Toscana: è allarme per mafia, concussione e corruzione. Il pg Tindari Baglione: serve una task force di magistrati

Il procuratore generale Tindari Baglione
Inaugurazione dell'Anno Giudiziario 2015 a Firenze
Inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2015 a Firenze

FIRENZE – Crescono in modo esponenziale in Toscana i reati di concussione (+266,67%) e di corruzione (+33,33%). È uno dei dati più significativi che escono dalla relazione del presidente della Corte d’Appello di Firenze Fabio Massimo Drago, nella cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario per la Toscana. «Di non scarso rilievo – afferma Drago – poi, l’aumento dei reati di omicidio colposo per infortunio sul lavoro e quelli conseguenti alla violazione di norme sulla circolazione stradale (+46,06%) nonché dei reati di stalking (+51,22%) e in materia tributaria (+28,07%)». Sulla durata dei processi di appello, nessuna buona notizia: non solo non diminuiscono ma anzi sono in pure leggero aumento. La durata media di un processo penale passa da 540,21 a 548,57 giorni, per quello civile i giorni passano da 919 a 921.

Aula delle grandi occasioni stamani 24 gennaio al palazzo di Giustizia. Tra gli ospiti il cardinale arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori, il sindaco di Firenze Dario Nardella, il sottosegretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri, il rappresentante del Csm Giuseppe Fanfani, già sindaco di Arezzo. Molto applauditi il presidente del Tribunale di Firenze Enrico Ognibene (che, in attesa di andare in pensione, sta lasciando il suo incarico al suo vice Antonio Banci, capo dell’Ufficio dei Gip e Gup) e all’ex procuratore capo Giuseppe Quattrocchi, che era seduto accanto al suo successore Giuseppe Creazzo.

Il Procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo
Il Procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo

MAFIA – Tra le relazioni dei vari procuratori delle province toscane c’è quella di Giuseppe Creazzo, procuratore capo di Firenze, dove conferma come «in Toscana si sono sviluppati i meccanismi tipici dell’infiltrazione delle mafie nei circuiti dell’economia legale». Tra i meccanismi escogitati dalla criminalità organizzata per riciclare i proventi delle attività illecite, ha spiegato Creazzo, ci sono «l’acquisto di esercizi commerciali e di beni immobili» e «l’attività di impresa esercitata in forma diretta o indiretta». I settori più sensibili sono «i pubblici esercizi, il mercato immobiliare, l’edilizia e il trattamento dei rifiuti». «I fenomeni delinquenziali relativi al crimine organizzato in Toscana sono assai variegati e destano non poco allarme – ha aggiunto Creazzo». «La Toscana, come altre regioni ricche del Centro Nord – ha precisato – è oggetto di continue e crescenti mire espansionistiche da parte di molteplici organizzazioni criminali, alcune inquadrabili nell’ambito delle mafie classiche e altre ricadenti nella sfera delle cosiddette nuove mafie». Queste ultime, composte da cittadini stranieri, «non disdegnano di stringere patti e alleanze con altre organizzazioni». Tipico il caso di quelle albanesi e cinesi in particolare.

GOVERNO – «Questo Governo per la prima volta non ha tagliato alla voce giustizia – ha detto il sottosegretario – questi sono dati, sono numeri». Ferri ha citato alcuni esempi: «nella legge di stabilità è stato previsto un fondo di 260 milioni di euro per il triennio, destinato all’informatizzazione e al potenziamento dei servizi». E sul tema della riforma carceraria Ferri ha voluto indicare che «risolveremo il problema degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, entro il 31 marzo prossimo. Non vogliamo più proroghe come nel caso dell’Opg di Montelupo».

Il procuratore generale Tindari Baglione
Il procuratore generale Tindari Baglione

PROCURATORE GENERALE – Particolarmente seguito l’intervento del procuratore generale Tindari Baglione, abituato più a parlare a braccio con accattivante eloquio toscano che a leggere discorsi già scritti. Per questo con ironico affetto il presidente Drago ha detto: «E ora sono costretto a dare la parola al Procuratore Generale». Che non se l’è lasciata dire, replicando tra il sorriso dell’aula: «…costretto dalla legge, Presidente, non dalla prepotenza della Procura». Quello che basta per allentare la pur doverosa solennità della cerimonia. E sono molti i messaggi che Baglione – che lascerà la toga il 31 dicembre 2015 perché così vuole l’anagrafe – lancia in quella che di fatto è la sua ultima requisitoria ufficiale. «Occorre creare una sorta di task force di pronto intervento nel settore della giustizia – dice – con la funzione di colmare per periodi temporanei possibili deficienze di organico rispetto alle quali le risorse dei magistrati distrettuali e le applicazioni intra ed extra distrettuali risultano insufficienti». È il caso che si verifica quando ci sono grandi e impegnative inchieste, che richiedono non solo risorse ma anche professionalità. «Il sistema giudiziario – ha spiegato – è dotato di una scarsa flessibilità operativa, malgrado la realtà dei fenomeni criminali ponga, talvolta, questo o quell’altro ufficio di fronte a eventi di tale portata da rendere inadeguato l’organico, come il caso della Costa Concordia o della strage di Viareggio».

 

Leggi qui  il testo completo del DISCORSO INAUGURALE DEL PRESIDENTE DRAGO E LE RELAZIONI DEI CAPI DEGLI UFFICI DEL DISTRETTO DELLA CORTE D’APPELLO DELLA TOSCANA

Leggi qui il testo integrale dellINTERVENTO DEL PROCURATORE GENERALE TINDARI BAGLIONE

 

 

 

 

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Sandro Addario

Giornalista

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