L'analisi del provvedimento punto per punto

Polizia, allarme sulla legge di Stabilità. I sindacati Sap e Silp: «Nel 2015 ogni agente perderà 1.800 euro»

di Paolo Padoin - - Cronaca

La Polizia di Stato

La Polizia di Stato

ROMA – «La Legge di Stabilità? Per noi è una fregatura colossale». A dirlo, dopo aver esaminato capitolo per capitolo la manovra economica appena varata dal governo, è Gianni Tonelli, segretario generale del Sindacato autonomo di polizia. Secondo i calcoli del Sindacato ciascun poliziotto perderà 1.800 euro in media l’anno, le dotazioni e i presidi saranno ridotti, le pensioni e le carriere subiranno contraccolpi negativi. L’Ufficio studi del Sap, sindacato autonomo di polizia, ha infatti elaborato un’analisi degli aspetti positivi (pochi) e negativi (molti) della legge di stabilità per gli appartenenti alla Polizia di Stato. Riteniamo interessante farne una rapida sintesi, suddividendo la trattazione in due.

Cominciamo con gli aspetti positivi: è soltanto uno.

ASSEGNI – Dal 1° gennaio 2015 saranno pagati l’assegno di funzione, gli avanzamenti di qualifica, l’indennità di omogeneizzazione e automatismi vari (es. Ispettore capo dopo 10 anni nella qualifica e direttivi dopo 13 anni nel ruolo). Pertanto, chi ha maturato tali voci del trattamento economico fisso durante questi 4 anni, li comincerà a percepire dal 1° gennaio 2015. Da questi benefici sono pressoché esclusi tutti i colleghi con un’anzianità di servizio da 0 a 4 anni, da 21 a 27 anni, da 31 a 32 anni e superiore a 36 anni.

 Molti di più sono invece gli aspetti negativi.

BLOCCO – Ancora per un anno (2015) ci sarà il blocco dell’incremento annuale Istat del trattamento economico a favore del personale dirigente e del personale direttivo con trattamento economico dirigenziale. Per lo stesso personale c’è la proroga nel 2015 del blocco della progressione automatica degli stipendi. In sostanza, anche il 2015 non sarà utile ai fini della maturazione delle classi e degli scatti di stipendio (incremento stipendiale corrisposto ogni due anni di servizio al personale dirigente e a quello direttivo con trattamento dirigenziale), con un notevole danno economico per questo personale che, di fatto, si vedrà congelato il proprio trattamento economico, a fronte delle immutate responsabilità di cui sono titolari.

PROMOZIONE – Viene abrogata la norma che prevede, per la Polizia di Stato, la promozione alla qualifica superiore del dirigente generale e dirigente superiore di P.S. all’atto della cessazione dal servizio.

PROROGA – Viene sancita la proroga del blocco dei rinnovi contrattuali e negoziali fino al 31/12/2015. Sino al 31/12/2018 l’ammontare dell’indennità di vacanza contrattuale sarà ferma a quella in godimento al 31/12/2013. Grazie anche ai provvedimenti messi in campo dal Governo, è presumibile ipotizzare per i prossimi anni una crescita dell’economia e una conseguente ripresa del tasso inflattivo, che potrebbe raggiungere come in passato almeno il 2 %. Siccome nelle more del rinnovo contrattuale deve essere corrisposto lo 0,50 per cento dell’inflazione programmata (cosiddetta “indennità di vacanza contrattuale”), il blocco del Governo agli attuali parametri deflativi comporta un danno di un punto percentuale. Su 3.000 euro lordi di stipendio medio, parliamo di 30 euro al mese, cioè 400 euro annui: questo è il danno economico per ciascun poliziotto. Questa proroga della “vacanza” contrattuale per altro è un chiaro segnale del fatto che i contratti saranno bloccati fino al 2019.

PENSIONI – La manovra approvata dal parlamento prevede anche una modifica alla Legge Fornero relativa al calcolo della rendita pensionistica. Il provvedimento riguarda tutti coloro che sino al 2011 si sarebbero visti determinare la pensione con il sistema retributivo. Si tratta di chi si è arruolato prima del dicembre 1980. Tale personale, che dal 2012 aveva continuato a maturare la pensione con il sistema contributivo, si vedrà decurtata tutta la parte eccedente il superamento la misura della pensione determinata sul massimo della base pensionabile, ovvero dell’80 per cento delle ultime retribuzioni. In soldoni, vi sarà una perdita sulla pensione per ciascun anno lavorato dal 2012 in poi di circa 25-40 euro netti medi al mese. Se a ciò si aggiunge che tale personale, accedendo alla pensione con il requisito della vecchiaia, non potrà più ricorrere al cosiddetto moltiplicatore che comporta un incremento del montante contributivo di cinque volte, possiamo stimare che per molti il danno sarà tra i 500 e gli 800 euro mensili per le qualifiche di base.

