Avrebbe compiuto 60 anni il prossimo 19 marzo

Morto Pino Daniele: colpito da infarto nella sua casa di Magliano in Toscana

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Cultura

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GROSSETO – Il cantante napoletano, che avrebbe compiuto 60 anni il 19 marzo, è stato stroncato nella notte da un infarto. Lascia cinque figli. Pino Daniele si sarebbe sentito male nella sua casa di campagna a Magliano in Toscana, in provincia di Grosseto, secondo quanto riferisce Il Mattino, citando il figlio e tour manager del cantante, Alessandro. La corsa a Roma, dal cardiologo che lo aveva in cura, è stata vana. Pino Daniele è morto nella clinica capitolin poco dopo il ricovero. Non manca chi sostiene che sarebbe stato meglio trasferirlo subito all’ospedale di Grosseto, per metterlo in sicurezza, prima di un eventuale viaggio verso Roma. Ma ormai sono discussioni che lasciano il tempo che trovano.

Il primo a confermare su Facebook la notizia, trapelata nelle prime ore del giorno, e’ stato Eros Ramazzotti: “Anche Pino ci ha lasciato”, scrive il cantante su Facebook. “Grande amico mio, ti voglio ricordare con il sorriso mentre io, scrivendo, sto piangendo. Ti vorrò sempre bene perché eri un puro ed una persona vera oltre che un grandissimo artista. Grazie per tutto quello che mi hai dato fratellone, sarai sempre accanto al mio cuore. Ciao Pinuzzo…..”. Riecheggiano ancora le note della sua esibizione a Courmayeur, durante L’Anno che verrà, lo show di Rai 1 condotto da Flavio Insinna per celebrare l’arrivo del 2015.

LUTTO CITTADINO – Il sindaco di Napoli, De Magistris, ha annunciato il lutto cittadino per il giorno dei funerali. Pino Daniele era un mito. ”Il nero a metà, l’americano della nuova Napoli che sognava di veder passare la ‘nuttata’, il mascalzone latino, il Lazzaro felice, l’uomo in blues, il musicante on the road, il neomadrigalista, cantautore che negli anni in cui dominava il messaggio non mise mai in secondo piano la musica, pur avendo cose da dire, e che cose”. E’ questo l’autoritratto sul suo sito ufficiale, di Pino Daniele, Inventore di quel sound inconfondibile, tra sonorità blues, rock, jazz e la tradizione napoletana, diventato il suo marchio di fabbrica in Italia e nel mondo.

Pino (all’anagrafe Giuseppe) Daniele nasce a Napoli il 19 marzo 1955. L’esordio nel 1977 con Terra mia: il brano che apre il disco, ‘Napule’ è diventa il manifesto della speranza e delle disillusioni di una generazione. Il 1979 è l’anno di ‘Je so’ pazzo’ e di capolavori come ‘Je sto vicino a te’, ‘Il mare’, ‘Putesse essere allero’.  ‘Nero a metà’, del 1980, è l’album del grande successo, l’incrocio definitivo tra il blues dei neri americani e la musica popolare napoletana, simbolo del meticciato sociale, culturale e artistico, tra ‘Alleria’ e ‘A me me piace ‘o blues’. Il 19 settembre 1981, l’apoteosi in piazza del Plebiscito, con 200 mila persone ad ascoltare Pino sul palco con Tullio D Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito, James Senese. E’ la consacrazione del ‘neapolitan power’.

MUSICANTE – In seguito arrivano un altro lp epocale, come ‘Vai mò’ (1981), e brani come ‘Yes I know my way’, ‘Viento ‘e terra’. ‘Bella ‘mbriana’, del 1982, coinvolge jazzisti del calibro di Wayne Shorter ed Alphonso Johnson, continuando a mischiare napoletano, italiano ed inglese, ‘Tutta ‘n’ata storia’ e ‘I got the blues’. Due anni dopo, ‘Musicante’ incontra le percussioni brasiliane di Nanà Vasconcelos, la tromba di Don Cherry e i suoni d’Africa, affrontando temi-tabù come quelli del contrabbando in mano alla camorra in Stella nera. Dopo aver aperto nel 1980 il concerto milanese di Bob Marley, per Pino arriva la consacrazione sulla grande scena internazionale, con il Festival di Montreux, il Canada, l’Olympia di Parigi, il Festival di Varadero a Cuba e l’Arena di Verona. Intanto continua la collaborazione con l’amico Massimo Troisi, per cui scrive le colonne sonore di Ricomincio da tre (’81) e Le vie del signore sono finite (’87), poi il capolavoro di Quando, scritta con l’amico per Pensavo fosse amore e invece era un calesse (’91). Con ‘Mascalzone latino’ (’89) Pino Daniele torna all’acustico, poi negli anni Novanta ancora una svolta, con ‘Un uomo in blues’ (’91) in cui ”O scarrafone’ denuncia la xenofobia e il titolo del disco gioca con un nuovo appellativo per il cantautore. Ospiti d’eccezione: Chick Corea, Ralph Towner, ma anche Bruno De Filippi.

E SONA MO – Tante tappe, tanti successi che resteranno nella mente e nel cuore della gente. Nel 1993, a Cava de’ Tirreni, un altro concerto storico, che poi diventerà l’album live ‘E sona mo”. Da sempre aperto alle collaborazioni, da Jovanotti a Chick Corea, Pino Daniele suona con artisti del calibro di Yellow Jackets, Mike Manieri, Danilo Rea, Mel Collins, Pat Metheny. Nell’estate 2002 ha l’idea di una tournée con Fiorella Mannoia, Francesco De Gregori e Ron, che diventa un cd e un dcd, In tour ‘Passi d’autore ‘(2004) è forse il più ambizioso dei suoi progetti, tra omaggi a Che Guevara, Django Reinhardt e Maradona, tra world music e il richiamo ai madrigali di Gesualdo da Venosa. ‘Iguana cafè’ (2005) è una sintesi, spiega il sottotitolo, di ‘Latin blues e melodie’ che riprende ‘It’s now or never’, ovvero ”O sole mio’. Con ‘Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui’ (2007) ritrova Tony Esposito e prepara la strada al triplo cd antologico con inediti ‘Ricomincio da 30’, che cita Troisi e riforma il supergruppo (Tullio De Piscopo, James Senese, Tony Esposito, Rino Zurzolo e JoeAmoruso) con l’aggiunta di Chiara Civello e Al di Meola. L’8 luglio il gruppo espugna di nuovo piazza del Plebiscito, ma stavolta ci sono pure Giorgia, Irene Grandi, Avion Travel, Nino D’Angelo, Gigi D’Alessio.

BACK HOME – Sono storia recente, e ancora esaltante, Electric jam del 2009 e Boogie boogie man dell’anno successivo. Infine, il trionfo di Nero a metà, con sessanta musicisti e gli amici di ieri e di oggi, riuniti a settembre scorso all’Arena per celebrare un’avventura lunga oltre trent’anni, iniziata tra i vicoli del centro storico di Napoli per approdare sulla scena mondiale. Commuove l’ultimo tweet di Pino sul  profilo ufficiale. E’ del 1 gennaio alle 17,38, con la scritta: “Back home… In viaggio per casa” e l’immagine della strada, in bianco e nero, scattata dall’auto in corsa. Purtroppo la sua ultima corsa terrena. Lui è scomparso. Il suo mito sopravviverà.

 

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Ernesto Giusti

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