Incendio sul traghetto dalla Grecia: un morto. Ancora in quasi 300 a bordo nella notte in balia di fumo, fiamme e gelo

Le operazioni di soccorso della Marina Militare per salvare i naufraghi del Norman Atlantic
Le operazioni di soccorso della Marina Militare per salvare i naufraghi del Norman Atlantic

ROMA – Un incendio partito dai garage della nave, carichi di decine e decine di container pieni di olio, ha trasformato il traghetto Norman Atlantic in servizio tra la Grecia e l’Italia in un inferno di fuoco e fumo: attorno alle 22 del 28 dicembre, dopo 18 ore, era stata recuperata una vittima, la nave è ancora in fiamme e a bordo restano un po’ meno di 300 persone; circa 190 quelle mese in salvo dai soccorritori. Tra i feriti trasportati in Puglia anche bambini in stato di ipotermia. A bordo del traghetto ci sarebbe anche la soprano greca Dimitra Theodossiou. È attesa in Italia per le prove del Nabucco, in vista delle recite del 1 e 3 gennaio a Rimini, poi il 5 gennaio sarebbe impegnata a Cerreto Guidi nell’empolese, in Toscana per un recital di beneficenza.

È stato intanto sostituito con un cavo in acciaio-nylon l’altro cavo, di solo nylon, che si era spezzato dopo l’aggancio del Norman Atlantic da parte del rimorchiatore Marietta Barretta. Lo si è appreso da fonti della Capitaneria. Il traghetto è attualmente fermo per consentire le operazioni di soccorso dei naufraghi, ma non si esclude che durante la notte si possa decidere di iniziare le operazioni di traino della nave con i passeggeri a bordo.

«Bruceremo come topi, siamo in pericolo e non so quanto resisteremo» è il drammatico racconto di chi è ancora sul ponte della nave. L’incubo inizia alle 4.30 del mattino a una ventina di miglia dalle coste dell’Albania: il traghetto, di proprietà della società armatrice Visemar di navigazione, era partito da Patrasso e, dopo una sosta ad Igoumenitsa, era atteso ad Ancona alle 17. La Norman Atlantic era stata noleggiata dalla compagnia greca Anek Lines per sostituire la nave Ellenic Spirit, attualmente in manutenzione: il contratto sarebbe scaduto a metà gennaio.

Cosa abbia scatenato le fiamme saranno le inchieste a chiarirlo; forse un corto circuito, forse un problema ad uno dei 128 camion nel garage, alcuni carichi d’olio. Secondo alcuni camionisti il traghetto era sovraccarico e la «parte alta dei mezzi pesanti faceva attrito con il soffitto del garage, può essere che una scintilla sia partita da lì». E sarà sempre l’inchiesta a chiarire se vi siano state delle carenze alle porte tagliafuoco: un’ispezione effettuata 10 giorni fa dall’organizzazione internazionale «Paris Mou» aveva evidenziato un malfunzionamento proprio delle strutture che devono impedire alle fiamme di propagarsi. Ma l’armatore della nave, Carlo Visentini, smentisce: «Il problema c’era ma è stato subito risolto. Il traghetto era pienamente funzionante».

Fatto sta che l’incendio si è propagato molto velocemente raggiungendo i ponti superiori. Il traghetto è diventato immediatamente ingovernabile e il comandante ha dichiarato l’abbandono nave. Nonostante questo da bordo sono riusciti a calare una sola scialuppa, con cui sono state messe in salvo una quarantina di persone. L’equipaggio sarebbe anche riuscito a contenere il fuoco al ponte 5, ma le altissime temperature e soprattutto il fumo denso rischiano di trasformare il traghetto in una bara d’acciaio per centinaia di persone. «Siamo sul ponte, stiamo morendo di freddo e soffochiamo per il fumo, l’incendio si sta estendendo sempre di più, i pavimenti sono bollenti e non so se ce la faremo» ha raccontato Yorgos Stiliaras, uno dei passeggeri greci a bordo.

