TFR, l’ultima di Renzi: vuol metterlo dal 2015 in busta paga (ma solo a chi lo chiederà)

Renzi e Padoan
Renzi e Padoan

ROMA – Tfr in busta paga solo a chi lo chiede. Ecco la proposta che Renzi farà a sindacati e Confindustria. Sarà così possibile ricevere ogni anno un doppio stipendio a febbraio.

RENZI – Il premier, come al solito, ci ha ripensato e non accetta l’altolà di Confindustria sul TFR. E scrive sulla sua Enews: «Il Tfr, la liquidazione, sono soldi dei lavoratori, che però vengono dati tutti insieme alla fine del rapporto di lavoro – scrive Renzi – La filosofia sembra essere protettiva: te li metto da parte, per evitare che tu li “bruci” tutti insieme». «Uno Stato-mamma, dunque, – prosegue il premier – che sottilmente fa passare il messaggio di non fidarsi dei lavoratori-figli. Io la vedo diversamente: per me un cittadino è maturo e consapevole. E come accade in tutto il mondo non può essere lo Stato a decidere per lui. Ecco perché mi piacerebbe che dal prossimo anno i soldi del Tfr andassero subito in busta paga mensilmente».

GOVERNO – Il progetto dei tecnici governativi ha tre punti fermi. Primo: lasciare libero il lavoratore di scegliere tra l’ottenimento immediato del Tfr oppure il suo accantonamento presso l’azienda o presso un Fondo pensione.
Secondo: per evitare un calo della liquidità delle piccole aziende si sta studiando la possibilità di costituire un Fondo della cassa Depositi e Prestiti e delle banche. Questo fondo erogherebbe il Tfr al lavoratore che ne fa richiesta e riceverebbe il Tfr maturato dalle aziende solo al momento della cessazione del rapporto di lavoro.
Terzo: niente nuove tasse. Il Tfr anticipato non si sommerebbe al reddito ”normale” e verrebbe tassato secondo le regole previsto per l’attuale Tfr (Irpef con aliquota media degli ultimi 5 anni e prelievo dell’11% sugli interessi).

SINDACATI – Vedremo se domani Renzi convincerà i sindacati, nell’incontro già convocato, dell’utilità per i lavoratori di questo progetto, spiegando l’effetto anti-crisi che è l’obiettivo principe dell’operazione sul Tfr. Dovrà poi convincere anche Squinzi, il patron di Confindustria.  A questo proposito Renzi ha scritto sulla solita Enews: «Il lavoro è la nostra emergenza. A tempo debito sarà bello spiegare cosa cambia per un giovane precario, per un cinquantenne disoccupato, per una mamma senza tutele».
Speriamo che non si tratti solo dei sogni di Ercolino, come recitava una famosa pubblicità di qualche anno addietro.

confindustria, renzi, sindacati, Tfr


Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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