Pensioni: sindacati contro il governo per il pagamento ritardato al 10 del mese

Gli anziani in Toscana sono oltre il 22% della popolazione

Il governo vuole usare i pensionati come bancomatROMA – Mentre la legge di stabilità è finalmente approdata al Colle e il Presidente promette un attento esame, continuano le perplessità e le proteste contro qualche previsione del progetto. In attesa del responso della Ue e dell’incontro fra il premier, le regioni e i Comuni, che chiedono correzioni, anche i sindacati dei pensionati manifestano propria contrarietà alla norma che posticipa il pagamento delle pensioni dall’1 al 10 del mese. Lo spostamento sarebbe teso a facilitare il servizio INPS. Ma c’è chi ha programmato pagamenti in scadenza prima. Che fare? Ricorrere a prestiti, almeno per il primo mese?

SINDACATI – Si tratta – dicono i segretari generali, di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, Carla Cantone, Giggi Bonfanti e Romano Bellissima – di «un vero e proprio accanimento nei confronti degli anziani». «Il Governo – affermano i tre segretari – non ha previsto per loro alcun tipo di aiuto e di sostegno ma ha pensato come complicargli ulteriormente la vita. È semplicemente inaccettabile. Ci domandiamo cosa abbiano fatto di male i pensionati e gli anziani per essere trattati così». Anche il Codacons si è detto «assolutamente contrario» al posticipo dei pagamenti delle pensioni al 10 del mese, misura prevista dalla Legge di Stabilità a partire dal 2015.

CODACONS – «Se il provvedimento otterrà il via libera, il danno per i pensionati sarà enorme, così come i disagi per gli anziani – denuncia il Presidente Carlo Rienzi – Sulla data di pagamento all’1 del mese si basano infatti numerose scadenze in capo ai pensionati, come rate di affitti, mutui, debiti, finanziamenti, oppure abbonamenti e altre scadenze. Ma anche in assenza di tali impegni finanziari, il posticipo dei pagamenti – considerato soprattutto che in Italia vi sono 2,1 milioni di pensionati che ricevono un assegno di importo al di sotto dei 500 euro, cifra inferiore alla soglia di povertà relativa fissata dall’ Istat – creerà un gap che oltre a produrre evidenti disagi potrebbe mettere in seria crisi la liquidità di migliaia di anziani, con conti bancari in rosso e pagamenti di commissioni in favore delle banche».

Un altro fronte che si apre per il premier, che pensa soprattutto alla Leopolda, ma dovrà combattere diverse battaglie nei prossimi mesi.

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