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Firenze, Leopolda: via alla kermesse di Renzi, con 5 mila iscritti. Sfida a distanza con la Cgil a Roma

Leopolda 5, i primi arrivi e le registrazioni (foto dal profilo Twitter di Luca Alagna)
Leopolda 5, i primi arrivi e le registrazioni (foto dal profilo Twitter di Luca Alagna)

FIRENZE – Una Leopolda non più di lotta, ma soprattutto di governo, quella che è cominciata stasera 24 ottobre a Firenze. Col nome della ex stazione granducale è ormai diventato assiomatico il riferimento alla kermesse politica inventata da Matteo Renzi 5 anni fa. Ma ora la manifestazione dei renziani duri e puri sarà costretta a cambiar pelle, pur nella continuità: il leader è presidente del Consiglio e deve dare risposte ai cittadini, non più solo ascoltare le idee e farsene portavoce. Renzi è arrivato poco prima delle 20 e farà un intervento di saluto ai partecipanti, già 1500 persone che, dall’apertura dei cancelli alle 18, hanno cominciato ad affluire nell’ex stazione.

SFIDA ALLA CAMUSSO – Sarà una bella sfida, a distanza, anche quella di domani con la simultanea manifestazione a Roma della Cgil: centinaia di migliaia di lavoratori, di cui decine di migliaia dalla Toscana, in corteo e poi a piazza San Giovanni per dire no al Jobs Act del Governo Renzi e ascoltare il prevedibile duro attacco al premier nel comizio finale di Susanna Camusso.

LANDINI E LA FIOM – Pur appoggiando in pieno la manifestazione della Cgil a Roma, il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, ha spiegato invece l’interesse del sindacato dei metallurgici alla Leopolda 5: «Noi andiamo da tutti quelli che vogliono discutere, senza problemi. Forza Italia non mi ha mai invitato, tanto per fare un esempio», ha dichiarato a RepubblicaTv, «Confido che il segretario Fiom di Firenze andrà per spiegare le posizioni della Fiom e della Cgil. Ci andrà con la sua testa perché la Fiom lascia sempre la libertà alle persone di usare l’intellingenza», conclude.

OPERAI DI TERNI – Dal canto loro gli operai dell’Ast di Terni andranno domenica alla Leopolda. Lo hanno annunciato i segretari provinciali dei metalmeccanici. L’iniziativa rientra nella mobilitazione organizzata nell’ambito dello sciopero dei lavoratori dell’acciaieria che le rsu hanno deciso di continuare ad oltranza – è stato spiegato – in mancanza di segnali positivi sulla vertenza. «Visto che Renzi non viene a Terni andremo noi da lui» ha detto il segretario della Fiom umbra, Claudio Cipolla.

5MILA ISCRITTI – Oggi, intanto, alla Leopolda dalle 19,  e fino a domenica 26 ottobre (alle 12 è previsto l’intervento finale di Renzi) saranno migliaia i cittadini provenienti da mezza Italia a partecipare ai tavoli tematici, ai dibattiti e alle presentazioni. Sono già oltre 5 mila le iscrizioni online registrate sul sito della quinta edizione della kermesse, secondo quanto ha reso noto Leonardo Sorelli, responsabile organizzazione del Pd metropolitano fiorentino: «Il numero di iscritti alla quinta edizione è doppio rispetto a quello dell’anno passato», ha detto.

ARREDO ALLA STEVE JOBS – Alla stazione Leopolda fiorentini, toscani e cittadini di altre regioni che arriveranno potranno trovare un tavolo di lavoro vecchio stile, un garage come quelli in cui Steve Jobs cominciò a creare la sua rivoluzione tecnologica proiettato su un leadwall (un maxischermo composto da pannelli a tecnologia Led), una bicicletta capovolta sul palco e pannelli con quelle che potrebbero essere definite alcune delle ultime parole famose del secolo scorso.

RICHIAMI AL GENIO INCOMPRESO – E poi, sotto l’auspicio dello slogan di battaglia «Il futuro è solo l’inizio», una serie di manifesti ad effetto. «Manca di immaginazione e non ha idee originali», sentenziò il direttore del giornale che licenziò Walt Disney, si legge su un pannello, così come campeggiano ai lati della sala della stazione le scritte «Non c’è alcun motivo per il quale una persona dovrebbe avere un computer a casa sua», detta da Ken Olson, presidente di digital Equipment Corporation. Certezze naturalmente smentite dalla storia, come «Il rock and roll sarà passato di moda entro giugno», scritta in un articolo di Variety 1955.

VIP E MINISTRI – Il primo ministro ad arrivare è stata oggi Maria Elena Boschi, responsabile dell’organizzazione della Leopolda 5. Scesa dai tacchi del decolletè leopardato che indossava durante la scorsa edizione, Boschi si autolimita a un più comodo paio di stivali alti di pelle nera. Entrata a piedi, ha salutato i volontari e alcuni giornalisti, senza trattenersi a rispondere alle loro domande, poi si è chiusa in una stanza a dare gli ultimi tocchi di organizzazione con i quattro anchor man dell’edizione di quest’anno: Lorenza Bonaccorsi, Silvia Fregolent, Edoardo Fanucci e Luigi Famiglietti. Matteo Renzi si tratterrà fino a domenica quando chiuderà la kermesse. «Questa Leopolda è la prima in cui al governo siamo noi, non altri» ha scritto mercoledì scorso il premier nella e-news ai suoi sostenitori. E già domani la Leopolda di governo sarà il contraltare alla manifestazione della Cgil: la stazione granducale contro la piazza più politica d’Italia.

FORZA ITALIA DA RENZI? – Fra i politici arrivati stasera anche Massimo Parisi, deputato di Forza Italia e coordinatore toscano del partito. La sua presenza ha suscitato subito la curiosità fra i giornalisti, ai quali ha subito tenuto a precisare: «Non sono qua per la Leopolda». È sicuro? «Da parte mia sì», ha risposto sorridendo. «Devo fare un’intervista con Rai News – ha poi spiegato -. La prossima volta – ha concluso col sorriso – chiederò un campo neutro».

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Domenico Coviello

Giornalista

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