La ricetta del neo presidente dell'Istituto di previdenza

Pensioni: Tito Boeri, presidente inps, pensa a nuovi tagli a carico dei pensionati. Ma la lotta agli evasori gli interessa?

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Top News

ROMA – Tito Boeri, nuovo Presidente dell’ Inps, anche prima di assumere questa carica, aveva più volte indicato di essere favorevole a interventi di taglio delle pensioni per riequilibrare il sistema. Il livello di tali pensioni era fissato all’incirca sui 3.000 euro lordi mensili (poco più di 2.000 netti). Una volta insediatosi nella poltrona dell’Ente, che avrebbe un buco di bilancio di 10 miliardi, come ci ha fatto sapere la trasmissione PresaDiretta su rai 3 del 1 febbraio 2015, ha rincarato la dose in un’intervista rilasciata al giornalista Danilo Procaccianti, prendendosela sempre, naturalmente, con i cosiddetti pensionati d’oro.

PENSIONATI D’ORO – «La prima cosa da fare – dice Boeri – è quella di ‘scovare’ le ‘ingiustizie’ passando al setaccio le pensioni d’oro. Poi andiamo a introdurre un contributo massimo del 20, 30% sulla differenza tra quello che alcuni pensionati d’oro ricevono con le pensioni calcolate con il sistema retributivo e misto e quello che avrebbero ricevuto se calcolate soltanto con le norme del metodo contributivo». Quest’operazione consentirebbe di risparmiare, secondo lui, più di 4 miliardi all’anno.tito_boeri

LA RICETTA DI BOERI – Ecco in dettaglio qual’ è l’idea di Boeri per i pensionati d’oro, illustrata alla Tv di Stato: «Andiamo a calcolare qual è la differenza tra quello che ricevono e quello che avrebbero ricevuto con le regole del sistema contributivo. Poi su questa differenza andiamo a introdurre un prelievo sulle pensioni da tremila euro in su, con un contributo massimo del 20, 30% su questa differenza». La differenza cioè tra quello che alcuni pensionati d’oro ricevono con le pensioni calcolate con il sistema retributivo e misto e quello che avrebbero ricevuto se calcolate soltanto con le norme del metodo contributivo. Quest’intervento -secondo Boeri – consentirebbe di risolvere in modo strutturale e definitivo il problema degli esodati rimasti senza lavoro e senza pensioni e del pensionamento degli insegnanti della cosiddetta Quota 96 della scuola, costretti a rimanere in cattedra. Peccato che l’economista laureato alla Bocconi non si sia accorto che si tratta di un intervento simile a quello già bocciato dalla Corte Costituzionale.

LAVORO NERO – Per di più, nelle stesse ore è venuta fuori la notizia che soltanto in Sicilia sono 285mila i lavoratori in nero con una evasione da 4 miliardi. I dati sono stati diffusi in occasione della tappa palermitana del Viaggio della Legalità della Cgil. Quindi se Boeri e l’Inps combattessero una battaglia contro questo tipo di evasione recupererebbero molto di più che tartassando una categoria di pensionati che ha versato a suo tempo fior di contributi per godere di un trattamento equo. Ma ovviamente è molto più facile pigiare un tasto e ridurre automaticamente i trattamenti ritenuti, a torto, elevati che impegnarsi in una complicata e dispendiosa lotta all’evasione. E così la giustizia fiscale e sostanziale va a farsi benedire.

UNPIT – Contro quest’ipotesi si schiera il giornalista Franco Abruzzo (presidente Unpit): «Boeri pensi a recuperare questi 4 miliardi e la smetta di criminalizzare, scimmiottando la Meloni, i pensionati che hanno costruito la loro pensione con il lavoro, versando contributi d’oro».

Siamo perfettamente d’accordo. Basta usare i pensionati come bancomat del Governo, cercando di riparare così errori passati. I pensionati sapranno difendersi con tutti i mezzi legali possibili, con ricorsi collettivi alla magistrature contabile e, attraverso queste, alla Corte Costituzionale. Il nuovo Presidente della repubblica, Sergio Mattarella, che proviene proprio dalla Corte e che ha dichiarato di voler essere vicino ai problemi e alle sofferenze degli italiani, avrà certo un occhio di riguardo verso la categoria dei pensionati. Non permettendo che le devastanti decisioni dei governi passati (Monti-Fornero, tanto per fare un esempio) e il decisionismo spinto del premier Renzi tartassino ancor più una categoria già sacrificata.

 

Vedi articolo precedente sulle pensioni

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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