Firenze: l'annuncio dell'Ad di Autostrade, Castellucci, durante la cerimonia per i 50 anni dell'Autosole

Variante di valico: pronta nel 2015. Mancano da scavare gli ultimi 30 metri di galleria sull’Appennino

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano, Top News

L'Autosole raddoppia, dal 2015, nel tratto Bologna-Firenze con la Variante di valico

L’Autosole raddoppia, dal 2015, nel tratto Bologna-Firenze con la Variante di valico

Firenze – Cinquant’anni fa, il 4 ottobre 1964, veniva inaugurata l’Autostrada del Sole, l’opera simbolo del boom italiano dopo lo sfascio della seconda guerra mondiale. Mezzo secolo dopo, oggi 4 ottobre 2014, mentre nella magnifica chiesa ciostruita dall’architetto Giovanni Michelucci, e dedicata a San Giovanni Battista, si celebra l’ormai antico evento, lo sguardo è proiettato sulla nuova opera capace di far viaggiare più celermente il Paese: la Variante di valico, ossia il raddoppio della Bologna-Firenze, che permetterà di scavalcare l’Appennino in modo più rapido e sicuro. E che sarà pronta  nella seconda metà del 2015. Mancano da scavare gli ultimi trenta metri di galleri, sull’Appennino, nel tratto emiliano. Il diaframma sarà abbattuto il 6 novembre.

POLEMICA – Sotto le maestose volte della bellissima chiesa sull’autostrada è rimbalzata la polemica: se per costruire gli oltre 700 chilometri dell’Autosole, negli anni 50-60, ci sono voluti 8 anni, come mai per la Variante, che misurerà in tutto meno di 60 chilometri, siamo già 9 anni? Senza contare la fase lunghissima  dell’avvio del progetto. Che risale alla metà degli anni Ottanta, quando fu affidato all’architetto Pier Luigi Spadolini, fratello del senatore Giovanni, in quegli anni presidente del consiglio. Allora si doveva chiamare Camionale. Poi insorsero gli autotrasportatori: consideravano quel nome una discriminazione.

BUROCRAZIA – Il problema vero? Una burocrazia infinita. Con i politici voracemente all’attacco. Ora finalmente si vede la fine del tunnel. Ossia di una nuova autostrada quasi tutta in galleria. Che per imponenza dei lavori – con7,9 milioni di metri cubi scavati e 14,5 milioni di metricubi di terra movimentati – può essere paragonata al tunneldella Manica e al traforo del Gottardo.  Ci sono voluti ben 9 anni per completare i lavori dall’ottenimento della prima autorizzazione nel 2006. L’annuncio dell’apertura delnuovo collegamento è stato dato oggi dal presidente del gruppo che ha eseguito i lavori, Atlantia, in occasione della celebrazione dei 50 anni dell’autostrada del Sole.La variante e’ composta da 41 nuove gallerie, 41 viadotti e 2svincoli. L’ultima galleria, quella Val di Sambro doverestano da perforare appena 30 metri, sara’ ultimata il 6novembre prossimo.

CASTELLUCCI – Facendo un confronto proprio con l’autostrada del Sole, l’amministratore delegato del gruppo Atlantia, Giovanni Castellucci, ha messo in evidenzia come dagli anni ’60 ad oggi la progettazione delle opere sia radicalmente cambiata: nel 1956 per realizzare il tratto della A1 di 62 chilometri tra Sasso Marconi e Barberino sono stati sufficienti appena 100 elaborati. Oggi per i 17,5 chilometri tra Barberino e Firenze Nord sono stati prodotti ben 4.362 elaborati. Inoltre, la progettazione delle opere infrastrutturali è soggetta a una continua evoluzione normativa: dal 2001 a oggi sono succedute ben 31 modifiche normative. Quindi, rileva Atlantia, se da un lato l’innovazione tecnologica permette di realizzare opere di dimensioni maggiori in minore tempo, la stratificazione normativa provoca una enorme dilatazione dei periodi di approvazione delle autorizzazioni che si riflettesui tempi di completamento dei lavori.

LUPI –  “Per la Variante di valico l’appuntamento è nel 2015”. L’ha confermato il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, sempre sotto le volte della chiesa di Michelucci. Sono intervenuti anche il presidente di Alantia, Cerchiai, il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, e un vecchio testimone del cammino dell’autostrada: monsignor Elio Pierattoni, il sacerdote ch ha da sempre in custodia la chiesa di San Giovanni Battista. Ha ricordato il sacrificio di tante gente per permettere all’Italia di andare più rapidamente. Ora aspetta anche lui la nuova opera: la Variante di valico.

 

 

Ernesto Giusti

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