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La pista dell'aeroporto Vespucci a Firenze

Aeroporti, Firenze e Pisa: è fusione. Peretola, nuova pista di 2.400 metri pronta nel 2017, ecco il master plan

Aeroporto, boom di passeggeri
L’attuale pista dell’aeroporto di Peretola: dal 2017 non esisterà più così

 

FIRENZE – Nuova pista da 2.400 metri, con l’acquisizione di 200 ettari di terreni in più; nuovo terminal, nuova area cargo e nuovi piazzali; nuovo sistema di viabilità con la linea 2 della tramvia completata; la proprietà in una società unica, e non una holding, in cui saranno fuse insieme Adf e Sat, ossia le società di gestione degli scali di Firenze e Pisa, a maggioranza azionaria del gruppo multinazionale argentino Corporacion America. Il tutto entro il 2017, anno in cui a Firenze si svolgerà il G7.

IDENTIKIT – È l’identikit di come cambierà la struttura fisica e la gestione industriale dell’aeroporto Vespucci di Firenze, già passata in mano privata e straniera dai primi mesi di quest’anno. Le tappe della rivoluzione epocale sono state annunciate oggi 6 novembre, con la presentazione in Palazzo Vecchio del master plan dell’Aeroporto di Peretola 2014-2029. Oltre al sindaco Dario Nardella e al presidente di Adf, Marco Carrai, hanno partecipato il presidente di Enac, Vito Riggio, col direttore centrale Roberto Vergari, il presidente di Corporacion America Italia, Roberto Naldi e l’ad di Adf, Vittorio Fanti.

INVESTIMENTI E POSTI DI LAVORO – Per il nuovo scalo Vespucci ammontano a 300 milioni di euro gli investimenti, ripartiti a metà fra quelli di Corporacìon America e il denaro pubblico, stanziato nel decreto «Sblocca Italia» del Governo Renzi. A Pisa, aeroporto militare e quindi sottoposto a speciali vincoli, saranno investiti per il potenziamento delle stutture, compreso il people mover fino alla stazione dei treni, 260 milioni. Sono previsti 2 mila nuovi posti di lavoro a Firenze; 10 mila quelli che, con l’indotto, potranno essere creati complessivamente in Toscana. E sono 730 i milioni di euro stimati che l’ampliamento dell’aeroporto potrà far circolare in termini di nuova ricchezza.

I NUMERI DEL BALZO IN AVANTI – Corporacion America si attende che dall’integrazione degli scali di Pisa e Firenze si passi – nel 2028 -, dalle 92 destinazioni attuali complessive a 130; da 32 compagnie di bandiera presenti a 45; da 6,9 milioni di passeggeri a 12 milioni; e per quanto riguarda la redditività, dai 25 milioni di euro di oggi a 80 milioni di euro.

ANNO CHIAVE: 2015 – Da un punto di vista operativo la svolta parte dal 2015. Dal 1 gennaio, formalmente, scatta il primo anno di bilancio per la nuova società unica in cui Corporacion America, nuova padrona degli aeroporti di Pisa e Firenze, fonderà Adf e Sat: entro quello stesso mese dovrebbe arrivare il via libera dall’assemblea dei soci; dall’agosto 2015 saranno avviati i cantieri a Peretola per la nuova pista e la nuova aerostazione.

PASSEGGERI? 12 MILIONI – L’Enac calcola che lo scalo Vespucci, city airport che sarà vocato al traffico business e turistico, arrivi, grazie allo sviluppo innescato, a quota 5 milioni nel 2028; il Galilei di Pisa, vocato ai voli intercontinentali e low cost – in un’ottica, quindi, di complementarietà con Firenze – passerà invece a 7 milioni di passeggeri. Fra quindici anni, dunque, sia Enac che Corporacìon America puntano su un traffico compplessivo negli scali toscani di 12 milioni di passeggeri.

BASTA RIVALITA’ – Le rivalità fra Pisa e Firenze «potevamo capirle 500 anni fa», dichiara il sindaco Nardella, mostrando a tutti gli affreschi del Vasari sulla volta della Sala di Cosimo I in Palazzo Vecchio, con la sottomissione di Pisa a Firenze. Ma ora, sottolinea, «col sindaco di Pisa (che ha sferrato nel corso di quest’anno una durissima opposizione allo sviluppo dell’integrazione fra gli scali così come va a arealizzarsi, ndr.) il clima è molto migliorato». Di fatto, una pietra tombale sulla concorrenza fra i due aeroporti toscani e sui rispettivi campanilismi la mette Corporacion America: «Tra Firenze e Pisa ci sarà una fusione e non una holding» delle due società aeroportuali, spiega Roberto Naldi, presidente di Corporacion America Italia, «noi punteremo allo sviluppo di entrambi gli scali: abbiamo già il master plan a Pisa, oggi Firenze lo presenta qui». A fine novembre, ha detto Naldi, «inviteremo il management di Sat e Adf a un meeting in Argentina» con il patron di Corporacion America, Eduardo Eurnekian, e «i manager di tutti i 54aeroporti che gestiamo nel mondo». Per il futuro, al fine di meglio collegare Firenze e Pisa, Corporacion America Italia chiede «treni rapidi per i passeggeri, che non impieghino più di 35 minuti».

IMPATTO AMBIENTALE – Secondo il presidente di Adf, Marco Carrai, e il direttore centrale infrastrutture di Enac, Roberto Vergari, «tutti gli studi dimostrano che ci sarà un miglioramento della qualità dell’ambiente» dal punto di vista dell’inquinamento, con la nuova pista di Peretola, che correrà quasi parallela, anche se non proprio, alla autostrada A11. Entro la fine di quest’anno lo studio di impatto ambientale fatto dalla società passerà al vaglio degli organi competenti nazionali.

CONVITATO DI PIETRA – Tutti, dal sindaco ai presidenti di Adf, Enac e Corporacion America Italia, hanno ringraziato e lodato l’unico assente di rilievo: il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Come è noto, però, Rossi, paladino dell’integrazione aeroportuale tra Firenze e Pisa, è anche fautore di una nuova pista per l’aeroporto di Peretola (fatta approvare nel Pit toscano), della lunghezza di 2 mila metri e non 2.400, così come voluta da Enac.

PORTA DELL’ITALIA – Il presidente di Enac, Vito Riggio, ha precisato comunque che «la pista si fa come va fatta, perché Enac è garante delle regole che devono essere attuate nel mondo intero». In sostanza Enac, dice il suo presidente, non può che stabilire l’efficacia dello sviluppo degli aeroporti in base alle regole internazionali, stabilite dalle Nazione Unite tramite l’Icao (International civil aviation organization), l’0rganizzazione internazionale dell’aviazione civile. Per l’Enac, ha sottolineato Riggio, lo sviluppo aeroportuale italiano deve orientarsi verso i flussi di traffico che arrivano da oriente. A cominciare dall’importanza, ad esempio, che assume ogni giorno di più un paese come la Turchia. Ecco allora quelle che vengono definite «le 5 porte dell’Italia centro-settentrionale verso il mondo: il sistema aeroportuale integrato Milano-Bergamo, quello Verona-Treviso, Bologna-Rimini e Firenze-Pisa».

 

Scarica qui il Master Plan 2014_2029 dell’aeroporto di Firenze

 

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Domenico Coviello

Giornalista

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