La decisione del Consiglio dei Ministri

Disoccupazione: arriva il Naspi, indennità estesa anche ai precari

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

Contro la disoccupazione e per il lavoro, venerdì sciopera la Cub

Lavoro e disoccupazione

ROMA – Il Governo Renzi ha apportato modifiche, attraverso il Jobs Act, a diversi temi riguardanti il mondo del lavoro e dell’occupazione. Di conseguenza, anche l’aspetto riguardante il regime della disoccupazione è destinato a essere modificato.

NASPI – Se ne è discusso in un recente Consiglio dei Ministri, dove è stata prospettata l’introduzione di un nuovo assegno di disoccupazione, chiamato Naspi. Il sistema sarà gestito dalla nuova agenzia unica per il lavoro, che si avvarrà della ollaborazione dei Centri per l’Impiego e dell’Inps e dovrebbe fornire una risposta veloce alla situazione italiana attuale che ha visto un incremento vertiginoso del tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile.

ASPI – Ma cos’è attualmente il sussidio di disoccupazione (Aspi). Secondo quanto si legge sul sito dell’Inps, si tratta di una vera e propria indennità che spetta a tutti quei lavoratori che oltre ad essere assicurati contro la disoccupazione devono essere senza lavoro principalmente per due motivi. Nel primo caso il lavoratore deve essere stato licenziato, mentre, nel secondo caso, il sussidio di disoccupazione spetta al lavoratore che è rimasto sospeso dall’azienda per motivi che non dipendono ne dal datore di lavoro, ne dal lavoratore. Stiamo parlando di eventi come crisi di mercato, mancanza di lavoro per l’azienda. Il sussidio di disoccupazione non spetta a quei lavoratori che danno spontaneamente le dimissioni a meno che non siano per giusta causa, come ad esempio nel caso di molestie, mancata retribuzione, accordi contrattuali non rispettati, ecc.

NUOVO ASSEGNO – Il nuovo assegno, che sostituirà l’Aspi, sarà erogato fino ad un massimo di 2 anni: più precisamente saranno presi in considerazione la metà dei mesi in cui il soggetto interessato ha avuto un contratto di lavoro negli ultimi quattro anni precedenti alla richiesta del sussidio, che partirà da un massimo di 1.200,00 Euro per scendere poi gradualmente fino a 700,00 Euro. La nuova Aspi assorbirà anche la cassa in deroga e verrà finanziata nella legge di stabilità con una posta aggiuntiva di circa due miliardi di euro dal 2015.

LAVORATORI – Garantirà un assegno non solo ai dipendenti che restano senza impiego, ma anche a quelli che non hanno alcuna tutela, co.co.pro (in mono-committenza, cioè quelli che hanno un solo datore di lavoro) e lavoratori a tempo determinato, escluse partite Iva e altre tipologie: una platea di circa un milione e quattrocentomila persone. Per loro, è in arrivo un sussidio mensile analogo a quello di chi è in cassa integrazione, fino ad un massimo di milleduecento euro: per un periodo che va da un minimo di tre mesi a due anni, proporzionato alla durata del lavoro che si è perso. Ma l’erogazione di questo assegno sarà vincolata: ne avrà diritto chi sarà pronto ad accettare una nuova offerta di lavoro congruo o un piano di formazione lavorativa gestito da un’agenzia nazionale che si articolerà su base territoriale nei vari centri per l’impiego.

Per quanto riguarda le disponibilità economiche per sostenere tale tipologia di sostegno economico il Governo pensa di poter trovare le coperture economiche dalla fine della cassa integrazione in deroga, che dovrebbe avvenire in modo graduale. Ma è essenziale che questo nuovo strumento non incentivi i disoccupati a non trovare lavoro, visto che vengono pagati senza far nulla, anche se il nuovo strumento ha posto dei criteri correttivi.

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