Fisco: acconto Irpef e saldi Tasi e Imu. Ecco tutte le scadenze e i pagamenti che ci aspettano entro dicembre 2014

Tasse capestro per cittadini e imprese
Tasse capestro per cittadini e imprese
Tasse: dicembre sarà un mese tremendo per cittadini e imprese. Qui trovate tutte le scadenze

ROMA – Sarà un autunno caldo per gli italiani, come contribuenti dello Stato Italiano e cittadini del proprio comune di appartenenza. Numerose infatti sono le scadenze fiscali che si accavalleranno, tra acconti e saldi dei più svariati tributi, erariali e comunali, tra la fine di novembre e la metà di dicembre, a ridosso di un Natale che si preannuncia, per molti, meno allegro del solito.

C’è confusione poi anche per fare i conteggi, a causa della complessa normativa di alcune di queste imposte, come la Tasi, che ci farà effettuare i pagamenti nell’incertezza di aver calcolato il giusto.

Ma almeno le scadenze sono certe. Vediamole nello specifico.

ACCONTO IRPEF: il calcolo dell’acconto per il 2014 va fatto applicando l’aliquota del 100% sull’imposta dichiarata nell’anno 2013. Una volta fatto questo calcolo si possono verificare due possibilità:

– se l’importo non supera 257,52 euro, la cifra va versata in unica soluzione al 1° dicembre

– se l’importo supera questa cifra, si dovrà  pagare al 1° dicembre il 60% dell’importo dovuto, tenuto conto che il contribuente dovrebbe aver  già  pagato il 1° acconto, pari al 40% del totale dovuto, al 16 giugno.

Bisogna considerare, comunque, che qualora si ipotizzi di dichiarare nel 2014  una cifra inferiore di quella dichiarata nel 2013, sarà possibile calcolare gli acconti sulla base del reddito minore e quindi più favorevole. Ma attenzione: il calcolo deve essere fatto con precisione, per evitare di incorrere in sanzioni da pagare.

Si ricorda che il 2° acconto Irpef non può essere rateizzato, ma deve essere pagato in un’unica soluzione con codice tributo 4034.

ACCONTO CEDOLARE SECCA: per quanto riguarda le scadenze, questo acconto, così come il saldo, segue le stesse regole dell’Irpef ma si calcola, secondo il cosiddetto metodo storico, applicando il 95% sull’imposta dovuta per il 2013.   Se nel 2014  fosse intervenuta una riduzione dell’imposta da versare,  si potrà invece applicare il metodo  previsionale, calcolando  il 95%  della nuova imposta stimata e pagando sempre al 1° dicembre la differenza di questo importo con  quanto già pagato come 1° acconto al 16 giugno.

La riduzione della  imposta che consente di applicare all’acconto il metodo previsionale può avvenire:

– se l’immobile è affittato con contratto a canone concordato, che dal 2014 ha subito una riduzione dell’aliquota della cedolare secca dal 15% al 10%

– se il contratto e stato risolto anticipatamente alla scadenza naturale del contratto oppure per sentenza di sfratto per morosità.

Attenzione comunque, anche in questo caso, a fare bene i conti, per non incorrere in successive sanzioni da pagare.

Ricordiamo  che il codice tributo da utilizzare per il 2° acconto cedolare secca è il 1841, mentre per il saldo sarà il codice 1842 e quello per il 1° acconto sarà il 1840.

Inoltre, così come per l’Irpef, se il 2014 è il 1° anno di opzione della cedolare secca, gli acconti non sono dovuti, perché non c’è imposta di riferimento dell’anno precedente.

SALDO TASI: Al 16 dicembre andrà pagata la Tasi nel seguente modo:

– si pagherà il saldo se si è pagato al 16 giugno il 1° acconto per i comuni che hanno deliberato entro maggio

– si pagherà il saldo se si è pagato il 16 ottobre il 1° acconto per i comuni che hanno deliberato entro il 10 settembre

– si pagherà tutto il dovuto se il comune non ha deliberato neanche entro il 10 settembre e quindi non si è pagato alcun acconto.

Codice tributo: 3959 per abitazioni principali e 3961 per altre abitazioni.

SALDO IMU: anche per l’Imu si effettuerà il saldo al 16 dicembre, facendo riferimento alle delibere comunali pubblicate entro ottobre sul sito del Dipartimento delle Entrate. L’aliquota verrà applicata sulle abitazioni diverse dall’abitazione principale e dalle abitazioni principali con categoria A1-A8-A9. In assenza di delibera pubblicata, si applicheranno le aliquote del 2013. Codice tributo: 3918.

SALDO TARI: Questa è l’unica imposta che verrà calcolata, bontà loro, dai comuni, i quali spediranno a casa il modello di pagamento già compilato.

DICHIARAZIONE DEI REDDITI TARDIVA: già che parliamo di scadenze, ricordiamo che, nonostante il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi per il 2013 sia scaduto al 30 settembre, chi avesse dimenticato di trasmetterla può ancora rimediare entro il 29 dicembre, ossia entro 90 gg. dalla scadenza, pagando una sanzione di 25 euro con codice  8911 con mod. F24, che corrisponde a 1/10 della sanzione intera di 258 euro. La dichiarazione così trasmessa e sanata con pagamento della sanzione ridotta per tardiva presentazione vale a tutti gli effetti. Gli importi dovuti andranno pagati applicando la sanzione da ravvedimento operoso pari al 3,75% e gli interessi all’1% annuale.

RAVVEDIMENTO: si ricorda che qualunque versamento dovuto, sia esso Irpef che Tasi che Imu, possono essere ravveduti con le stesse modalità previste dal ravvedimento operoso, come appena specificato, pagando sanzioni e interessi in proporzione all’imposta da pagare.

 

 

Tasse e Fisco


Piero Corradini


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