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Firenze, restauro del Battistero. Appello di Nardella ai privati: «Serve il vostro sostegno economico»

Lavori di restauro al Battistero di Firenze
Lavori di restauro al Battistero di Firenze

FIRENZE – In occasione della presentazione degli interventi per realizzare il nuovo Museo dell’Opera del Duomo, oggi 17 dicembre, il sindaco Dario Nardella ha rivolto un forte appello ai privati per finanziare il restauro del Battistero di San Giovanni.

«Alla luce di esempi di imprenditori che hanno scommesso e creduto nella propria città – ha detto il primo cittadino -, faccio appello a tutto il mondo dell’economia fiorentina a dimostrare senso di gratitudine per Firenze». «Tutti abbiamo un obbligo morale di restituzione per questa città – ha sottolineato -. Lo dico ai commercianti, agli imprenditori, ai professionisti, a tutto quel mondo che vive e lavora grazie al nome di questa città: sostenete il progetto di restauro del Battistero».

Come segno tangibile, Nardella ha rivelato che «la scorsa settimana ho incontrato la soprintendente Marino, e abbiamo convenuto di utilizzare circa 300 mila euro dell’accordo Bondi-Renzi come contributo al restauro del Battistero. È una cifra di un certo significato, non sufficiente, ma è un modo di dire che Comune e Stato si impegnano per un bene della città. Ci auguriamo che altrettanto possano fare le realtà di Firenze».

Dal canto suo, appresa la notizia, l’Opera del Duomo ha espresso la sua soddisfazione. «Il sindaco per primo sa che non è sufficiente, e infatti ha fatto l’appello per integrarlo, ma 300 mila euro sono un apporto consistente», ha commentato Franco Lucchesi, presidente dell’Opera del Duomo. «Se chi ha ricevuto l’appello lo raccogliesse anche in minima parte, probabilmente riusciremmo ad andare avanti», ha aggiunto, ricordando l’investimento complessivo di 45 milioni di euro per il nuovo museo dell’Opera del Duomo, di cui 31 milioni solo nel biennio 2014/15. «Abbiamo fatto un accordo con le banche per una decina di milioni – ha spiegato -, ai ritmi di incasso che abbiamo confidiamo di poter restituire questi soldi nell’arco di 4 anni, pur sapendo che a partire da ora la manutenzione programmata impegnerà la totalità delle risorse che incassiamo per permettere di tenere queste opere sempre a un livello accettabile e non dover ricominciare da capo ogni 30 anni, cosa che non ci possiamo più permettere».


Domenico Coviello

Giornalista

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