Clamorosa marcia indietro di Lupi (sollecitata dal premier Renzi)

Sciopero generale di venerdì 12 dicembre: il ministro revoca la precettazione dei ferrovieri. Ma treni fermi dalle 9 alle 16

di Paolo Padoin - - Cronaca, Primo piano

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Revocata la precettazione nelle ferrovie

La precettazione prevista nelle Fs è stata revocata e lo sciopero dei lavoratori previsto per domani durerà un’ora in meno rispetto alla proclamazione iniziale. «Ho tutelato così sia il diritto alla mobilità dei cittadini che il diritto allo sciopero». Lo ha affermato il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi al termine dell’incontro con i sindacati.

Il Ministro ha così spiegato la sua decisione: «di fronte alla segnalazione dell’Autorità garante degli scioperi che richiamava ‘il fondato pericolo di un pregiudizio grave e imminente ai diritti della persona costituzionalmente tutelati, ho voluto difendere il diritto alla mobilità dei cittadini. Nello stesso tempo, ritenendo che vada garantito il diritto allo sciopero, anche di fronte a uno sciopero che non condivido, sin da subito ho ritenuto di  dover dialogare con i sindacati coinvolti per contemperare entrambi i diritti».

«La ragionevolezza dimostrata dai sindacati, (Cgil, Uil, Ugl e Orsa da una parte e CAT dall’altra) che hanno ridotto il tempo sia dello sciopero di domani (che finisce alle 16 invece che alle 17 con un grande vantaggio per i pendolari) sia di quello di sabato e domenica (che salva la fascia serale di sabato iniziando alle 24 invece che alle 21), e la rassicurazione di Trenitalia sulla possibilità di ridurre così i disagi per cittadini ho deciso revocare il provvedimento di precettazione», ha concluso.

Dopo l’annuncio della precettazione c’erano state veementi critiche dei sindacati in particolare della Cgil, come ha riportato Firenzepost nella lente d’ingrandimento a firma del Segretario regionale della Cgil Alessio Gramolati. I sindacati si erano rivolti alle massime autorità dello Stato per la tutela di un diritto garantito dalla Costituzione. Il premier Renzi, dalla Turchia, viste queste reazioni, aveva ribadito che il diritto di sciopero era perfettamente legittimo, anche se lui non era d’accordo con le motivazioni di questa agitazione. In questa circostanza dunque il Ministro Lupi si è accorto di aver agito forse troppo precipitosamente nel disporre la precettazione, e ha trovato la giustificazione della riduzione di un’ora dello sciopero per fare precipitosamente marcia indietro. Ma resta la figuraccia di un Governo che non riesce a trovare una linea unitaria neppure in queste occasioni, lasciando nell’incertezza i cittadini che debbono decidere se spostarsi o meno, confidando nella regolarità del servizio ferroviario.

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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