Toscana Aeroporti: ecco la nuova società unica degli scali di Firenze e Pisa. Ma Ateneo e Consiglio regionale preparano battaglie

L'aeroporto Galilei di Pisa
L'aeroporto di Firenze Amerigo Vespucci
L’aeroporto di Firenze Amerigo Vespucci

FIRENZE – Si chiamerà Toscana Aeroporti la nuova società aeroportuale che nascerà dalla fusione di Sat e Adf. Lo sostiene Marco Carrai, presidente di Adf.

«Andando a fine gennaio alle assemblee» delle due società di Pisa e Firenze chiamate ad approvare la fusione, ha detto Carrai oggi 15 dicembre, «è molto probabile che il nuovo soggetto unico ci sarà per fine marzo».

«Ho sentito molte cose nell’ultimo periodo – ha aggiunto il presidente di Adf -, che gli aerei sorvoleranno a 100 metri la cupola del Duomo di Firenze: non è vero».

«Ho aspettato che l’Enav, il soggetto nazionale titolato a definire punti di atterraggio e salita – ha sottolineato -, ci dicesse ufficialmente quali sono. Una volta che le ho avute, posso dire che gli aerei non passeranno sopra la cupola del Duomo. La pista di Firenze è monodirezionale, si atterra e si riparte da nord: è chiaro che talvolta per problemi di sicurezza ci può essere un riattacco, ma calcolandoli su quelli di oggi saranno 40 anche con 4 milioni di passeggeri. Questo riattacco passerà dalla zona est di Campo di Marte».

Sulla questione dell’aeroporto di Peretola è intervenuto oggi anche il rettore dell’università, Alberto Tesi. La nuova pista con diverso orientamento e sensibilmente più lunga dell’attuale (sarà di 2400 metri) impatterà pesantemente, secondo docenti e ricercatori, sul Polo Scientifico di Sesto Fiorentino.

«Stiamo valutando ogni possibile iniziativa», ha detto Tesi. «La posizione dell’Ateneo non è mai stata contraria al potenziamento», ha spiegato, ma «c’è il problema del piano edilizio dell’Università su Sesto», e quindi bisogna capire cosa sarà possibile edificare con la presenza della nuova pista. «Se avevamo previsto di costruire alcune cose, sarà possibile farlo? Fra quindici anni quale sarà il volume dell’aeroporto?». Quindi, ha concluso il rettore, «se non potremo usare quella volumetria prevista» dal piano particolareggiato, ovvero 1,5 milioni di metri cubi per 427 mila metri quadrati di superficie, «credo che ci sia un danno patrimoniale».

Tamburi di guerra anche, e soprattutto, in Consiglio regionale. Le sedute di domani e di mercoledì 17 dicembre si preannunciano roventi per il governatore Enrico Rossi. Le opposizioni vogliono metterlo sulla graticola. E lo stesso partito democratico è diviso. «Finalmente verrà data risposta – ha spiegato la capogruppo di Rifondazione comunista, Monica Sgherri -, all’interrogazione di cui sono prima firmataria, che chiede cosa intenda fare la Regione di fronte alla scelta di Enac di optare per la pista di 2400 metri (e non di 2000 come votato dal Consiglio Regionale), e soprattutto che non vi siano furbizie o scippi del ruolo del Consiglio, cioè che la cosa torni in Consiglio e non si decida in altra sede (conferenza di servizi), facendo di tutto per arrivare a fine legislatura».

Ma gli strali di Sgherri arrivano anche al sindaco Dario Nardella. «Dopo lo scoppio della questione “polo scientifico” con il vero e proprio “grido di dolore” del rettore sulla negazione di futuro al polo stesso a causa della pista aeroportuale – ha proseguito la consigliera regionale -, avere le risposte alle questioni poste nell’interrogazione risulta ancora più necessario ed urgente. Tanto più di fronte alle sconcertanti parole del Sindaco di Firenze – riportate dalla stampa – che nella sostanza dice che fra pista e polo è la prima e non il secondo ad  avere la priorità, e cioè il Polo a subire l’eventuale onere di cambiare i progetti. Come si può giustificare di fatto il “bruciare” gli investimenti fatti per realizzare il polo e precludere il suo sviluppo? Chi pagherà il danno economico che ne scaturirà? Motivi, veri e propri macigni, in più per avere risposte all’interrogazione presentata e perché il Consiglio venga coinvolto nelle decisioni della Regione, senza scorciatoie e furbizie».

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Domenico Coviello

Giornalista

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