Commemorazione dei defunti, 2 novembre. Fiori, prezzi stabili per crisantemi: da 1 a 3 euro

ciclamini
Crisantemo, fiore nazionale del Giappone simbolo di vita.
Crisantemo, fiore nazionale del Giappone

FIRENZE – Fine settimana di Ognissanti, con 2 novembre, commemorazione e le visite ai cimiteri: c’è da chiedersi se in tempi di tante ristrettezze economiche e di crisi si potranno ancora acquistare fiori da portare ai «cari estinti». Un modo semplice e gentile per simboleggiare affetto e ricordo imperituro.

Niente paura: secondo gli addetti al settore, il mercato dei fiori, rispetto ad altri commerci, da quasi un trentennio sembra non non aver subito grandi variazioni. Almeno per quanto riguarda i fiori stagionali e non solo. In prossimità del 2 novembre pansè, o viola del pensiero, e ciclamini hanno all’incirca il prezzo che si poteva trovare all’inizio degli anni ottanta, quando c’era ancora l’amata lira e gli italiani si addormentavano con sogni di speranza e di un futuro migliore. Tra i 2 euro e gli 0,60 si possono trovare vasi di ciclamini e di pansè.  Eluse le speranze e infranti i sogni, rimangono però i fiori. I crisantemi, da sempre simbolo del giorno dei morti, sono in Giappone il fiore nazionale e da sempre simbolo di vita. Anche nel loro caso è stata registrata una tenuta nelle vendite, e nei prezzi, come lo scorso anno.

I dati riferiti alle vendite del mercato del fiore di Pescia ci dicono che rispetto allo scorso anno le vendite sono addirittura aumentate.  Boom, quindi, per i crisantemi in occasione della ricorrenza di Ognissanti: venduti 1.198.000 crisantemi «uniflor», 714.300 crisantemi «turner», 1.208.000 crisantemi «spider». Vendute anche oltre 800.000 orchidee e 3.600.000 rose. Prezzi per il consumatore in negozio per un crisantemo da 1 euro a 3 euro, a seconda della grandezza del fiore e della lunghezza dello stelo. Si tratta di prezzi che non hanno subito aumenti nel corso degli ultimi anni, come sostengo i fiorai. Anche le più raffinate orchidee possono essere acquistate a prezzi più che economici rispetto ad un tentennio fa quando erano considerate fra i fiori più costosi. La grande distribuzione ha poi reso alla portata di tutti i fiori un tempo considerati «innarivabili». Niente paura dunque.  L’acquisto di fiori e piante non ci manderà in bancarotta.

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