Rovente polemica sul futuro della Galleria

Firenze, Uffizi. Il direttore Natali s’infuria: «A Renzi dico: venderò cara la pelle»

di Redazione - - Cronaca, Cultura, Economia

Antonio Natali, Direttore degli Uffizi

Antonio Natali, Direttore degli Uffizi

FIRENZE – Un unico complesso museale per Uffizi, Corridoio Vasariano, Galleria Palatina, Palazzo Vecchio, Ponte Vecchio, Palazzo Pitti e i Giardini di Boboli. È il progetto condiviso dal ministro della Cultura Dario Franceschini con il sindaco di Firenze Dario Nardella. «Il percorso di una bellezza unica al mondo da Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti attraverso gli Uffizi, il Corridoio Vasariano, Ponte Vecchio, dovranno poterlo percorrere tutti», spiega Franceschini che oggi, 3 dicembre, a Firenze ha partecipato alla BTO – Buy Tourism Online.

Ma il ministro è intervenuto anche sul tema della selezione dei nuovi futuri direttori dei maggiori 10 musei italiani, una volta completata la sua riforma, a partire dal nuovo direttore-manager degli Uffizi. Ieri, l’attuale direttore, Antonio Natali, si era sentito chiamato in ballo, dopo l’annuncio senza mezzi termini, del premier Matteo Renzi, che «il nuovo direttore degli Uffizi lo troveremo con un bando e un avviso sull’Economist». «Ci saranno selezioni pubbliche – ha sottolineato Franceschini -. Del resto Natali ha fatto un lavoro formidabile in questi anni».

E l’ipotesi che Antonio Natali partecipi al concorso internazionale per la selezione del nuovo responsabile della celebre galleria prende corpo. Interpellato in proposito, Natali è andato giù duro: «Parteciperò con tutti i miei titoli accumulati qui, se sarà ammissibile la mia partecipazione. Non si deve pensare mai e poi mai che io scappi, bisognerà che io perda. Venderò cara la pelle».

«Io non aspiro ad andare in pensione, posso restare ancora qualche anno – ha proseguito – non mi piace l’idea di andare altrove, le cose da fare non mi mancano. E siccome si parla della mia pensione, voglio che se ne parli a ragion veduta». Alla luce dell’annuncio del premier, il direttore degli Uffizi ha spiegato di provare «molta amarezza dopo decenni di lavoro qua dentro».

Inoltre, ha poi sottolineato, «devo poi capire cosa succederà: quale sarà la vera funzione di un soggetto con capacità manageriali. A me potrebbe andar bene fare il direttore con un manager partecipe di un’impresa comune. Ma il vicedirettore agli Uffizi non lo faccio: altrove, lo farei da qualsiasi parte, ma qui no. Per dignità».

 

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