Si vota in Grecia. Syriza avanti nei sondaggi

Elezioni greche: la Ue non teme una vittoria di Tsipras

di Paolo Padoin - - Economia, Politica

Un cartellone elettorale

Un cartellone elettorale

ATENE – La Grecia va alle urne, ma i sondaggi presentano sempre più le consultazioni elettorali come una vittoria annunciata. Alexis Tsipras, 40 anni, leader del partito di sinistra Syriza sembra sulla buona strada per diventare capo del governo, succedendo al premier conservatore, Antonis Samaras, che per due anni ha guidato un esecutivo di salvezza nazionale traballante e ha negoziato con la Troika dei creditori internazionali. È stato Tsipras il protagonista di questa campagna elettorale. Per le strade della capitale, Atene, i manifesti degli altri partiti sono meno numerosi, anche quelli di Nea Demokratia (Nuova Democrazia), il principale oppositore di Syriza. Fino a qualche giorno fa lo scarto fra i due partiti era intorno ai 2-3 punti percentuali, ma adesso la sinistra sarebbe balzata avanti di un buon 6,6%, attestandosi intorno al 32,9%. Ancora non basta a dare a Tsipras la certezza che potrà formare un governo monocolore, anche se le sue chance crescono.

ELEZIONI – I seggi apriranno domani (domenica 25 gennaio) alle 7 ora locale (le 6 in Italia) e chiuderanno alle 19 (le 18 in Italia). A quell’ora verranno pubblicati i primi exit poll. Attorno alle 20.30 italiane sono attese le prime proiezioni. Gli elettori sono 9,8 milioni. Oltre un terzo sono concentrati nella regione di Atene. Ci sono 22 partiti in lizza. Per entrare in Parlamento c’è bisogno di prendere almeno il 3% a livello nazionale. I sondaggi indicano che probabilmente ce la faranno solo in 7 su 22.

RISULTATI – Quali sono le prospettive? Gli ultimi sondaggi prevedono che Syriza prenderà oltre il 35%. L’incarico di formare il governo viene dato al leader del partito che prende più voti. Se non ce la fa entro tre giorni, la palla passa al secondo partito e quindi al terzo. Se nessuno ci riesce, il presidente della Repubblica chiederà a tutti i partiti di formare un governo di unità nazionale. Se anche questa strada non porta a nulla, si crea un governo ad interim guidato dal presidente del Consiglio di Stato o della Corte suprema con il solo compito di portare il Paese a nuove elezioni (come avvenne nel 2012).

Sondaggi

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EUROPA – L’Europa sostiene che la Grecia, chiunque sia il vincitore, dovrà rispettare i patti. Il Commissario Pierre Moskovici afferma perciò che la Repubblica ellenica «deve continuare nell’impegno di responsabilità fiscale e di riforma strutturale. Chiunque vinca le elezioni sarà il nostro interlocutore», ricordando che, in ogni caso, «Pacta sunt servanda». A Bruxelles nessuno si attende uno strappo da Syriza, qualora conquisti le redini del Paese. In dicembre è scaduto il programma di assistenza di Ue e Fmi alla Grecia, e dunque l’ultimo pacchetto da 7,2 miliardi di prestiti per l’accesso al mercato e il rifinanziamento del debito. «Entro il 10 febbraio per rispettare i tempi tecnici, spiegano fonti europee, Atene dovrà decidere se negoziare coi partner una nuova estensione del programma. Sarà necessario sia che il premier sia Tsipras, sia che Samaras resti in carica».

TSIPRAS- «Un governo Syriza – ha affermato Tsipras – non rispetterà gli accordi firmati dal governo precedente. Il partito rispetterà gli obblighi fiscali derivanti dall’appartenenza della Grecia alle istituzioni europee, ma l’austerità non rientra nel trattato istitutivo dell’Unione Europea». Quest’affermazione però non esclude che il leader di Syriza, se andasse al governo, come sembra probabile, intenda rinegoziare le clausole che hanno reso l’austerity inaccettabile per una buona parte del popolo greco.

Senza il sostegno dell’Ue, il primo marzo il governo ellenico dovrà sollecitare una manciata di miliardi (6-7) sui mercati finanziari, che potrebbe certo acquisire a libera trattazione, ma pagando 10-12 punti di interesse. Il che costituirebbe il primo passo verso una probabile bancarotta di primavera. Una scelta saggia sarebbe un accordo fra il nuovo Governo e gli organismi comunitari di una proroga di almeno sei mesi per consentire alla situazione di stabilizzarsi e favorire la trattativa per una nuova estensione del programma cessato. E probabilmente si andrà verso questa soluzione, anche se – in caso di vittoria – Tsipras vorrà presentare quest’ipotesi come la conquista, da parte sua, della ricontrattazione, in termini più favorevoli, delle condizioni precedenti.

 

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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