Il governo ha finora disatteso gli impegni

Sicurezza: il sindacato del Corpo forestale dello Stato (Sapaf) protesta per il mancato recupero salariale

di Redazione - - Economia, Politica

Equipaggi a cavallo della Forestale

Una squadra a cavallo del Corpo Forestale 

ROMA – Dopo le critiche del Sap, sindacato autonomo degli agenti di polizia,  alla bozza di legge di stabilità, che non ha individuato completamente le risorse per coprire gli interventi per il comparto sicurezza, promessi dal premier, protesta adesso anche il sindacato del Corpo Forestale dello Stato, il SAPAF.

SAPAF – «Il Corpo Forestale dello Stato è a un bivio e al governo Renzi, che ha sempre dimostrato sensibilità in materia ambientale, chiediamo chiarezza. Nell’ambito della riforma della pubblica amministrazione, occorre stabilire e determinare con certezza le professionalità in ordine alle funzioni di polizia ambientale e agro-alimentare, acquisite in questi anni dai Forestali, il tutto inquadrato in una riforma complessiva delle forze di polizia e dei corpi forestali regionali». Lo afferma Marco Moroni, segretario generale del Sapaf, Sindacato autonomo polizia ambientale forestale.
«I testi fino a questo momento disponibili, relativi alla legge di stabilità, – prosegue – non sciolgono i dubbi che da tempo poniamo, assieme alla ‘Consulta sicurezza’, in materia di sblocco del tetto salariale, che da quattro anni penalizza le donne e gli uomini della Forestale, confermando, invece, i tagli di 119 milioni di euro alle risorse stanziate per il riordino, di 100 milioni al fondo perequativo, e alle indennità operative».

CONTROLLI – «Tutto questo – continua Moroni – avviene mentre il Corpo Forestale continua a svolgere un fondamentale lavoro, con 320mila controlli effettuati nei primi sei mesi del 2014, 5.800 reati accertati, soprattutto in materia ambientale, e 14 milioni di euro di sanzioni imposte. Il guaio è che da dieci anni la classe politica si riempie la bocca di belle parole quando si parla di tutela ambientale ed agricoltura di qualità, salvo poi ‘massacrare’ con tagli selvaggi e provvedimenti incomprensibili chi dovrebbe prevenire e accertare reati in materia ambientale e agro-alimentare. Al governo Renzi chiediamo davvero di cambiare verso, anche se i primi passi purtroppo non paiono andare nella direzione giusta», conclude.

Si apre dunque un altro fronte per il premier, distratto in questi giorni dall’organizzazione della Leopolda.

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