CARRIERE – Sono stati nei fatti «requisiti» tutti gli accantonamenti residui per il Riordino delle carriere del 2011, 2012 e 2013. Requisiti anche quelli del 2014 e del 2015  per un totale di circa 251 mln di euro, un ulteriore danno economico procapite di circa 650 euro annuali. La legge di stabilità annulla nei fatti l’Accordo Nazionale Quadro. Prevista infatti una revisione degli accordi da avviarsi entro 30 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Stabilità (e da stipulare entro 3 mesi), che dovrà tenere conto delle misure di spending review attuate a partire dal 2010 (d.l. 78/2010), quindi presumibilmente presupposti più stringenti per il pagamento delle indennità accessorie quali cambio turno, reperibilità, gestione riposi compensativi che potranno diventare in parte obbligatori, diminuzione del trattamento per reparti mobili, flessibilità, impiego del personale ultracinquantenne, ecc. per un danno stimato di circa 400 euro pro-capite annuali. Inoltre, si dovrà tener conto del parziale blocco del turn over e del conseguente innalzamento dell’età media del personale in servizio.

DOTAZIONI – Scarseggiano un po’ dappertutto anche le dotazioni e gli strumenti necessari. Ad esempio, proprio in questo periodo invernale, il Sap di Pistoia segnala che gli operatori debbono svolgere il proprio servizio, quando tra l’altro è previsto neve e ghiaccio su tutto il territorio del pistoiese, con un’autovettura su cui dovrebbero essere montate le gomme termiche, ma che purtroppo per mancanza di fondi, monta tre pneumatici da neve ed uno estivo. In questi giorni poi, denuncia il sindacato, della metà delle autovetture utilizzate dalle volanti sono ferme, in attesa di una riparazione, che probabilmente non ci sarà, ed il distributore di carburanti installato in questura, che serve tutta la provincia, non funziona non permettendo così il rifornimento alle auto che ancora funzionano.

Sono stati sottratti 50 milioni di euro dal fondo Inps ex Inpdap che viene incrementato dagli interessi attivi della mutualità dei pubblici dipendenti. In sostanza, paghiamo una quota fissa obbligatoria in busta paga (o,35%) per accedere a queste forme di assistenza (prestiti, mutui, borse di studio) e ancora una volta il Governo ci sottrae d’impero risorse accumulate anche grazie ai nostri “versamenti coatti”. Il risultato è altri 400 euro pro-capite in meno annuali sul trattamento economico delle donne e degli uomini in divisa.

PRESIDI – A tutto ciò si aggiunga il progetto di prossima chiusura di 251 presidi di polizia stradale, polfer, postale, frontiera più alcuni reparti speciali, come squadre nautiche e pattuglie ippomontate, in tutta Italia entro breve. Si tratta di un’operazione che, spacciata per «razionalizzazione» e «rimodulazione» dei presidi di polizia non ha, in realtà, altro nome che chiusura feroce ed indiscriminata di Uffici di fondamentale importanza per la sicurezza del Paese e dei cittadini. Una chiusura finalizzata soltanto al recupero di risorse umane, cioè a ridurre il personale che già oggi è sotto organico di 18.000 unità! Non a caso, le assunzioni di personale dei Corpi di polizia previste per il 2015, non potranno avere, con alcune eccezioni, una decorrenza anteriore al 1° dicembre 2015 (con un risparmio di spesa stimato di 27 mln di euro). Nei fatti si recuperano unità dalla chiusura degli uffici.

SILP CGIL – Su questi temi interviene anche il sindacato Silp che osserva: Le recenti norme introdotte dalla legge di stabilità «che determineranno di fatto tagli linerari sulle pensioni, qualora dovessero essere applicate anche al personale del comparto sicurezza, difesa e Vigili del Fuoco, produrranno effetti deflagranti e nocivi per la sicurezza dei cittadini». Secondo quanto sostiene il segretario del sindacato, Daniele Tissone, il personale colpito dalle recenti norme, «alla luce dei disincentivi tesi a permanere in servizio, abbandonerà presto Questure e Commissariati con la previsione di un calo, tra le forze di Polizia, di oltre 12.000 unità nel corso del 2015». Si determinerà quindi «un pericoloso vuoto in organico difficilmente colmabile» con una inevitabile conseguente riduzione dei servizi.

Dunque la situazione dipinta dai sindacati per la Polizia di Stato (ma la situazione è grosso modo analoga anche per le altre Forze dell’ordine e per i Vigili del fuoco) dimostra che il Governo Renzi ha posto le premesse per l’invecchiamento ulteriore degli effettivi, per la riduzione degli organici e delle dotazioni, per la riduzione dei presidi, per un impoverimento del trattamento economico complessivo degli addetti. E tutto questo mentre i sabotaggi alle linee ferroviarie sono all’ordine del giorno, i delitti non scompaiono certo, così come le ruberie, e le calamità naturali colpiscono il nostro paese. Una situazione che noi affronteremo con le difese della sicurezza pubblica oggettivamente impoverite. Altro che rinnovamento.

 

Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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