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L'impresa presenta il conto (da sinistra Massimo Biagioni, Direttore Confesercenti Toscana, Nico Gronchi, Presidente provinciale Confesercenti e Alberto Marini, Direttore provinciale Confesercenti)

Confesercenti Firenze, Nico Gronchi: «Un premio alle imprese che resistono alla crisi»

L'impresa presenta il conto (da sinistra Massimo Biagioni, Direttore Confesercenti Toscana, Nico Gronchi, Presidente provinciale Confesercenti e Alberto Marini, Direttore provinciale Confesercenti)
Al centro Nico Gronchi, Presidente provinciale Confesercenti Firenze, alla sua destra Massimo Biagioni, direttore generale di Confesercenti Toscana

FIRENZE – «Invece di andare dalle istituzioni a chiedere cosa possono fare per noi, vogliamo presentarci a loro con nuovi progetti di sviluppo». Così Nico Gronchi, il presidente di Confesercenti Firenze, ha presentato oggi, 22 dicembre, le iniziative dell’associazione di categoria per ripartire nel 2015 come «motore di sviluppo» del territorio.

Presto vedranno la luce tre progetti innovativi, ha spiegato Gronchi, ma anche un «premio alle imprese che resistono», un nuovo programma di eventi da definire entro l’estate, e due progetti a tema enogastronomico in vista dell’Expo di Milano, a maggio prossimo.

«Ogni mese presenteremo dossier tematici ai parlamentari del territorio – ha detto Nico Gronchi -. Entro la primavera presenteremo tre progetti. Uno sarà sullo sviluppo urbano, ispirandoci alle capitali europee, da discutere con tutta la città metropolitana. Poi, stiamo studiando le buone pratiche europee per le aggregazioni di imprese, perché i centri commerciali naturali vanno ripensati. Infine, un progetto su innovazione e impresa diffusa: chiameremo i ricercatori del Mit di Boston e li faremo parlare su dove sta andando il nostro mondo, con la tecnologia e l’e-commerce».

Riprogettare i centri commerciali naturali e, più in generale, l’impresa diffusa, appare particolarmente significativo anche alla luce di alcuni dati sui consumi alimentari sotto le feste di Natale, forniti sempre oggi da Confesercenti nazionale, in base a un sondaggio effettuato con la società Swg. Complice la crisi, infatti, quest’anno il 92% degli italiani trascorrerà in casa la serata del 25 dicembre: il 7% in più rispetto al 2007, l’ultimo anno prima della crisi economica mondiale. Solamente il 2% andrà al ristorante e un altro 2% sarà in vacanza, mentre l’1% (circa 500 mila persone) dovrà lavorare per assicurare i servizi essenziali.

Secondo il sondaggio di Confesercenti-Swg, la spesa per il cenone si aggirerà in media poco sotto i 100 euro, vale a dire 94 euro. Prima della crisi, nel 2007, si spendevano mediamente 106 euro. Un carrello della spesa che ha stentato a decollare, praticamente fermo fino a pochi giorni fa, che sta accelerando solo adesso a ridosso del 24 dicembre. Ma questo settore sconta un 2014 pesantemente condizionato dalla netta flessione dei consumi, specialmente quelli alimentari, accusando cali di vendite che vanno dal 10 al 20%. Quanto ai menu prevalgono nettamente i piatti delle diverse tradizioni regionali, si tengono d’occhio come mai le promozioni, seguendo la tradizione con panettoni, frutta secca ed esotica, spumanti e vini italiani.

confesercenti


Domenico Coviello

Giornalista

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