito, fingeva di essere un imprenditore che voleva aprire un conto corrente inducendo gli impiegati a sbloccare il dispositivo d’accesso ai locali per consentire l’ingresso del secondo rapinatore spacciato per un dipendente, poi si scatenava la violenza con botte e minacce.

 

 

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