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L’UE vuole dall’Italia 340 milioni in più perchè nel pil, ora, ci sono anche prostituzione e spaccio di droga

Unione Europea,

Non bastava la lettera di richiesta d’integrazioni in merito alla legge di stabilità. L’Europa fa sentire nuovamente la sua voce matrigna anche per un’altra grana contabile che ha fatto infuriare il premier Renzi. Onestamente non possiamo dargli tutti i torti, questa volta. In base al ricomputo dei prodotti interni lordi dell’Unione europea, e della relativa contribuzione Iva dovuta al bilancio comunitario per l’anno 2013, l’Italia dovrà versare, il primo dicembre, nella casse dell’Unione altri 340 milioni di euro . Motivo? Stropicciatevi gli occhi: l’Ue chiede soldi aggiuntivi perchè il pil, ossia il prodotto interno lordo, ora comprende anche le attività illegali, ossia spaccio di droga, prostituzione, contrabbando di sigarette e alcol. Tradotto significa che tutti gli italiani devono aumentare il loro contributo perchè, nel nostro Paese, c’è chi lucra sulla droga, sul meretricio, sullo spaccio illegale di tabacco e liquori. Incredibile, vero?

STATI –  Ma andiamo per ordine. Il ricalcolo ha riguardato tutti gli Stati, ma sembra che gli esiti non siano stati univoci e quindi fioccano le polemiche. Il Regno Unito, ad esempio, dovrà pagare 2,1 miliardi in più, (circa un quinto del suo intero saldo con Bruxelles).Secondo il Financial Times, David Cameron ha promesso di dare battaglia già al prossimo vertice a Bruxelles, anche perchè risulta un’evidente disparità fra gli Stati. Italia e Regno Unito sono penalizzate mentre la Francia si vedrà rimborsare un miliardo di euro e alla Germania, già di per sè grassa e ricca, torneranno 779 milioni.

ROMA E LONDRA- Renzi, quando queste cifre sono state presentate ha detto: «questo non è un numero, ma ‘un’arma letale’». Cameron si è subito associato e ha dichiarato: «Non pagheremo i 2.1 miliardi extra». La reazione ufficiale del governo italiano è stata affidata al sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega alle politiche europee Sandro Gozi: «Occorre un esame approfondito e all’Ecofin di metà novembre vedremo se sarà davvero necessario applicare il nuovo metodo al calcolo dei contributi. In ogni caso, non implica un pagamento immediato».

IL CONTEGGIO-  Ma quale diabolico meccanismo ha portato a questi risultati sorprendenti? La differenza è dovuta agli effetti del riequilibrio contabile. Spiegano i tecnici della Commissione che l’Italia deve vedersela con un maggiore esborso perché il pil era meno bilanciato. Gli altri paesi hanno avuto variazioni di segno contrario il che ha influenzato il risultato del ricalcolo.

PIL – Tutto è nato quando si è operata una revisione dei metodi di calcolo dei pil, così da renderli più simili all’economia di cui essi sono espressione. Come abbiamo già spiegato in precedenza, nei calcoli dell’Istat di ottobre sono stati inseriti nell’attività economica una serie di attività illegali (traffico di droga, prostituzione e contrabbando di sigarette o di alcool), si è riconsiderata la spesa per investimento degli acquisti pubblici di armamenti e degli oneri per ricerca e sviluppo, si sono escluse le operazioni con «derivati» dal deficit.

ITALIA – Per l’Italia i nuovi criteri «ufficiali» hanno fatto salire il pil 2013 ed è migliorato di conseguenza il rapporto debito/pil, sceso di ben quattro punti percentuali, dal «vecchio» 132,6% al 127,9%. Mentre il deficit, che nel 2013 era a quota 3,0%, è calato al 2,8. Tre miliardi di risparmio teorico, si è calcolato, di nuovi denari resi disponibili per le casse pubbliche. Si è trattato al momento di un fattore positivo, ma con una pillola europea avvelenata. E adesso arriva il conto da 340 milioni da pagare subito. Va così in fumo un decimo del tesoretto che il governo aveva accantonato in vista della trattativa in corso con Bruxelles per l’approvazione senza revisioni della legge di stabilità 2015.

Siamo sicuri che si arriverà a un chiarimento, ma resta il fatto che questi episodi sembrano fatti apposta per aumentare il distacco dei cittadini dall’Europa e il numero degli euroscettici, che anche in Italia stanno aumentando. I burocrati europei, adusi a far di conto con il paraocchi, dovrebbero accorgersi che la popolazione mal sopporta aggravi, e quindi nuove tasse, in conseguenza di un sistema che inserisce nel calcolo dell’economia di un paese tutte le principali attività illecite e delinquenziali. Vallo a spiegare a un italiano o a un inglese che dobbiamo pagare di più perché abbiamo un mercato fiorente della droga e della prostituzione. E’ proprio in questo modo che involontariamente si affossa quello spirito europeo al quale soprattutto Napolitano e Prodi continuano ad attribuire importanza fondamentale.

contributo, Italia, Unione Europea


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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