Il dramma avvenne il 22 marzo in un appartamento di Borgo Pinti

Firenze: condannato a 7 anni l’uomo che uccise la moglie malata di Alzheimer

di Redazione - - Cronaca

Il Palazzo di Giustizia a Firenze

Il Palazzo di Giustizia a Firenze

FIRENZE – Aveva ucciso per disperazione la moglie malata di Alzheimer durante la notte per non vederla più soffrire. Il dramma era successo all’alba di sabato 22 marzo 2014 in un elegante appartamento di Borgo Pinti a Firenze. Lui, Giancarlo Vergelli 83 anni, era rimasto per oltre un’ora a fianco della moglie Nella Burrini, 88 anni, che aveva appena strangolato e poi era uscito per andare a costituirsi.

Oggi il Gup del tribunale di Firenze lo ha condannato, con il rito abbreviato, a 7 anni e 8 mesi di reclusione.  L’anziano ha anche risarcito la figlia, che non si era costituita parte civile, donandole un appartamento.

«Non ce l’ho fatta più», aveva detto Vergelli agli agenti quasi increduli, spiegando che il suo gesto era legato a un repentino peggioramento della salute della moglie, sotto gli aspetti sia fisico sia mentale. L’uomo si era presentato al Commissariato di San Giovanni in via Pietrapiana, suonando il campanello verso le 8 di mattina.  Poteva andare verso la questura, più vicina a casa, ma ha preferito camminare più a lungo, attraverso il centro deserto, e poi costituirsi. Il pm Christine Von Borries aveva disposto per lui  gli arresti domiciliari in casa della figlia.

 

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