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Legge di Stabilità: l’Ue si accontenterà (forse) di altri 4,9 miliardi di risparmi aggiuntivi

Buxelles, sede della Commissione Ue
Buxelles, sede della Commissione Ue

ROMA – La lettera di risposta alla Ue partirà lunedì, ma già si sa che l’esito della trattativa tra Renzi e la Commissione europea sui risparmi aggiuntivi comporta un aggravio di circa cinque miliardi.  Uscendo dal palazzo dove si è svolto il Consiglio dei capi di Stato a Bruxelles Renzi, incalzato dai cronisti ha affermato: «Nelle prossime ore sarà chiuso quello che deve essere chiuso». Significa che la cifra già accantonata dal governo è quella necessaria a raggiungere il compromesso. La voce «aggiustamento strutturale» già inserita nella manovra vale 1,5 miliardi, ma giorni fa il premier aveva parlato di altri 3,4 miliardi «messi da parte per ogni evenienza». In tutto fa 4,9 miliardi di euro, circa lo 0,3 per cento del prodotto interno lordo. Speriamo che sia finita qui, ma ci sono ancora altri ostacoli da superare. Il primo: la reazione della Commissione alla lettera di risposta alla richiesta di chiarimenti che  verrà spedita da Roma. Il secondo: come uscirà l’Italia dalle nuove previsioni di crescita che Bruxelles presenterà ai primi di novembre.

Il giorno cruciale sarà il 12 novembre, quando la Commissione valuterà la manovra alla luce del testo definitivo che il governo ha pubblicato da poco. Il Tesoro spiega che le coperture verrebbero garantite con nuove entrate per 9,6 miliardi e minori spese per 16,1; di questi 13,3 sarebbero di parte «corrente». In realtà, togliendo di mezzo le voci meramente contabili i tagli – sulla carta – valgono una decina di miliardi. A grandi linee i trentuno miliardi della legge di Stabilità (questo il saldo reale per il 2015) verranno coperti per un terzo da maggiori entrate (tasse e aumento dei proventi da lotta all’evasione), un terzo da tagli alla spesa, un terzo da maggior deficit. Il Commissario agli Affari monetari, il finlandese Katainen, sembra tenere un atteggiamento conciliante . «Il Governo ha una strategia di politica economica, industriale e finanziaria. Se qualcuno non la vede, cercheremo di spiegargliela meglio», dice Padoan dalla platea dei Giovani Industriali riuniti a Napoli. «Il problema è far ripartire la fiducia, non scoprire se fra un anno gli occupati sono effettivamente aumentati di ottocentomila unità». 

Dopo l’integrazione al bilancio Ue di 340 milioni di euro e dopo questa ulteriore scoppola, speriamo di non dover pagare altri dazi all’Europa, che si dimostra sempre più matrigna. 

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