«Le scarpe si stanno fondendo e non possono portarci via – ha aggiunto un altro – il tempo è troppo brutto, c’è molto fumo e abbiamo molte difficoltà a respirare, non si vede nulla». Il premier Matteo Renzi, rientrato a palazzo Chigi, ha sentito due volte il primo ministro greco Samaras e ha ricevuto il ministro degli Esteri Gentiloni. «Stiamo seguendo la vicenda – ha twittato – con il massimo coinvolgimento della nostra Marina».

 

Il traghetto Norman Atlantic avvolto da fumo e fiamme
Il traghetto Norman Atlantic avvolto da fumo e fiamme

Sul traghetto ci sono 478 persone, di cui 422 passeggeri e 56 membri dell’equipaggio; 44 sono italiani – tra cui il comandante Argilio Giacomazzi – 54 turchi, 22 albanesi, 18 tedeschi. E poi ancora francesi, svizzeri, russi, bulgari, siriani, afghani e soprattutto greci, che sono quasi la metà di quelli che si trovano sul traghetto. E greca è l’unica vittima al momento accertata: si tratta di Georghios Doulis, un uomo che è morto mentre cercava di raggiungere una scialuppa di salvataggio. Il suo corpo è stato recuperato e trasferito con una motovedetta a Brindisi dove sono stati portati anche i 4 feriti più gravi, due che erano a bordo della nave, un aerosoccorritore della Marina e un militare delle Capitanerie di Porto.

Con gli elicotteri sono stati trasferiti in Italia anche diversi bambini e donne: assistiti dai medici e portati in ospedale, presentano sintomi di ipotermia ma nessuno di loro è in pericolo di vita. A rendere ancora più difficili i soccorsi, coordinati dall’Italia, anche le condizioni meteo proibitive. Per tutta la mattina il mare forza 7-8 ha alzato onde di oltre cinque metri, rendendo impossibile qualsiasi manovra di avvicinamento alla nave in fiamme.

Secondo alcuni testimoni inoltre il traghetto sarebbe già inclinato e dunque sarebbe ancora più difficile riuscire a mettere in mare i mezzi di soccorso. Nel pomeriggio le condizioni sono leggermente migliorate ma il vento di 35-40 nodi e la visibilità scarsa ha costretto i soccorritori ad operare solo con gli elicotteri. I velivoli della Marina, dell’Aeronautica e della Guardia Costiera italiana, per tutto il giorno hanno così fatto la spola tra il traghetto e le navi presenti in zona: quelle italiane, quelle greche e albanesi e i mercantili dirottati in zona.

L’arrivo del buio ha costretto ad un ulteriore rallentamento delle operazioni anche se nel tardo pomeriggio uno dei rimorchiatori partiti da Brindisi, dopo ore di tentativi, è finalmente riuscito ad agganciare il traghetto, che si trova a circa 13 miglia delle coste di Valona: mettendo la prua al vento sarà più facile stabilizzarlo e spingere il fumo verso poppa, in modo da rendere più rapide le operazioni di trasbordo.

Ma i soccorritori sanno che è una corsa contro il tempo: le condizioni dei passeggeri e dell’equipaggio, che sono sui ponti scoperti della nave e sono allo stremo delle forze, peggiorano di ora in ora. E se non si riesce a domare l’incendio definitivamente, nessuno può esser certo che la nave resti a galla il tempo necessario per consentire di evacuare tutti.

++++AGGIORNAMENTO DELLE 8,04 ++++ Sono al momento 290 le persone salvate, mentre, 188 quelle ancora da salvare. La Marina militare sta coordinando le operazioni di soccorso. Le persone da salvare sono sempre sul ponte più alto del traghetto Norman Atlantic.  Quanto ai naufraghi, è arrivato al porto di Bari il  mercantile portacontainer Spirit of Piraeus con 49 persone a bordo. La nave sta tentando di entrare nel porto, ma il vento forte sta rendendo difficili le operazione di soccorso.

++++AGGIORNAMENTO DELLE 9,14 ++++ Al momento sono 85 i passeggeri tratti in salvo sulla nave San Giorgio mentre un cardiopatico è stato trasportato a Grottaglie con un elicottero. Lo comunica in un tweet la Marina militare che ha fatto il punto sulla situazione dei soccorsi alla Norman Atlantic. A bordo del traghetto ci sono ancora 168 persone.

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Domenico Coviello

Giornalista

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