Manifestazione unitaria: una prova di protesta generale di tutti i lavoratori

Sciopero statali: domani 8 novembre 50.000 in piazza a Roma contro Renzi

di Redazione - - Primo piano

Corteo lavoratori statali

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ROMA – ‘Sblocchiamo il futuro’. Sono pronti a scendere in piazza domani a Roma i lavoratori dei pubblici servizi e della conoscenza, per una vera riforma della pubblica amministrazione e del sistema di servizi ai cittadini e per rivendicare il diritto al contratto nazionale di lavoro tanto ai lavoratori pubblici, quanto ai privati. Tutti contro il governo Renzi. Dodici sigle, per la prima volta insieme, sfileranno durante una grande manifestazione nazionale promossa da Cgil, Cisl e Uil.

PROTESTA – La protesta e’ stata presentata questa mattina a Roma da Rossana Dettori, Fp Cgil, Giovanni Torluccio, Uil Fpl, Giovanni Faverin,  Cisl Fp, e Domenico Pantaleo, Flc Cgil. A scendere in piazza saranno i lavoratori dei comparti scuola, sanita’, funzioni centrali, servizi pubblici locali, sicurezza e soccorso, università, ricerca, afam e privato sociale, riuniti sotto lo slogan #Pubblico6tu. Sono attesi pullman e partecipanti da tutta Italia. Il concentramento per la manifestazione è previsto per le 12.30 a piazza della Repubblica, per poi partire in corteo intorno alle 13.30 alla volta di piazza del Popolo. I manifestanti percorreranno largo di Santa Susanna, via Barberini, piazza Barberini, via Sistina, Trinita’ dei Monti e Pincio. All’arrivo il comizio conclusivo, con interventi dei segretari nazionali e, soprattutto, di tanti lavoratori, ha spiegato Dettori.

PIAZZA – «Domani saremo 50mila persone in piazza che rappresentano una miriade di professionisti e professionalità, circa 600- ha proseguito- Sono quelle che incrociate giornalmente nella vostra vita: quando andate in ospedale, quando andate in Comune. Vogliamo che gli spazi pubblici in questo paese si allarghino, non si restringano. Settori come la sanità, la scuola non possono assolutamente essere privatizzati. Vanno garantiti i diritti ai lavoratori e i diritti ai cittadini. Abbiamo bisogno di un rinnovo del contratto nazionale, ci sono salari fermi al 2009. Renzi è uno dei peggiori ‘datori di lavoro’ che abbiamo incontrato in questi anni».

PRIORITÀ – I manifestanti lanciano quindi al Governo sette priorità per una vera riforma dei servizi pubblici: riaprire la contrattazione e sbloccare salari e carriere, investire sulle competenze e dare stabilità al lavoro, una vera riorganizzazione degli enti e dei corpi dello Stato sul territorio, costi e standard a tutela dell’universalità, stop a dumping contrattuale nel privato che offre servizi pubblici, valorizzazione di istruzione e formazione e un sistema di sicurezza avanzato. «Se il Governo non risponderà, è chiaro che continueremo la mobilitazione fino allo sciopero- hanno annunciato i sindacalisti- La piazza domani ci suggerira’ di decidere lo sciopero generale, i lavoratori non sono piu’ disposti a farsi calpestare».

«In questi mesi i sindacati li ho incontrati diverse volte, domani ascolterò le istanze che usciranno dalla piazza». Così il ministro della Pa, Marianna Madia, commenta lo sciopero degli statali, a margine dell’assemblea dell’Anci a Milano.

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