L'universo dei foreign fighters tracciato dal ministero dell'Interno

Jihadisti italiani: storie e nomi usciti dal Viminale

di Camillo Cipriani - - Cronaca

Combattenti jihadisti

Combattenti jihadisti

ROMA – Il ministro Angiolino Alfano ha confermato che in Italia siamo in stato di massima allerta, che la sorveglianza e l’attenzione è eccezionalmente alta, che numerosi personaggi sospetti sono stati già espulsi dall’Italia e che altri ne seguiranno la sorte. Il Ministero inoltre ha pubblicizzato alcuni dei nominativi inseriti nella lista dei foreign fighters italiani e riteniamo opportuno pubblicizzarla.: si va dalla campana Maria Giulia, diventata ‘Fatima’, al calabrese Giampiero, all’italo-marocchino Anas El Abboubi.

Quello dei foreign fighters ‘italiani’ è un file in continuo aggiornamento. L’ultima stima data oggi dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano, parla di 59 soggetti: cinque italiani, due dalla doppia nazionalità. Un numero limitato nella galassia dei combattenti europei, quantificati tra 3mila e 5mila. Ma la preoccupazione sul fenomeno è alta e l’attenzione è massima da parte di intelligence e forze di polizia. Il numero è cresciuto con il conflitto in Siria, che è diventato un ‘magnete’ per tanti giovani musulmani radicalizzatisi sul web, esposti alla propaganda jihadista, così come per ‘vecchi’ protagonisti della scena islamista europea. Il pericolo è il loro ritorno in Italia, dopo essersi formati militarmente nei teatri di guerra. Potrebbero compiere attentati, fare proselitismo forti del carisma di combattenti, costruire reti di reclutamento. Nel pacchetto di misure antiterrorismo che andrà presto in Consiglio dei ministri, una prevede proprio di punire penalmente chi si reca a combattere in Paesi in guerra.

Nell’elenco dei 59, anche 15 morti, poi 25 stranieri che, pur non essendo partiti dall’Italia, hanno avuto a che fare con l’Italia in passato e 13 siriani partiti dall’Italia.

 

 

 

Tag:, ,

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.