Rogo sul traghetto dalla Grecia, sbarcati a Bari 49 naufraghi. Tanti ancora da salvare a bordo

Traghetto in fiamme, al porto di Bari l'attesa della portacontainer con 49 naufraghi
Traghetto in fiamme, al porto di Bari l’attesa della portacontainer con 49 naufraghi

ROMA – Dopo una notte in mezzo al Mare Adriatico in balia del fumo, delle fiamme e del freddo a bordo del traghetto Norman Atlantic incendiato, nella prima mattina di oggi 29 dicembre sono oltre 300 le persone, fra passeggeri e membri dell’equipaggio messi in salvo dai soccorritori.

Sono invece poco più di 150 quelle ancora sul traghetto. La Marina Militare, che sta coordinando le operazioni di salvataggio, ha inviato in aiuto ai soccorritori anche la nave Durand De la Penne. Dall’account Twitter della Marina Militare arrivano ormai a distanza di pochi minuti aggiornamenti in tempo reale sull’evolvere della situazione.

Questo il bilancio della situazione alle 8:30, secondo i dati della Marina: sono 310 le persone salvate, 168 ancora a bordo del traghetto. A Bari, intanto, è cominciato dopo le 8 lo sbarco di 49 passeggeri tratti in salvo su una nave portacontanier. Sono invece 85 i passeggeri tratti in salvo sulla nave San Giorgio. Di questi, un passeggero è stato portato a Grottaglie con elicottero eh101 per cardiopatia.

Stamani a SkyTg24 il caporeparto operativo della Guardia Costiera, ammiraglio Giovanni Pettorino, ha spiegato che 34 sono state le sortite in elicottero per il salvataggio dei passeggeri. «La nostra priorità – ha spiegato Pettorino – è il soccorso alle persone. Le condizioni meteo e del mare rimangono molto complicate». A bordo ci sono ancora alcuni focolai presenti.

AGGIORNAMENTO ORE 9.45  «Ho visto quattro persone morte, con i miei occhi, sono sicurissimo, erano davanti a me». Lo ha detto ai giornalisti un uomo di nazionalità turca, appena sceso dalla nave mercantile che lo ha portato, insieme con altri 48 naufraghi del traghetto Norman Atlantic, nel porto di Bari. «Sulla lancia – ha raccontato il naufrago ai giornalisti – avevamo quattro morti, due uomini e due donne, credo, perché al buio non si vedeva bene». «Molta gente – ha continuato l’uomo – è caduta in mare purtroppo. Ho visto anche una decina di persone che erano a bordo di una lancia che poi sono finite in mare e non so proprio che fine abbiano fatto». «Sentivamo urlare ‘fire’, ‘fire’, fuoco fuoco e in cinque minuti – dice l’uomo – tutta la nave era a fuoco. Era buio e c’era molto fumo. C’è stato poco da fare: molta gente è svenuta, siamo rimasti isolati». L’uomo sarebbe dovuto andare a Roma dove avrebbe trascorso il Capodanno insieme con amici.

«HO VISTO MORIRE MIO MARITO» «Io e mio marito siamo stati più di 4 ore in acqua: ho tentato di salvarlo ma non ci sono riuscita, lui mi diceva ‘moriamo, stiamo morendo’»: così il racconto di Teodora Doulis, di 56 anni, greca, moglie di Georghios Doulis62 anni, morto durante le fasi successive all’incendio divampato a bordo del traghetto. La donna è ricoverata nel reparto di ortopedia dell’ospedale «Santa Caterina Novella» di Galatina: ha riportato una forte contusione al costato e agli arti inferiori e superiori oltre a varie escoriazioni. «Ho visto morire mio marito. Eravamo sullo scivolo della nave, – ha raccontato – lui davanti, io dietro. A un certo punto lui è rimasto impigliato ad un telo di plastica e io non riuscivo a scendere, ci davano fretta e ci dicevano di scendere, ed eravamo bagnati perché raggiunti dai getti d’acqua utilizzati per spegnere le fiamme. Alla fine siamo scesi, sia io che mio marito, in acqua. C’era una nave ma era troppo lontana per poterci soccorrere. Siamo rimasti così più di quattro ore, nuotavo, per fortuna non avevo gli stivali. A mio marito usciva sangue dal naso, forse perché aveva battuto la testa alla nave. A un certo punto – continua il racconto della donna – è arrivato un soccorritore, ha tentato di tagliare il telo in plastica in cui era rimasto intrappolato mio marito e quando al secondo tentativo ci è riuscito, mio marito è morto tra le sue braccia».

I naufraghi soccorsi e trasportati in ospedale
I naufraghi soccorsi e trasportati in ospedale

AGGIORNAMENTO ORE 11.44 Sono 363 le persone al momento tratte in salvo mentre 115 sono ancora a bordo della Norman Atlantic. E’ l’aggiornamento, via twitter, della Marina Militare sulle operazioni di soccorso del traghetto, ancora al largo delle coste albanesi. Nella zona è in azione anche la nave De La Penne con un elicottero di bordo. E sono due le inchieste aperte: la procura di Brindisi, come quella di Bari, ha aperto un’inchiesta per il naufragio. L’ipotesi di reato è naufragio colposo e omicidio colposo. Lo riferisce il procuratore, Marco Dinapoli.

 

grecia, norman atlantic, traghetto


Domenico Coviello

Giornalista

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.

Firenze Post è una testata on line edita da Toscana Comunicazione srl
Registro Operatori della Comunicazione n° 23080