Il mistero della Natività rappresentato dal medioevo a oggi

Natale, il presepe: da Greccio (lo volle San Francesco, nel 1223) a quello fatto in casa con borraccina e carta stagnola

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

Un presepio allestito in un vecchio apparecchio radio

Un presepio allestito in una vecchia radio

FIRENZE – Natale si avvicina e nei luoghi di culto e in molte case si è fatto o si sta per fare il presepio. Ce ne sono di bellissimi in giro per l’Italia e anche la Toscana ne ha di famosi. Ci sono perfino un’infinità di presepi viventi allestiti nel giorno della Natività.

E pensare che, se la filologia non avesse sonnecchiato mentre si traduceva il libro profetico di Abacuc (3.2), una delle tradizioni più poetiche e popolari non esisterebbe: la frase «tra le epoche manifestala» divenne «tra gli animali» (per la somiglianza tra la parola greca “eoon” ovvero eoni/epoche e “zoon”, animali) e passò nella versione latina. Adesso naturalmente il testo di Abacuc è stato restaurato, ma la misteriosa profezia d’antan, collegata alla mangiatoia in cui i Vangeli canonici dicono essere nato Gesù e a un altro versetto della Bibbia dove si dice che «il bue conosce il proprietario e l’asino la greppia del padrone; ma Israele non conosce e il mio popolo non comprende» (Isaia, 1.3) ha avuto il tempo di lavorare sulla fantasia dei fedeli, specie di un santo-poeta particolarmente dotato di fervore e d’immaginazione.

Le prime immagini della Natività si trovano già nelle Catacombe di Priscilla, ma pare sia stato l’attuale patrono d’Italia ad elaborare il primo presepio: nel 1223 san Francesco allestì a Greccio una mangiatoia (lat. praesepium ‘mangiatoia chiusa da una siepe‘) con un bue e un asinello vivi, ancora senza la Sacra Famiglia, e in questo scenario, resa iconografica della povertà in cui era nato Cristo, tenne la predica di Natale per gli illetterati.

Non si tardò molto ad aggiungerci i protagonisti e i personaggi di contorno e ad allestire presepi di tutte le dimensioni, plastici o dipinti; il più antico almeno parzialmente conservato è quello di Arnolfo di Cambio in Santa Maria Maggiore a Roma (1280 c.), dove già dal sec. VII si venerava la reliquia della culla di Gesù.

Le rappresentazioni artistiche dei secoli successivi sono innumerevoli. Nelle case la tradizione è più recente, soltanto ottocentesca, ma si è radicata bene e resiste, magari associata a quella dell’albero di Natale. La carica poetica è tale, che si vedono presepi anche in famiglie in cui non ferve particolarmente la devozione.

Senz’altro è una festa per i bambini. Prepararlo è anche un buon esercizio di manualità e creatività plastica, visto il profluvio di personaggi che nel tempo, anche in barba alla logica e alla storia, si è finito con l’aggiungere alla Sacra Famiglia: pastori col gregge, animali di ogni tipo, lavoratori e venditori di ogni sorta nel pieno dell’attività… anche in inverno a mezzanotte. Ricordo ancora la gita tardo autunnale nei boschi vicini alla città alla ricerca del muschio (che comunque si trova in vendita a sacchetti, essiccato o finto, in cartolerie, supermercati e grandi magazzini). Poi si sceglieva l’angolo giusto, si ergeva il cielo stellato di stagnola e, con carta colorata verde e marrone, si fabbricavano un po’ di montagne, imbottendole di pallottole di giornali e magari aiutandosi con … la galleria del trenino: se è grande, può fungere anche da grotta per la Natività; se no, ci sono le capannucce vuote, sempre in cartolerie e magazzini, reali o in internet. Chi non ha la fortuna di ereditare un presepio di famiglia, magari con le statuine di gesso dipinto, non ha che da scegliere il materiale, in base al gusto e alle disponibilità: dal presepio in miniatura prefabbricato ai singoli elementi per costruirne uno anche di 500 pezzi (come quello del Museo diocesano di Bressanone) si trova di tutto; perfino gli effetti speciali per il paesaggio e i personaggi in movimento. Si va da pochissimi euro per i personaggi e gli accessori di plastica colorata ai prezzi un po’ più elevati per le versioni artigianali, magari in legno con vernici atossiche (minimo 9-20 euro a figurina; circa 300 l’intera capannuccia coi personaggi essenziali). Ci sono anche i presepi di carta da colorare e ritagliare, qualcuno scaricabile gratis dalla rete (basta digitare “presepi di carta” in google e visitare un po’ dei link che compariranno).  Con un po’ di fantasia, buona volontà e pazienza si può costruire un bel presepio. Anche personalizzato: magari tenendo davanti una stampa di quello di Greccio, in modo da essere aderenti al dettato di San Francesco, senza estemporanee divagazioni.

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